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personaggio, a metà tra stregone e diavolo, che predice il suo destino: scoprire una collina d'argento (cerro de la plata, in spagnolo), in una lontana terra d'oltremare.
Nel 1514 ritroviamo il nostro anonimo protagonista sul fiume Putumayo nella foresta colombiana, vivendo fra gli indiani "chiriguanos" che l'hanno accolto come uno di loro, e impegnato nella lotta contro l'Inca invasore, sotto la dinastia di Huayna Capac.
E' il 1531 quando finalmente arriva sull'altopiano andino, di fronte alla collina di Potosí (che significa "Cosa grande" nella lingua quetxua). Nonostante ciò, non ha il tempo di godersi il suo "Cerro de la Plata" che muore nelle mani del suo vecchio alleato Wadosewa, capo chiriguano, che non ha dimenticato mai la sua diserzione, alla ricerca del suo destino nella collina d'argento.
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Già nel 1685, l'ultimo proprietario del Cerro de la Plata, don Jaime de Villarroel, abbandona la miniera esaurita, lasciando piantato sulla sua vetta un elmo spagnolo, scintillante come fosse d'argento, in omaggio allo sfortunato sivigliano morto in seguito a un sogno.
Las fabulosas ciudades de Arizona / Los tesoros de Cibola è il secondo racconto ambientato nel Nuovo Mondo che ci offre Sergio Toppi. In questa storia l'azione si sviluppa nella desolazione delle aride terre d'Arizona.
Anno 1541, il licenziato spagnolo Martín de Urría, il suo domestico arabo Kaloumi-ba e un nuovo protagonista anonimo, questa volta il vecchio soldato chiamato "cuchillo" (coltello), partono da Culiacán (Nuova Galizia) alla ricerca di Cibola, la favolosa città d'oro.
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