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altri miei collaboratori. Di norma tendo a scrivere pagine e pagine di descrizioni, con il risultato di una sceneggiatura alta come un elenco telefonico. Ma Melinda in precedenza aveva realizzato i propri fumetti underground a San Francisco e, come la maggior parte dei fumettisti underground, lei scriveva le proprie storie. Perciò non aveva in realtà mai lavorato su una sceneggiatura altrui.
Quando Melinda vide questa gigantesca sceneggiatura che avrebbe dovuto leggere e dare un senso alle descrizioni, credo che la cosa la sconfortò. Realizzammo i primi tre o quattro capitoli con una sceneggiatura completa, ma poi divenne evidente che questo metodo stava causando a Melinda molti problemi. Pensammo ad un modo per modificare il processo e decidemmo che io avrei fatto degli schizzi delle tavole... questo non sarebbe stato affatto pratico se stessi lavorando ad esempio
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con Eddie Campbell, perché lui vive in Australia e dovrei spiegargli i miei indecifrabili schizzi al telefono. Invece, visto che Melinda stava vivendo a Northampton, saremmo stati in grado di collaborare in modo molto più stretto. Cosi, lei avrebbe potuto costruire i disegni delle tavole partendo dai miei incoerenti schizzi e poi io avrei successivamente aggiunto i dialoghi. Così avrei anche avuto la possibilità di sincronizzare i dialoghi a qualsiasi sfumatura d'espressione o dei gesti che Melinda avesse disegnato.
IS: A che punto avete iniziato a pensare al numero di pagine?
AM: Originariamente ci era stato chiesto, in modo indipendente, di proporre una storia di 8 pagine per un antologico erotico che avrebbe dovuto essere pubblicato in Inghilterra. Quando Neil
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Gaiman mi disse d'avere incontrato Melinda a Londra, chiesi a Neil che forse avrebbe potuto passarle il mio numero di telefono con l'intento di collaborare con lei a quella storia. Così Melinda venne a trovarmi a Northampton per un paio di settimane e parlammo delle nostre opinioni sulle opere erotiche. Sebbene incominciassimo a conoscerci e iniziassimo più o meno a mettere insieme un'idea di base, non riuscimmo ad andare molto lontano. Avevamo una specie di blocco perché non riuscivamo a trovare una modalità che potesse produrre un'opera erotica sufficientemente seria quanto lo era nelle nostre intenzioni.
L'idea finale fu in realtà l'unione di due diverse idee che avemmo indipendentemente. Io avevo pensato che fosse possibile fare una versione di Peter Pan che fosse una rilettura erotica
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