|
sempre quel centimetro di verità, di esclusività, di unicità che rende grande un'idea, un centimetro che sembrava consumato come un libro vecchio molto amato che abbiamo sfogliato troppe volte, ma che ci spinge ancora a leggere la stessa meravigliosa storia come quando eravamo bambini.
L'illusione che nasce dalla mancanza di illusioni. La favola bella che ieri ci illuse e che oggi ci illude. Che cerchiamo non a causa della nostra debolezza, ma grazie alla nostra forza. Watchmen sembrava aver distrutto i supereroi, ma senza Watchmen non ci sarebbe l'ABC.
Babbo Natale esiste, ci dice Alan Moore.
Eugenio Marica - Luglio 2004
|
|
Note
[1] Il percorso era già iniziato in precedenza in Inghilterra, e aveva già trovato una sua vetta in Miracleman. Contemporaneamente a Moore, negli USA Frank Miller col suo primo ciclo di Daredevil e poi con The Dark Knight Returns aveva compiuto un cammino simile, giungendo alle stesse conclusioni.
[2] V for Vendetta Libro III, cap. IX: Veglia
[3] V for Vendetta Libro III, cap. IX: Veglia
[4] Vedi "Cosa è accaduto all'Uomo del Domani" di Moore e Swan, la storia "definitiva" su Superman: alla perdita
|
|
definitiva dei poteri, corrisponde la morte di Superman, benché Clark Kent, sotto altro nome, continui a vivere. Questo fatto così banale (Superman senza poteri non è Superman) è stato in realtà sempre negato nel corso della vita editoriale dell'Uomo d'Acciaio, come sono state sempre negate le sue morti reali o legate a perdita di poteri: a ogni perdita di poteri, a ogni morte, corrisponde in breve tempo a un loro recupero, una resurrezione. Ancora una volta la luna (anche gli eroi prima o poi devono morire, o fisicamente o come eroi) viene nascosta dal dito che la indica (la morte fittizia del personaggio).
[5] V for Vendetta Libro III, cap. IX: Veglia
|
|