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dei veri problemi che possono essere affrontati solo dagli adulti (o da qualcuno davvero più che umano) [1].
Babbo Natale non esiste.
Sembra quasi che Alan Moore si diletti a negare il passato delle creature che entrano nelle sue mani (o il passato di un genere), si diverta a modificare la visuale sua e nostra, e poi si compiaccia di recuperare quanto era stato negato: come la realtà di una fallimentare riunione di Crimebuster è la somma delle erronee singole visioni dei singoli personaggi, così anche per il fumetto, per i suoi generi, dobbiamo vedere altre sfaccettature per poter poi riaccettare le precedenti. Non negare dignità all'innocente e idealisticamente ottimistica spensieratezza di Superman, ma riaffermarla dopo aver mostrato che non è l'unica: il valore dell'unicità nella molteplicità [2]. Lo scopo del fumetto di Moore sembra
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quello di scorgere, evidenziare, enfatizzare anche brutalmente ciò che gli altri non vedevano o non volevano vedere, portando il fuoco dell'attenzione sul bordo della visione, in modo da avere, finalmente, una visione a 360° che mostri tutti gli aspetti. La realtà come somma dei punti di vista, dunque. Da qui la necessaria moltiplicazione di questi stessi punti di vista, l'abolizione della convenzione
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del protagonista, l'introduzione del focus dell'uomo comune e del suo rapporto con l'assurdo e il meraviglioso. Basta con ragazzini impuberi che non vedono l'ora di imitare eroi inverosimili: di questi Mr. Moore si permette il recupero con una strizzatina d'occhio, in quel suo falsamente ingenuo recupero dell'atmosfera dell'Età dell'Innocenza Supereroistica che è Tom Strong. Ora c'è lo sgomento, e la reazione umanissima dello stupore, della follia, dell'arroganza, dell'angoscia, dell'impotenza, dell'inadeguatezza e dell'incapacita' di spiegarsi ciò che accade. Ma anche il vero eroismo di chi non è invulnerabile, e di chi non avrà mai i titoli dei giornali.
Prima di Marvels, prima di Kingdom Come, c'è almeno un vecchio che, con la sua fida motosega Evangeline, cerca di contrastare a modo suo la catastrofe
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