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Messa così, sembra la classica menata americana tutta combattimenti ed esplosioni... ed in effetti lo è, almeno in parte. I nostri eroi si comportano come gli X-Men, ma l'ambientazione fanta-vittoriana e le caratterizzazioni dei personaggi sono la carta vincente del film: Londra e Venezia sono cupissime e surreali, tra strade e calli si aggirano la splendida limousine vintage o il colossale e bellissimo Nautilus di Nemo (vederlo emergere dai canali di Venezia è uno spasso). Tra i personaggi, spiccano il Quatermain di Sean Connery, credibile e divertito, come azzeccati sono il Dorian Gray dell'attore Stuart Townsend o la donna vampiro di Peta Wilson. Tony Curran è un uomo invisibile un po' buffone, mentre il Nemo di Naseeruddin Shah è forse troppo santone karateka alla "Matrix". L'unico fuori posto è Sawyer
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(Shane West), troppo bamboccione americano. Norrington dirige da solido artigiano: il film scorre senza particolare noia, anche se le scene di combattimento sono sovente confuse. Da notare rimangono i brillanti dialoghi
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dello sceneggiatore James Robinson (autore di comics a sua volta): riescono sempre a dire qualcosa in più sui personaggi senza cadere nelle facili spiritosaggini da supereroe.
"LXG" (questa la sigla americana) è un film poco realistico, fracassone, esagerato ma certamente divertente: l'ideale per una serata di evasione senza troppi pensieri. Ok, non c'entra nulla con l'opera del Genio Barbuto, ma chi se ne frega? Se anche un solo spettatore si incuriosirà su questo "Alan Moore", ultimamente sulla bocca di tutti (ne parlano "Panorama", "L'Espresso", "Il venerdì", solo per citarne alcuni), e cercherà i suoi lavori, "LXG" renderà un servizio insperato alla causa di noi incalliti fumettari incompresi.
Michele Fioraso [novembre 2003]
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