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L'avventuriero Allan Quatermain, l'uomo invisibile, il dottor Jekyll, il capitano Nemo, Mina Harker: tutti insieme per la salvezza del mondo. Bizzarra idea per
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un bizzarro fumetto: personaggi presi dai romanzi d'avventura di fine Ottocento per una storia "steampunk" visionaria, piena di riferimenti e citazioni. Lo sapete tutti, è "La lega degli straordinari gentlemen", l'opera nata dal genio di Alan Moore e del disegnatore Kevin O'Neill che si misurano alla pari con alcuni dei grandi scrittori di fantascienza del XIX secolo (Jules Verne o H.G. Wells, per esempio). Questo fumetto (edito da Magic Press, ma dovreste sapere anche questo) era destinato a diventare un film ancor prima del suo esordio cartaceo: il produttore Don Murphy, lo stesso di "From Hell", ne opzionò i diritti ai tempi in cui si filmava "la vera storia di Jack lo Squartatore". In Italia, per motivi misteriosi, il titolo è diventato "La leggenda degli uomini
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straordinari": il protagonista assoluto è l'intramontabile Sean Connery, la regia dello specialista in action movies Stephen Norrington (già autore di "Blade").
Tanti appassionati di fumetti hanno storto il muso all'uscita dalla sala: la pellicola ha poco a che vedere con la storia di Moore, e in tanti sono rimasti delusi.
Rimane l'idea originale, i personaggi vittoriani, con qualche variazione: al gruppo si aggiungono il fascinoso Dorian Gray e l'agente speciale americano Tom Sawyer; Mina Harker è ancora una vampira (anche se in "Dracula", la morte del Conte la liberò). Questi supereroi ante litteram dovranno salvare Venezia e il mondo dalle macchinazioni del Fantasma.
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