oscura, perciò penso davvero che il passaggio dalla tradizionale camera oscura all'uso del computer sia una evoluzione naturale.

Come sai Ultrazine è un web-magazine dedicata al Fumetto. Tu sei inglese e la Gran Bretagna gioca un ruolo importante sulla scena fumettistica contemporanea, visto che ha dato i natali a sceneggiatori come Alan Moore, Neil Gaiman, Grant Morrison, Warren Ellis, Jamie Delano, Bryan Talbot... e a disegnatori come Alan Davis, Barry Windsor Smith, Brian Bolland, Dave McKean e molti altri. Che genere di fumetti leggevi da piccolo? Hanno giocato un qualche ruolo nella tua educazione?

Leggere fumetti sin da piccolo ha certamente influenzato la mia visione della vita. I primi fumetti che ho letto,

come molti altri bambini della mia generazione, sono stati The Dandy, The Beano, The Beezer e, naturalmente, The Topper. Tutti i fumetti che ho menzionato erano in linea con i modelli degli anni '50. Presentavano un modo in cui solo pochi privilegiati si potevano identificare. Io, e altri come me, facevamo riferimento ai fumetti che arrivavano dagli USA. Onestamente posso dire che leggere fumetti quando
ero piccolo mi ha aiutato a formare la mia successiva visione del mondo.

Attualmente leggi fumetti? Quali sono i tuoi preferiti?

I soli fumetti che leggo sono quelli di Alan Moore. Sacco amniotico è uno dei miei preferiti, anche se il suo romanzo The Voice of the Fire è di gran lunga il mio preferito, principalmente perché è ambientato a Northampton. Ho ricordi molto vividi dei posti menzionati sia in Sacco Amniotico che in The Voice of the Fire. La colina fortificata risalente all'età del Ferro a Hunsbury era di fronte a casa mia fino a pochi anni fa. Strangehaven è un altro fumetto che trovo interessante e originale. È sicuro che nel campo del fumetto ci sono parecchi autori di talento!
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