ALAN MOORE VISSUTO DA PAOLA BARBATO
(essenzialmente "From Hell")
Paola Barbato è l'apprezzata sceneggiatrice di Dylan Dog, per cui ha realizzato l'importante numero 200.

Pretestuoso, incompetente, dilettantistico. Questo è stato il mio incontro con Alan Moore. Non ho mai fatto vanto di background culturali nel mondo del fumetto perché non li ho. Ciò che ha incrociato i miei occhi di lettrice prima ancora che diventassi una "del mestiere" è sempre stato strettamente casuale.
Spesso è bastata una copertina su uno scaffale di una delle sporadiche fumetterie bresciane dove accompagnavo un'amica appassionata di manga. Il mio interesse istintivamente verteva altrove. Quel giorno non sapevo di sfogliare Alan Moore e lo stavo facendo. Sapevo invece che storia stessi assaggiando, quella di Jack The Ripper. Sapevo del film, che avevo visto e mi aveva lasciata vagamente insoddisfatta. Motivi puerili mi hanno ancorata a uno dei narratori più spietati del secolo. La narrazione può essere piacere o tormento. Non ho trovato compiacimento nella narrazione di Moore, che pur narrava di compiacimenti altrui, eppure lo snodarsi quasi secco della storia,
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