di un concetto di libertà, benessere e democrazia che per essere salvaguardato può portare alla morte preventiva di centinaia, migliaia, milioni di persone?
È plausibile che la corsa al perfezionamento del "migliore dei mondi possibili" (parossismo di un paradosso) porti all'attuazione di piani di felicità aprioristica, costi quel che costi? Si vis pacem, para bellum, si dice oggi, in un improvviso e sospetto revanscismo di "romanità". Chi è l'Ozymandias di oggi?

Eppure "Sarebbe un mondo più forte, un più forte mondo d'amore per cui morire" [3].

Fabrizio Lo Bianco

Note:

1. Ma anche quelli del settembre 2000 capaci di partorire un documento come "Ricostruire le difese dell'America: strategie, forze, risorse per il nuovo secolo". In queste pagine (si possono leggere senza alcuna censura su www.newamericancentury.org) già un anno prima delle Twin Towers un gruppo di consiglieri di George W. Bush teorizza il ricorso strategico a guerre locali, controllo militare di aree d'interesse politico-economico, riarmo nucleare e chimico come mezzo per costruire la pax americana e consolidare la leadership mondiale a stelle e strisce. [torna al testo]

2. Uso una definizione di Massimo Fini, che mi pare calzante, tratta dal suo "Il vizio oscuro dell'Occidente", Marsilio 2002. [torna al testo]

3. John Cale, citazione alla fine di Watchmen.

[giugno 2003]

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