RILEGGERE WATCHMEN DOPO L'11 SETTEMBRE
di Fabrizio Lo Bianco
L'inglese William Morris disse che per capire la Storia, i suoi risvolti e i suoi segnali, bisognerebbe guardare l'arte. È l'arte che anticipa, precorre e profetizza: in una parola, RIVELA.
I lavori di Alan Moore forse sono arte anche per questo. Ma c'è qualcosa che oggi svolge questa funzione "premonitrice" in maniera ancora più potente: la pubblicità. E Moore sembra suggerirlo attraverso Ozymandias, il vero protagonista di Watchmen...

Sulle televisioni italiane imperversava nei mesi scorsi (ma temo che lo farà ancora per qualche tempo) uno spot pubblicitario.
Reclamizza un'azienda che vende prodotti tecnologici per la casa. In un contesto orwelliano - probabilmente e subdolamente voluto - una schiera di commessi, quelli dell'azienda pubblicizzata, dichiara all'unisono (in stile "ein Volk, ein Reich, ein Führer") che nessuno è più felice di chi lavora per questa azienda e, traslando, di chi vive nella nostra società.
A fare da testimonial a questa campagna non è un imprenditore che ostenta ottimismo, né un politico liberal-ultraliberista o un progressista convinto della bontà della frase "viviamo nel migliore dei mondi possibili": a testimoniare la veridicità di questo mondo di plastica è uno dei più noti poeti italiani contemporanei, sceneggiatore e braccio destro di un artista come Federico Fellini.
Ogni volta che trasmettono questo spot mi viene in mente non George Orwell, non Ray Bradbury, ma Alan Moore. E Ozymandias, il "cattivo" di Watchmen...
La quadratura del cerchio è nel poeta che fa da testimonial a un inno alla spersonalizzazione, alla rinuncia cosciente alla dignità (le schiere di commessi in fila che non sono che la trasposizione post-moderna - e persino più kitsch - delle masse di Leni Riefenstahl ne "Il trionfo della volontà"), con una risposta all'unisono:
Domanda: Chi è più felice di noi?
Risposta: Nessuno!
Il poeta-testimonial è l'asta utile a saltare il fossato. Sfruttando (egli, che è a sua volta utilizzato) la credibilità "etica" di cui gode agli occhi degli intellettuali, dei romantici,
sezione 1 sezione 3 sezione 4 sezione 5 sezione 6