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di queste cose. Beh, in effetti ama i tè alle erbe, e riguardo alle sue opinioni riguardo ai primi Hawkwind suppongo che, più o meno come voi o me, lui non abbia una chiara opinione sull'argomento. Qui ci parla del suo uso dei fumetti "commerciali" per presentare nuove idee in un mezzo di comunicazione ormai stanco. La prima domanda riguarda lo stile di disegno della sua compagna, Melinda Gebbie, che disegna la serie "Cobweb" attualmente pubblicata in "Tomorrow Stories".
ROSS: Amo i disegni di "Cobweb". È uno stile strano, davvero strano per un lettore di fumetti "commerciali".
MOORE: E' quel che volevamo. L'idea che li ha generati è che il fumetto commerciale sta piuttosto chiaramente scivolando nel cesso. C'è gente come
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Gary Groth e la "Fantagraphics" che ne saranno contenti, ma non credo che si rendano conto delle implicazioni. Il punto è che nessuna libreria di fumetti può restare aperta vendendo i fumetti della "Acme" [casa editrice statunitense che pubblica fumetti di elevata qualità ma di limitato richiamo di massa. - N.d.T.], "From Hell" o qualunque altro fumetto di questo tipo, per quanto siano
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di qualità. Ci devono essere "The Uncanny X-Men" e ci deve essere "Spawn" e tutto quel materiale di questo tipo per far esistere il negozio. Se il fumetto "commerciale" scende nello scarico, si trascina anche tutti noi. Quindi ho pensato che fosse possibile rinvigorire il fumetto "commerciale" in modo da non dover distinguere tra commerciale, indipendente, underground, alternativo: perché il fumetto è troppo piccolo per categorizzare in questo modo.
ROSS: Quindi non sei d'accordo con quella frase che tutti eravamo stanchi di leggere qualche anno fa: "fumetti: non più solo per bambini".
MOORE: "Il fumetto è maturato." Io e Frank Miller abbiamo qualche responsabilità a riguardo, bisogna dire.
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