"Superman", facendo sprofondare il più ottuso degli ottusi in un fantastico ritornello di quel che potrebbe essere un giorno nella vita di uno strano tizio con superpoteri, se i "cattivi" usassero realmente i loro immensi poteri a favore del male - e non semplicemente quelle buffonate da birbantelli che ovviamente non li porterebbero mai a governare il mondo. Con "Watchmen" ci ha dato una visione distopica sull'intero genere supereroistico. E più recentemente, con "Tom Strong", "The League of Extraordinary Gentlemen", "Promethea", "Top 10" e "Tomorrow Stories" ha realizzato - da zero! - una nuova "casa editrice" che è così avanti rispetto ai concorrenti in termini di capacità e tecnica ed originalità da far inginocchiare e piangere di gratitudine, come dei bambini di mezza età, i visitatori adulti dei negozi di fumetti. O, per lo meno, a me è successo.

Perciò, quando da Idler mi chiesero se mi sarebbe piaciuto incontrare il barbuto grand'uomo, non mi feci scappare l'occasione, come farebbe Charlie Sheen con una attricetta porno. Ma - e questo potrebbe stupirvi - mi sentivo nervoso. Non è un sentimento con cui sono molto familiare, avendo incontrato ed intervistato... beh, all'incirca chiunque da ché l'uccellino della fama e della buona fortuna si è posato sulla mia spalla circa 14 anni fa. Ma Moore è una questione differente. Avevo davanti qualcuno da cui non volevo trarre perle d'arguzia o di saggezza, e non speravo di sentire aneddoti divertenti o maligni sui suoi colleghi. Avevo davanti qualcuno a cui volevo solamente sedermi vicino e bearmi della sua presenza. Quindi quel che segue è una specie di registrazione confusa dell'incontro mentre mangiamo al ristorante Momo's Moroccan in

Heddon Street - e proprio dietro l'angolo c'è la cabina telefonica in cui David Bowie gigioneggia nella copertina di "Ziggy Stardust And The Spiders From Mars".
Alan è, suppongo ovviamente, proprio come i suoi scritti. In breve, non è come potresti aspettarti. Alto, barbuto, capellone, vestito totalmente di nero e con un lungo bastone da passeggio con il manico in argento. Un osservatore casuale lo definirebbe come un barbaro o un mistico, un pazzoide feng shui della "new age" con la passione dei tè alle erbe e dei primi Hawkwind [storica "space rock" band inglese degli anni '70, N.d.T.], un amante di fumetti underground - materiale hardcore per adulti che potrebbe confondere e sconcertare i giovani appassionati e spingere i loro genitori a chiamare gli assistenti sociali. Ma lui non è nessuna
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