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The killing joke - ha scritto la storia definitiva sui supereroi, mettendoli impietosamente a nudo nelle loro (super)umane miserie. Il fatto è, a mio parere di lettore (come autore non mi permetterei mai di dare un giudizio in tal senso), il fatto è che tale saga era definitiva soprattutto per lui. E lo dimostra (sempre a mio parere di lettore) la sua capacità di tornare su tali livelli artistici solo con una storia - From Hell - che di supereroi non era. I suoi WildC.A.T.S. erano splendidi, verissimo. E anche diverse cose nella collana ABC
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Comics sono pregevoli. Ma non sono Watchmen, né possono esserlo, proprio per il motivo che ho detto. Non a caso, nonostante le lodi esagerate di una critica che troppo spesso guarda al nome dell'autore più che all'opera in sé, tutte queste cose venute dopo non hanno raggiunto gli stessi livelli di vendita e di gradimento di Watchmen. E per quanto mi riguarda, il pubblico ha sempre ragione, specie quando è un pubblico che non ha alcun preconcetto verso la nuova produzione di un grande autore. Semplicemente, queste nuove cose sono piaciute meno, perché un personaggio come Dr. Manhattan (e compagnia) lo inventi una volta sola, nella vita, ammesso che tu abbia il genio per inventarlo. From Hell, invece, nel suo poter essere narrato da Moore con la mente sgombra da altre cose simili fatte in precedenza, ha permesso all'autore di liberare una volta di più il
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suo genio, in ciò assecondato dai disegni di un Eddie Campbell in stato di grazia e perfettamente in sintonia con la sceneggiatura. C'è anche questo da dire, del resto, e qui parlo anche come sceneggiatore: uno scrittore, nel corso
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