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Quest'intervista è originariamente apparsa su Comicbook Resources a fine ottobre 2001, ed è stata condotta poco prima dell'uscita del film su From Hell nei cinema americani. Pubblicata su Ultrazine con l'autorizzazione dell'autore.
Perché hai scelto di entrare nel mondo dei comics e di diventare uno scrittore di fumetti?
Stavo morendo di fame.
I fumetti mi sono sempre piaciuti. Sin da
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quando avevo 6 o 7 anni. Ho scoperto i fumetti americani all'età di 7 anni. Più tardi sono arrivato ad apprezzare il fumetto come forma artistica, e mi sono reso conto che sebbene con gloriose eccezioni come Will Eisner e Harvey Kurtzman, era un campo ancora largamente inesplorato. Le opere migliori erano ancora di là da venire.
E stavo lavorando per un subappaltatore della compagnia del gas. Un meschino lavoro d'ufficio. Era la fine degli anni '70. Sono passato per un serie di lavori veramente miserabili dopo il mio precipitoso allontanamento dal ginnasio in cui stavo.
Perché sei stato espulso?
Spacciavo acido.
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Erano gli anni '60. Avevo 17 anni. Spacciarlo a scuola era molto meglio del piano A, che era gettarlo nel serbatoio dell'acqua. Avrebbero dovuto tenerlo in considerazione. Invece il direttore non condivise per nulla il mio divertimento per l'accaduto. E non solo mi espulse da scuola, ma contattò tutti gli altri licei, università e scuole d'arte, e scrisse loro che ero stato un orrendo cancro per la morale di tutti i suoi allievi, e che non mi avrebbero dovuto ammettere.
E poi, naturalmente, quando ho iniziato a cercare lavoro, mi chiedevano le referenze scolastiche. Lui voleva essere sicuro, sin da quando avevo 17 anni, che non avrei mai fatto nulla per il resto della mia vita. Un po'
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