fantasy fiction del ventesimo secolo, tra cui Edgar Rice Burroughs e Robert E. Howard, furono lettori di Haggard e furono molto influenzati da lui.
L'influenza di Haggard su Burroughs, A. Merritt, e Howard è marcata, e questi tre scrittori furono i modelli a cui si ispirarono gli autori pulp americani di fantasy, così come quelli di sword-and-sorcery, corrente che Haggard, con il suo Eric Brighteyes (1891) che rinarrava le saghe nordiche, aveva anticipato.
Haggard, sia con le sue opere su Razze Perdute/Mondi Perduti che con le sue novelle storiche e i suoi romanzi, influenzò molti gli scrittori d'avventura che realizzarono storie per i magazine pulp americani e britannici, autori come Harold Lamb,

Talbot Munday e Arthur O. Friel.
Inoltre Haggard fu letto da C.S. Lewis e J.R.R. Tolkien e il suo influsso è visibile nei loro plot e nei passaggi descrittivi. Attraverso loro, il Quatermain di Haggard ha influenzato quella che Pringle chiama la "scuola britannica del fantasy" (Pringle, e-mail) che rimane dominante nel genere.
Quatermain stesso, il Grande Cacciatore Bianco, il personaggio di Haggard più noto, è rappresentativo di tutto quello che Haggard ha costruito ed influenzato.
In quanto suo personaggio principale, rappresenta Haggard, e tutto quello che ha ideato, nella Lega.

MINA MURRAY
Anche, Mina Murray è, a suo modo, un archetipo. La sua prima apparizione è come Mina Harker nel Dracula (1897) di Bram Stoker.

Il personaggio di Mina Harker in Dracula è qualcosa che contrasta con quello di Mina Murray nella League. In parte questo è dovuto al modo in cui Mina è cambiata nel mondo della League, dopo gli eventi di Dracula. Ma, casualmente o deliberatamente, la Mina Harker di Alan Moore è simile sotto molti aspetti ad un folto numero di personaggi femminili della fiction tardo Vittoriana ed è in larga parte un archetipo dell'eroina Vittoriana.
Nonostante gli stereotipi tipici dell'epoca, le donne in Inghilterra erano rappresentate secondo una varietà di modelli da emulare. Esponenti del clero, medici, sociologi, politici, tutti i rappresentanti della cultura, indicavano la
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