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Too much coffee man
saves the world

- o di come la droga più diffusa del mondo possa rendere le persone migliori -

di Silvio Schirru

[colonna sonora: L'eccezione, Carmen Consoli]

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UltraCOMICS

James Kochalka

L'orribile verità sui Fumetti

 

 

 

 

 

 

 

Caffeina: alcaloide contenuto nei semi di caffè, nelle foglie di tè, nella noce di cola, etc. In terapia è utilizzata come eccitante del cuore e stimolante del respiro.
Questa, almeno, è la versione ufficiale. Un punto di vista asettico e sostanzialmente fuorviante.
La verità è un'altra, e chiunque di voi sia, come me, dipendente dal caffè, sa benissimo a cosa mi riferisco: a quell'eccitazione che ti pervade quando l'orecchio percepisce in lontananza il dimesso gorgoglio della caffettiera; a quella sensazione di piacere quasi sessuale che ti stordisce e ti inebria nel momento in cui l'adorato profumo raggiunge le narici; a quella violenta scossa che ti pervade quando, trepidante, porti alla bocca la tazzina piena di caffè caldo e nero, suggendo avidamente la sacra bevanda, fonte di ogni lucidità.
Lucidità. E' questa la chiave del fascino ambiguo del caffè. Perché sai che bevendo caffè, drogandoti di caffè, indulgi a una tua debolezza (il bisogno di sentire sulla lingua quel sapore deciso, ma dolce, e dentro al tuo ventre quel calore rassicurante e benefico) ma contemporaneamente assecondi e coltivi la parte più nobile di te: quella che ha sete di conoscenza. E per interpretare il mondo che ci circonda senza impazzire c'è bisogno di tanta, tantissima lucidità.

Shannon Wheeler tutto questo lo sa bene. Soltanto un caffeinomane con anni di dipendenza alle spalle potrebbe realizzare un'opera a fumetti come Too much coffee man, un atto d'amore verso la caffeina, verso il fumetto statunitense e i suoi cliché e, soprattutto, una lucidissima analisi della società (USA, ma non solo) e delle sue infinite contraddizioni. Ma perché un autore serio, vi chiederete, dovrebbe ricorrere alla parodia di un supereroe, a un ridicolo personaggio che indossa un pigiama sormontato, sul capo, da un'enorme tazzina, per sviscerare la vita e scoprirne il significato? Ammesso che questa domanda abbia senso in un Paese, l'Italia, in cui il paladino dei deboli e degli oppressi è un pupazzo rosso sovrappeso che parla con inflessione ligure, si potrebbe rispondere che la vita, quella vera, quella fatta di gioie e di dolori sconosciuti e silenti, ama il grottesco; così può capitare, come Wheeler racconta, che da un uomo vestito da tazzina provengano parole sagge; che un cane parlante sia più colto degli uomini che lo circondano; che gli alieni rinuncino a mettere a posto il nostro mondo perché sarebbe troppo complicato; o che il Caffè divenga una divinità pagana alla quale tributare ispirate odi, più vere e potenti delle ammuffite litanie dedicate a un Dio anacronistico e frainteso (che, per la cronaca, è ateo, dato che la sua onniscienza comporta l'impossibilità di credere per fede!).

Se, come sostiene la Cantantessa, la bellezza delle cose ama nascondersi, Too much coffee man è un esempio lampante di tale assunto. Tra le pieghe dell'underground USA, sotto le mentite spoglie di un fumetto demenziale, si nascondevano piccoli trattati di filosofia e politica elaborati con un linguaggio per immagini raffinato ed esperto, in cui il gioco metafumettistico, la citazione pop, la comicità marchiana e la tradizione grafica del fumetto "sotterraneo" si mescolano e si alternano, fino a formare un delirio infinito in cui, a guardare bene, c'è molto più senso di quello che si possa trovare in opere formalmente più semplici ma intellettualmente più povere.
A patto, naturalmente, di possedere la necessaria lucidità. Giacché, per dirla con Too Much Coffee Man, "se non puoi essere felice naturalmente, sii innaturalmente felice". La "sostanza" con cui procurarvi felicità sceglietela voi. Io un suggerimento ve lo ho dato.

Titolo Too much coffee man
Autori Shannon Wheeler
Casa Editrice Lo Scarabeo
Prezzo 9,50 €
[dicembre 2002]
 

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