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per leggere SUPERIDOL di Warren Ellis e Colleen Doran
Warren
Ellis, con ogni probabilità, è convinto di
essere uno scrittore di fumetti. Si sbaglia.
Warren Ellis è un antropologo, e il suo sguardo lucido e
impietoso attraversa quella variopinta manifestazione della cultura
pop che sono i fumetti con la delicatezza di una mannaia e la discrezione
di un reporter scandalistico.
Da
attento patologo dell'animo umano, Ellis non giudica, o almeno non
subito. Si limita a descrivere. E infatti ogni sua storia è
la vivisezione metodica di una o più tipologie di essere
umano. Nessun difetto e nessuna perversione gli sfuggono. Egli studia
il malessere della nostra società, opulenta e falsa come
un biglietto da 3 dollari, con la cura e l'asepsi di un entomologo
intento ad allineare farfalle su una bacheca.
Proprio
per questo suo approccio alla scrittura, il nome di Ellis non è
legato a un'opera o a un genere in particolare, come accade invece
ad altri stimati sceneggiatori. Il marchio di fabbrica di Ellis
è costituito piuttosto dall'intensità del suo punto
di vista, come se le cose, in particolare i fenomeni sociali e le
pulsioni umane, viste attraverso i suoi occhi acquisissero per la
prima volta un aspetto nuovo, diverso da quello abituale. Come se,
finalmente, si rivelassero per quello che sono, senza sovrastrutture
culturali che imbriglino nei loro schemi il nostro intelletto.
Ed
infatti l'acutezza analitica, la ricchezza espressiva, lo stile
tagliente dello scrittore anglosassone hanno impreziosito i prodotti
più diversi: da Excalibur (che, da collana mutante
di serie z, Ellis ha trasformato in uno dei serial più avvincenti
di sempre, grazie a massicce dosi di ironia e political uncorrectness)
a Transmetropolitan (sofisticata e presaga serie DC sugli
incubi della globalizzazione e dell'ossessiva presenza dei mezzi
di comunicazione nella vita umana), da DV8 (un gruppo di
supereroi adolescenti cinici e bastardi, per la Image Comics) a
Dark Blue (bizzarro fumetto fantascientifico, violento e
allucinato, caratterizzato da atmosfere da b-movie), tanto per fare
qualche esempio.
A
dire la verità Ellis sale spesso alla ribalta delle cronache
per la sua passione per gli aspetti più morbosi dell'animale
uomo, e non a caso egli è, forse, l'autore più censurato
della storia del fumetto USA, tanto da arrivare ad essere pagato
per progettare una serie (Satàna, per la Marvel) che
poi non avrebbe mai visto la luce. Intendiamoci: il buon Warren
sa perfettamente che rimestare nel torbido dà sempre i suoi
frutti, e si guarda bene dal provare a smentire la sua fama di maudit,
che ha contribuito personalmente a creare. Del resto, quale espediente
migliore, per un antropologo, che sfruttare l'inclinazione allo
scandalo, propria e altrui, per far sì che le sue opere raggiungano
il maggior numero di persone possibile, risvegliandole dal sonno
dogmatico del fumetto insulso e perbenista?
Superidol
è un perfetto esempio di come Ellis coniughi una eccellente
tecnica narrativa (difficile trovare un autore più cinematografico,
nel senso migliore del termine), con lo studio dei fenomeni sociali,
particolarmente interessante e difficoltoso in tempi come i nostri.
A impreziosire questo nuovo, piccolo capolavoro ellisiano, proposto
sul sito WWW.ARTBOMB.NET
e tradotto per la prima volta per l'Italia da Ultrazine, gli splendidi
disegni di Colleen Doran, superba regista del "cortometraggio"
a fumetti creato da Ellis.
Spegnete la luce e mettetevi comodi. Sta per andare in scena il
XXI secolo.
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