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Nel
1981 Joe Sacco conseguì il diploma di laurea in giornalismo
presso l'Università dell'Oregon; tuttavia, non esercitò
mai la professione. Pochi anni dopo il conseguimento del titolo
accademico, l'autore incominciò a pubblicare fumetti dapprima
in proprio, poi con la Fantagraphic comics per la quale scriveva
già recensioni pubblicate sul Comics Journal. Solo nel 1988,
l'autore andrà in giro per il mondo, raccoglierà informazioni,
intervisterà la gente e trascriverà quanto vede in
numerosi taccuini, che fungeranno da appunti per le sue successive
opere. Joe Sacco metterà dunque a frutto i suoi studi di
giornalismo e incomincerà a scrivere i suoi primi reportage
a fumetti, tra cui troviamo quel capolavoro che è Palestina.
L'opera, vincitrice nel 1996 del prestigioso American Book Award,
racconta i conflitti tra arabi e israeliani attraverso gli spaccati
di vita di queste popolazioni vissuti in prima persona dal giovane
autore durante la sua permanenza a Gerusalemme, in Cisgiordania
ed a Gaza tra l'inverno 1991 ed il 1992. Il reportage appare scorrevole
ed immediato nella sua lettura, perché Sacco spiega il conflitto,
raccontando aneddoti di cui l'autore fu protagonista e testimone
Attraverso
uno stile toccante, realistico e penetrante l'autore decide di diffondere
le notizie sulla questione arabo-palestinese. Caratterizzato dalla
voluta ricercatezza del dettaglio, il suo disegno ricorda l'opera
di Will Elder e quella di Robert Crumb, anch'essa caratterizzata
da un costante lavoro d'incisione, volto a rendere reale ogni singolo
oggetto che compaia sulla pagina.
L'idea di coniugare la forma del giornalismo con quella della letteratura
figurata nacque spontaneamente: l'autore aveva incominciato a disegnare
fumetti all'età di dieci anni per raccontare storie alla
sorella minore; e col passare degli anni aveva mantenuto questo
hobby. Non aveva mai pensato di intraprendere una carriera in questo
campo, finché, quando era ancora uno studente universitario,
incominciò a lavorare come cartoonist. Il disegno era la
forma espressiva più immediata che l'autore avesse a disposizione,
l'unica che gli permettesse di mostrare ogni singola sfumatura delle
persone di cui parlava. Spesso il linguaggio dei giornalisti appare
secco ed essenziale e non riesce a rendere la stessa gamma di emozioni
che ci offrono i reportage a fumetti di Sacco: quando leggiamo un
articolo sulla guerra in Palestina tutto si riduce a numeri che
non danno nessuna indicazione in merito a ciò che sta vivendo
la popolazione palestinese, dilaniata dalla miseria e dalla sofferenza.
Ma, quando invece si sfogliano le pagine di Palestina, ogni persona
incontrata - i prigionieri nei campi, le donne palestinesi, i soldati
- assume uno spessore che le permette di apparire reale e di comunicare
direttamente col lettore.

Palestina
di Joe Sacco
Mondadori,
€ 17
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