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IBICUS - volume 1

Vedi? Questa è Arte!

di Gian Marco Ibba

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UltraCOMICS

James Kochalka

L'orribile verità sui Fumetti

 

 

 

 

 

 

 

Poco tempo fa mi sono ritrovato quasi per caso nel mezzo di un'animata discussione che chiunque di voi, appassionati fumettofili, penso abbia dovuto affrontare almeno una volta nella vita. Sto parlando dell'annosa diatriba che vede schierati, agli angoli di un ipotetico ring, due supposti contendenti: l'Arte e il Fumetto. Il Fumetto è arte? Se no, perché? Se , perché? Se no, può diventarlo? Quando, come e perché?… E così via discorrendo.

Sono interrogativi appassionanti che possono occupare intere serate se si è abbastanza onanisti da cedere alla perversione.

Qualcuno sosteneva che il fumetto non è di per sé arte, perché non nasce come tale. Il fumetto, infatti, nasce come intrattenimento poco impegnativo; come striscia, che dura tanto quanto è sufficiente a leggerla. Certo, da allora si è evoluto, ed ha assunto fisionomie molteplici diventando molto più duttile del previsto. Ma è riuscito a conseguire lo status di espressione artistica?

I miei contendenti sostenevano di no, affermando che proprio in virtù della sua storia, delle sue radici e dei meccanismi di mercato cui è asservito strettamente, il fumetto non possiede quei requisiti di autonomia assoluta che sono propri invece dell'Arte con la A maiuscola (spero di avere interpretato correttamente il loro pensiero, perché non ho voglia di affrontarli in tribunale…).

Ebbene, io non contesto in toto questa lettura, che inquadra certo una fetta importante della realtà fumettistica mondiale. E' vero: il fumetto è strettamente vincolato al gradimento del pubblico, e se questo manca, la testata chiude. La vera arte, invece, non teme il gradimento del pubblico, e non dipende strettamente dal gusto o dalle speculazioni affaristiche di un editore. Eppure, il fatto che questa sia la regola nella maggioranza dei casi, non deve necessariamente portare a credere che il fumetto non possa permettersi di produrre arte. E' raro che questo accada, perché occorre la convergenza di molti fattori: un fumettista, un artista, una materia coinvolgente, molta intelligenza, senso dell'opportunità ed un editore ben disposto. Ma quando ciò si verifica, il fumetto diventa Arte, e l'Arte, quando è tale (occhio: parlo di arte autentica, capace di far vibrare le corde della nostra anima, non di quella che spesso, col crisma delle autorità intellettualoidi, viene spacciata come tale) risplende, non ci sono santi. Proprio come una caraffa d'oro puro fra una dozzina di caraffe d'ottone. Che poi possa vendere poco o pochino è un altro discorso, che non dovrebbe inficiare la bontà di questo ragionamento. A tale proposito, tenterò di spiegarmi con un paradosso.

Se voi abitaste in una nazione dove vige la pena di morte e foste contrari per coscienza, che fareste? Vi accodereste passivamente alla massa o piuttosto tentereste di far valere le vostre ragioni, di persuadere i vostri compatrioti di quello che ritenete giusto?

In ogni caso, tutto potreste fare, tranne che aderire ad una concezione intimamente contraria ai vostri principi, io credo. Non sempre la maggioranza ha ragione! Talvolta occorre riconquistarla dal basso, a poco a poco, per ricondurla verso la retta via. Potrebbe volerci del tempo. Molto tempo. Ma se nessuno ci provasse il cambiamento non avverrebbe mai… Capito l'antifona?

Ora, tornando a noi, ho letto Ibicus, di Pascal Rabaté. Che c'entra con tutto questo? Beh, leggetelo anche voi e capirete.

Mi dispiace solo di averlo letto a distanza di pochi giorni dalla famigerata discussione. Ecco l'esempio perfetto che avrei addotto ad esemplificare nella maniera più esauriente il mio punto di vista! Ecco un fumetto che diventa Arte! L'ha fatto proprio sotto i miei occhi, mentre lo sfogliavo; prendeva un'altra forma: diventava pura arte scintillante che sprigionava verità.

Una brillante narrazione per immagini, illustrata da pennellate magistrali di sensibilissimo espressionismo.

Tavole vibranti di vitale forza drammatica. La follia di un uomo che rispecchia la deriva di un'epoca, agli albori del secolo che infrangerà tutti gli argini. Assistiamo allo spettacolo delle emozioni umane, nobili e degradanti, che permeano ogni azione ed ogni pensiero producendo una storia. Entusiasmante.

L'opera è talmente conchiusa, che non ti accorgi neppure di leggere un fumetto, ma ti sembra di avere sotto gli occhi l'immagine continua e fluente di un unico lungometraggio pittorico.

Ebbene sì, qualche volta il miracolo avviene, quando meno ce lo aspettiamo e sotto fogge insospettabili; ed è sempre una dolce sorpresa.

Attendo con ansia il secondo volume, Pascal, e complimenti!

 

Ibicus - Volume 1
(da un romanzo di Alexis Tolstoi)
di Pascal Rabaté
Magic Press

[luglio 2001]

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