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Dopo
la sconfitta della seconda guerra mondiale, il Giappone aveva subito
profonde trasformazioni che avevano cambiato il volto del paese
e le abitudini dei cittadini. Man mano che il paese ricostruiva
la propria società, ormai devastata, si affermava un fenomeno
economico prima sconosciuto, il consumismo, agevolato dalla crescente
influenza dei mass-media e dalla concentrazione urbana. Ma, col
passare degli anni, i modelli di consumo, propagandati a lungo da
messaggi pubblicitari persuasivi, favorirono un processo di omologazione
che rendeva meno evidente i segni esteriori delle differenze di
classe. Verso la fine degli anni '80 si affermarono valori post-materialistici,
come il desiderio di auto-realizzazione e l'accantonamento dei più
tradizionali valori che si erano affermati nel dopoguerra.
Tuttavia, la memoria delle vicende passate aveva segnato l'animo
delle persone e rimaneva il timore di un nuovo periodo di recessione.
Questa paura spinse la gente a cercare nuovi-vecchi valori, quali
la famiglia, che potessero valere anche in simili circostanze. Ecco
quindi un'ulteriore frammentazione: i vecchi valori rimangono ora
patrimonio di strati sempre minori della popolazione che valorizzano
il contenuto immateriale e simbolico dei beni perché garantiscano
un livello soddisfacente di integrazione sociale e culturale in
un paese che in pochi anni è riuscito a risollevarsi da una
guerra persa e a diventare una potenza economica mondiale.
Enomoto,
manga di Shinji Enomoto, apparso nel 1997 sulle pagine di
Morning, viene forgiato proprio in quella cultura anticonformista
che vive la propria diversità in quanto tale, talvolta perfino
fine a se stessa, escludendo la possibilità di confrontarsi
con un mondo circostante e simile, che invece appare avverso.
Attraverso un tratto semplice e ironico, l'autore ci mostra personaggi
deformi, degni di appartenere al mondo che abbiamo contribuito a
costruire. Adulti in via di disfacimento sociale e figli che rasentano
i limiti della pedanteria rappresentano il microcosmo di un manga
che ha ottenuto un successo inaspettato persino per la Kodansha,
l'editore che lo ha pubblicato. I poli tematici attorno a cui ruota
la serie sono la famiglia ed il lavoro con un ribaltamento dei luoghi
comuni spesso quasi sovversivo.
A differenza dell'underground cinematografico americano, ove dopo
i conflitti la famiglia ritorna unita da sinceri sentimenti e riesce
sempre a risolvere ogni ostacolo che il destino gli pone incontro,
Shunji Enomoto preferisce eliminare del tutto ogni forma di political
correct, anche di fondo, operando una spietata satira sociale che
rende manifesta la mostruosità del quotidiano. Nonna Maeda
può cercare di far ragionare Gosuke, il figlio lavativo,
che è stato licenziato dalla ditta presso cui lavorava, ha
mandato a monte l'incontro prematrimoniale organizzatogli dalla
sorella, ha fatto scappare la moglie ed ha allevato Michiro secondo
criteri che lasciano intendere quanto si interessi alle persone
che lo circondano; ma, le ramanzine di Nonna Maeda non risulteranno
efficaci, perché nemmeno lei rappresenta un esempio di persona
educata e perbene. L'unico personaggio che rivela un comportamento
più normale è Kuzuhara, supervisore di Gosuke, ma
ha una tale difficoltà di comunicazione con gli altri personaggi
da sembrare lei stessa priva di umanità.
Enomoto
n.1
di Shunji Enomoto
Magic Press, € 3,10
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