Riflettendo
il quadro ideologico delle lotte universitarie, nel 1967 Osamu
Tezuka scrive Dororo, una serie di appena quattro tankobon,
serializzandolo prima su Shoonen Sunday e poi su Bookenoo.
Dororo, figlio di Hibukuro, ladro che si oppone al potere dei feudatari
e dei samurai, viene salvato da Hiakkimaru, un ronin che combatte
per tornare in possesso delle parti mancanti del proprio corpo. Il
padre di questi, Kagemitsu Daigo, ha stipulato un patto diabolico
con 48 demoni ai quali ha promesso di donare il corpo del figlio in
cambio del potere. Quando Hiakkimaru nasce con le sembianze di un
mostro (il suo copro non è altro che una massa informe di carne),
il padre lo mette dentro una cesta e lo abbandona alla corrente di
un fiume. Il bambino deforme riuscirà a sopravvivere solo grazie
a Jukai, un medico che lo troverà e gli farà dono di
arti artificiali, e che lo alleverà fino a quando non compariranno
i demoni che cercheranno di porre fine alla sua vita. Da allora il
giovane viene continuamente seguito dai demoni che prendono possesso
dei corpi di uomini ed animali morti, senza mai mostrare le proprie.
Ogni qualvolta Hiakkimaru ne uccide uno, riottiene una parte del suo
corpo.
Il
mangaka intitolò l'albo Dororo per associare la missione
di Hiakkimaru con la lotta di classe di Dororo e convogliando le
loro sorti verso un ultimo demone da sconfiggere: il potere in sé,
quale forma di male assoluto che si manifesta sempre sotto mentite
spoglie.
Lungi dall'esprimere sentenze e dal condannare i valori e i principi
che emergono dai personaggi delle sue opere, Tezuka cercava solo
di svolgere una ricerca sulla verità assoluta: una perenne
e personale elaborazione di concetti che lo potessero condurre verso
la comprensione del genere umano e dei meccanismi insiti in esso,
una ricerca che sarà sempre presente nella sua produzione,
richiamando l'attenzione di un pubblico senza distinzione d'età,
sesso e nazionalità.
La costante tristezza per la condizione umana rendono Dororo un'opera
molto più seria di quanto ci si potesse aspettare da un manga
per bambini.
In
quel periodo, il mangaka era molto impegnato con l'animazione: produceva
un episodio a settimana, ed il personale aumentava talmente in fretta
che due studi non erano più sufficienti; tuttavia non voleva
abbandonare la produzione dei manga. Benché fosse talmente
occupato da dover disegnare perfino in auto, in treno e negli aeroporti,
cercava di impegnarsi sempre di più per incrementare il suo
successo che si andava affievolendo. L'autore si sentiva molto confuso:
grazie al successo dei propri cartoni animati si erano susseguite
innumerevoli serie tv, che pur essendo a suo avviso scadenti e bassamente
commerciali, restringevano sempre più la fascia del suo pubblico;
ed al momento difficile per la gestione della Mushi Production si
aggiungeva la perdita dei vecchi lettori, i quali, essendo ormai
cresciuti, non compravano più i suoi manga per bambini. Tezuka
dal suo debutto aveva continuato a disegnare manga per vent'anni
ed era consapevole che non sarebbe riuscito ad ottenere maggior
successo di quello già raggiunto, tuttavia non riusciva ad
accettare la perdita di coloro che l'avevano portato al successo.
Link
utile: http://en.tezuka.co.jp/
Dororo
1
di Osamu Tezuka
Kabuki Publishing, € 7,50
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