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Agli
Stati Uniti, soprattutto in questi ultimi, folli giorni dell'anno
2001 d. C. (o, se continuiamo così, dell'anno zero d. G.
B.), si può rimproverare parecchio, anche sul piano culturale.
Eppure esistono due forme artistiche, forse tra le più belle
in assoluto, che agli USA devono moltissimo: il cinema e il fumetto.
In entrambi gli ambiti, però, gli americani del nord, dopo
aver contribuito in maniera determinante alla diffusione del medium
e alla elaborazione della sua sintassi, si sono fossilizzati su
due soli generi - il thriller a lieto fine/i supereroi - i quali
hanno saturato il mercato di prodotti mediocri e tutti uguali e
ingenerato nello spettatore/lettore l'erronea e deprimente sensazione
che il medium stesso si identifichi con quella sua singola espressione,
peraltro molto più antica di quanto spesso si ritenga.
Il risultato è
che i thriller prodotti negli USA di fatto impediscono la diffusione
di film di altra provenienza o degli stessi film "indipendenti"
nordamericani e che le storie dei supereroi, concepite e scritte
in maniera anacronistica per un pubblico al quale non interessano
affatto, continuano ad allontanare lettori dal fumetto e a togliere
spazio ad opere, spesso veri e propri romanzi illustrati, che meriterebbero
ben altro pubblico rispetto alla nicchia di sparuti aficionados
che riescono a raggiungere.
A quest'ultima categoria
appartiene indubbiamente David Boring, di Daniel Clowes,
pensato come un film dal suo autore e che, nella divertita e ironica
trasposizione su carta, omaggia il mondo della celluloide imitandone
affettuosamente aspetto e stilemi.
David Boring è
una storia semplice, eppure informe e labirintica come la vita del
protagonista. David è un ragazzo senza doti particolari,
in fuga da una madre oppressiva e alla ricerca delle vestigia artistiche
e umane di un padre, mai conosciuto, disegnatore di fumetti e condannato
dalla ex moglie ad una damnatio memoriae che lavasse l'onta
dell'abbandono del tetto coniugale. Ossessionato dal sesso, più
voyeristico che praticato, in effetti, e in particolare da un'ideale
femminile in gran parte modellato su una cugina con cui, durante
l'infanzia, condivise la scoperta dell'intimità, David si
lascia condurre dalla vita, trascinato da eventi, persone, emozioni.
Vive gli incontri con gli altri quasi in trance, indifferente, in
fondo, a tutto quanto accada. Perché la sua reale esistenza
si esplica attraverso le sue fantasie, rese in qualche modo concrete
da un album che raccoglie decine di foto e disegni che ripropongono
all'infinito la stessa idea, la stessa fanciulla virtuale.
Inaspettatamente
avviene l'incontro con una donna, incarnazione inconsapevole della
discinta musa di David. E proprio l'album che ne sublima le grazie
diviene strumento seduttivo, che eccita la ragazza e che offre a
David l'occasione di fare l'amore con lei. Anche se l'edonistico
e solitario usarsi dei due ragazzi non ha, forse, molto a che fare
con l'amore. E viene quasi il dubbio che, quando la ragazza lascia
David, la sua sofferenza sia la stessa di un collezionista d'arte
cui il pezzo più pregiato sia stato rubato.
Attorno a David si
muovono altri bizzarri personaggi, tutti però visti attraverso
l'ottica mesta e melanconica di David, che forse è la medesima
dell'autore. I loro moti d'animo, i loro pensieri e i loro atti
sono torpidi, melliflui e dilatati e sembrano convergere spontaneamente,
e inesorabilmente, verso il finale catastrofico. Come se solo un
evento incredibile, talmente grande da non poter essere ignorato,
fosse in grado di scuotere l'anima sopita di David Boring e di chi
lo circonda, mostrando loro finalmente la vita in tutta la sua bellezza
irruente e selvaggia. Lo spettro della morte e della distruzione,
paradossalmente, offre a David la possibilità di vivere la
propria esistenza in sintonia con la propria natura, libero da ossessioni
e sereno nel godere della propria diversità. Gustandosi ogni
istante semplicemente per quello che è.

La soluzione dell'intricato
romanzo di David Boring, insomma, era semplice come la sua storia.
La vita, per essere vissuta, non necessita di altro che di qualcuno
che voglia viverla.
Così come
il fumetto ha solo bisogno di persone con qualcosa da raccontare.
Come Daniel Clowes.
DAVID
BORING
di Daniel Clowes
Coconino Press
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