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L'etichetta Vertigo della DC, ultimamente, sta un po' raschiando
il fondo del barile e vivacchia tra l'ennesimo spin-off di Sandman
e la serie cult del momento, che attualmente è il sopravvalutato
e inconcludente 100 Bullets. Ciò non impedisce, però,
che qualche autore capace sperimenti strade narrative nuove, che
nulla hanno a che fare col fantasy à la Gaiman o con il pulp
in stile Garth Ennis, e realizzi delle serie interessanti. Ad esempio
Crusades.
Qualunque
enciclopedia o manuale scolastico vi direbbe che le Crociate sono
state sette, comprese nell'arco di un paio di secoli, dal 1096 al
1270.
Steve T. Seagle, talentuoso sceneggiatore spesso incompreso (è
il caso di prodotti impegnati, come il notevole House of secrets,
o commerciali, come l'interessantissimo ciclo su Alpha Flight) e
Kelley Jones, illustratore tenebroso e dotato di uno stile unico,
ci raccontano la Crociata che nessuno conosceva, l'ottava. Solo
che questa non ha come scenario l'Impero d'Oriente o il Regno Turco,
ma San Francisco, negli States.
Un
assassino si aggira per le strade di Frisco: è enorme, silenzioso
e
vestito da cavaliere medioevale. Ad avvistarlo sono per
primi dei barboni ben poco sobri, per cui nessuno dà peso
alla cosa. Nessuno tranne Anton Marx, commentatore radiofonico pieno
di sé e attento a qualunque argomento possa far salire gli
ascolti. Ma se Marx "crede" al Crociato quanto basta per
beneficiare la sua rubrica "Marxismo", la sua assistente,
la bellissima Venus Kostopikas, persevera in due atteggiamenti misteriosi:
essere innamorata di Marx e indagare sul Crociato, del quale ha
delle visioni estremamente realistiche.
Le
crociate del serial killer in armatura si concludono sempre in un
bagno di sangue, appartenente a criminali di vario genere. Ma le
spedizioni punitive del Crociato sono un pretesto: Seagle utilizza
gli omicidi come evento scatenante, in modo da suscitare nei suoi
personaggi le reazioni più diverse e stare lì ad esaminarle,
costruendo la storia sull'interazione tra le varie tipologie umane
che abitano San Francisco, una città nella quale sembra che
nessuno sia esente dal male e dalla corruzione, e dove i putrescenti
ambienti dello spettacolo e della malavita organizzata sono solo
la punta di un enorme iceberg di immoralità.
Nessuno
è innocente, nemmeno Venus, che continua a inseguire i suoi
demoni e ad assecondare i suoi istinti autodistruttivi (come altro
definire l'attrazione morbosa per un bastardo come Marx e per un
omicida in armatura?!).
Ma
i più colpevoli di tutti sono Steve Seagle, col suo stile
elegante ed ellittico, e Kelley Jones, le cui matite devono aver
affrescato le pareti dell'inferno, tanto odorano di perversione
e orrore. Loro sono i peggiori di tutti, perché sono i principi
dei corruttori. E' colpa loro se ci siamo affezionati persino a
folli usciti da un film di cappa e spada o a brutte imitazioni di
Spider Jerusalem. A prendere in simpatia Venus, invece, ci saremmo
riusciti anche da soli.
"Abbiamo
saputo che alcuni di voi desiderano recarsi a Gerusalemme. Sappiate
che chiunque si imbarchi in tale viaggio riceverà la completa
assoluzione per i suoi peccati." Papa Urbano II, 1095.
Crusades
di
Steven T. Seagle, Kelley Jones e AA.VV.
Magic Press
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