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CRUSADES
L'OTTAVA CROCIATA

di Silvio Schirru

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L'orribile verità sui Fumetti

 

 

 

 

 

 

 

L'etichetta Vertigo della DC, ultimamente, sta un po' raschiando il fondo del barile e vivacchia tra l'ennesimo spin-off di Sandman e la serie cult del momento, che attualmente è il sopravvalutato e inconcludente 100 Bullets. Ciò non impedisce, però, che qualche autore capace sperimenti strade narrative nuove, che nulla hanno a che fare col fantasy à la Gaiman o con il pulp in stile Garth Ennis, e realizzi delle serie interessanti. Ad esempio Crusades.

Qualunque enciclopedia o manuale scolastico vi direbbe che le Crociate sono state sette, comprese nell'arco di un paio di secoli, dal 1096 al 1270.
Steve T. Seagle, talentuoso sceneggiatore spesso incompreso (è il caso di prodotti impegnati, come il notevole House of secrets, o commerciali, come l'interessantissimo ciclo su Alpha Flight) e Kelley Jones, illustratore tenebroso e dotato di uno stile unico, ci raccontano la Crociata che nessuno conosceva, l'ottava. Solo che questa non ha come scenario l'Impero d'Oriente o il Regno Turco, ma San Francisco, negli States.

Un assassino si aggira per le strade di Frisco: è enorme, silenzioso e… vestito da cavaliere medioevale. Ad avvistarlo sono per primi dei barboni ben poco sobri, per cui nessuno dà peso alla cosa. Nessuno tranne Anton Marx, commentatore radiofonico pieno di sé e attento a qualunque argomento possa far salire gli ascolti. Ma se Marx "crede" al Crociato quanto basta per beneficiare la sua rubrica "Marxismo", la sua assistente, la bellissima Venus Kostopikas, persevera in due atteggiamenti misteriosi: essere innamorata di Marx e indagare sul Crociato, del quale ha delle visioni estremamente realistiche.

Le crociate del serial killer in armatura si concludono sempre in un bagno di sangue, appartenente a criminali di vario genere. Ma le spedizioni punitive del Crociato sono un pretesto: Seagle utilizza gli omicidi come evento scatenante, in modo da suscitare nei suoi personaggi le reazioni più diverse e stare lì ad esaminarle, costruendo la storia sull'interazione tra le varie tipologie umane che abitano San Francisco, una città nella quale sembra che nessuno sia esente dal male e dalla corruzione, e dove i putrescenti ambienti dello spettacolo e della malavita organizzata sono solo la punta di un enorme iceberg di immoralità.

Nessuno è innocente, nemmeno Venus, che continua a inseguire i suoi demoni e ad assecondare i suoi istinti autodistruttivi (come altro definire l'attrazione morbosa per un bastardo come Marx e per un omicida in armatura?!).

Ma i più colpevoli di tutti sono Steve Seagle, col suo stile elegante ed ellittico, e Kelley Jones, le cui matite devono aver affrescato le pareti dell'inferno, tanto odorano di perversione e orrore. Loro sono i peggiori di tutti, perché sono i principi dei corruttori. E' colpa loro se ci siamo affezionati persino a folli usciti da un film di cappa e spada o a brutte imitazioni di Spider Jerusalem. A prendere in simpatia Venus, invece, ci saremmo riusciti anche da soli.

"Abbiamo saputo che alcuni di voi desiderano recarsi a Gerusalemme. Sappiate che chiunque si imbarchi in tale viaggio riceverà la completa assoluzione per i suoi peccati." Papa Urbano II, 1095.

Crusades
di Steven T. Seagle, Kelley Jones e AA.VV.
Magic Press

 
[luglio 2002]

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