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IL COMMISSARIO SPADA:
si stava meglio quando si stava... meglio

di Fabrizio Lo Bianco

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L'orribile verità sui Fumetti

 

 

 

 

 

 

 

Faccio una rivelazione che a molti toglierà il sonno: sono un vecchio di trentun'anni che spesso e malvolentieri scopre di essere un po' conservatore. Leggere questa nuova edizione delle avventure del Commissario Spada, il personaggio disegnato da Gianni De Luca, è una di quelle esperienze da acquolina in bocca che ti fa prorompere in una delle frasi fatte che più odio: "Ah, quelli sì che erano tempi!"...
A partire dagli anni Settanta, De Luca e Gianluigi Gonano (testi) portano sulle pagine de Il Giornalino questo commissario credibile e umano come pochi, che raccoglie in sé il meglio della scuola fumettistica italiana e francobelga. Di quest'ultima i disegni di De Luca raccolgono soprattutto l'attenzione quasi maniacale per il dettaglio, il particolare "fotografico", miscelandolo con una cifra stilistica italiana, più "sporca" e tendente verso l'espressionismo. Graffi, decine di graffi su ogni vignetta che ricreano atmosfere realistiche, grazie anche alla scrittura impeccabile di Gonano.

Cosa si poteva volere di più, allora, da un fumetto? C'erano dei disegni magistrali (anche se sarà il De Luca dell'ultimo decennio della sua vita - scomparirà il 6 giugno del 1991 - a raggiungere vette inedite per la Nona Arte), storie poliziesche calate nella quotidianità difficile dell'Italia di quegli anni, e c'era una testata, Il Giornalino, capace di sfidare le altre grandi testate fumettistiche con scelte coraggiose e spiazzanti. Ecco, rileggendo oggi Il Commissario Spada mi viene da chiedermi: potrebbe apparire oggi sul Giornalino una serie del genere? No, temo proprio di no. La corsa all'adeguamento ai gusti del "pubblico" (anziché invertire il processo cercando di educare le nuove generazioni a non accontentarsi dell'ovvio) ha coinvolto anche la testata della San Paolo. È una corsa al ribasso, proprio come quella che avviene oggi in tv tra programmi concorrenti.

Il mercato dice che il fumetto è roba da bambini: così Il Giornalino di oggi pullula di Flinstones e Tom & Jerry, realizzati nella massima economia e col più incurante sprezzo del gusto estetico (significativa in questo senso la scelta di pubblicare la serie Bionicle, un'operazione di marketing tout court in collaborazione con la Lego). Fumetti clonati, realizzati in batteria, senza storia, senza cultura, fatti male per chi del fumetto guarda solo i colori (e se sono in bianco e nero non li sfoglia nemmeno).

Per questo, facendo un po' il vecchio rancoroso, leggendo questo bel volume pubblicato da Bd e Black Velvet, benedicevo queste intraprendenti case editrici e, un po' corrucciato, pensavo: cosa direbbe oggi De Luca del generale appiattimento degli editori "forti" su standard sempre più bassi? Cosa direbbe chi ci ha regalato perle dell'arte sequenziale come Amleto, Saulus o Gli Ultimi Giorni dell'Impero?

Nel dubbio, io ringrazio Bd e Black Velvet. Grazie davvero.

Titolo Il Commissario Spada
Vol. 1
Autori Gianni De Luca e Gialuigi Gonano
Casa Editrice Bd - Black Velvet
Prezzo 15 €
[novembre 2002]
 

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