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Buddha,
fumetto serializzato sulla rivista Kibo no tomo dal 1972
al 1983, appartiene al filone mistico delle opere di Osamu Tezuka,
ovvero quei lavori (Hi no tori e Buddha) dove l'autore
cerca di affrontare direttamente le questione riguardanti l'esistenza
umana, e il suo essere fragile e perituro. Attraverso gli insegnamenti
religiosi, l'autore si serve dell'universo da lui creato nel fumetto,
per comunicarci i suoi più grandi sogni: l'avversione per
l'egoismo e l'assolutismo, la disponibilità verso il proprio
prossimo, la compassione verso coloro che soffrono e soprattutto
l'uguaglianza degli esseri umani. Da queste sue speranze emerge
la sua morale e la visione di un'artista che non riusciva a comprendere
la società in cui viveva e che tuttavia non smetteva di sognare.
La storia racconta la vita del giovane principe Siddharta, attraverso
un'interpretazione romanzata ma sempre funzionale a catturare l'attenzione
del lettore adulto, cui appunto è indirizzato il fumetto.
L'intento dell'autore è di porgere in maniera spontanea i
temi a lui cari: la critica al potere, la differenza tra le caste
e le ingiustizie presenti nella società.
"Perché
gli esseri umani soffrono? Perché vivono? Perché esiste
questo mondo? Perché l'universo ha costruito questo mondo?"
Sono queste le domande che i protagonisti del manga si pongono,
domande alle quali saprà rispondere solo il principe Siddharta.
Alla sua nascita un bramino, il maestro Asita, comunicherà
al re del clan di Shakia che il giovane infante è destinato
a diventare il re del mondo. Ma, quando lui cercherà di seguire
il proprio destino, nessuno comprenderà le sue decisioni.
Il giovane principe deciderà di abbandonare il castello e
di recidere ogni legame col passato per diventare un bramino. Si
dedicherà dapprima alle pratiche austere della vita da bramino
senza ben comprendere quale sia il loro significato. Solo dopo avere
passato sei anni nella foresta di Uruvela, in mezzo a bramini e
ad altri asceti, si convincerà che le prove cui si sottopongono
non possono risolvere le sue questioni esistenziali. Alla morte
di Asaji, un giovane Shramana, che aveva visto e predetto la propria
morte, Siddharta si siederà sotto l'albero di Pippala e mediterà
sull'esistenza umana. Solo allora avverrà il risveglio che
era stato predetto dal maestro Asita al re di Kapilavatsu.
Il giovane principe incontrerà diverse difficoltà
nel suo cammino, essendo stato abituato alla vita di corte. Aveva
conosciuto la sofferenza della popolazione solo quando grazie all'aiuto
di Tatta, un paria che ha la facoltà di prendere temporaneamente
possesso dei corpi degli animali, era riuscito ad uscire dal palazzo.
Era rimasto sconcertato soprattutto dall'incontro con una donna
anziana, talmente debole da non riuscire più a camminare,
che era stata abbandonata dalla propria progenie. In quell'occasione,
il giovane principe aveva compreso che, nonostante la sua posizione
di futuro re, anche lui era destinato a morire ed a perdere tutto
quello che avrebbe costruito nel suo cammino, come il più
umile dei paria. Di fronte alla morte, bramini e paria erano uguali.
Questa condizione esistenziale di uguaglianza tra gli uomini e gli
animali impose al mangaka delle scelte stilistiche che si concretizzano
in una rappresentazione particolareggiata della natura contrapposta
ad disegno semplificato degli uomini e degli animali.
Buddha
di
Osamu Tezuka
Hazard
Edizioni,
serializzata in 14 volumi
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