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Nel
1988 avevo 13 anni. Iniziavo la IV ginnasio e tante cose erano diverse,
per me. Mi piacevano Madonna e i Duran Duran, il mio film preferito
era Ritorno al futuro, adoravo guardare A-Team, L'uomo
da sei milioni di dollari e Spazio 1999 in tv, non sapevo
chi fosse o cosa facesse il Presidente del Consiglio dei Ministri,
scoprivo quanto fosse difficile tifare Juve dopo l'abbandono di
Platini [a molti altri sembra impossibile anche prima, durante
e dopo ;-) N.d. Supervaisa] e, soprattutto, la parola fumetti
mi richiamava alla mente Topolino, Asterix, il Corriere dei Piccoli,
il Giornalino, Dylan Dog e Zagor, ma non certo i comics della Marvel
o della DC, che avrei scoperto solo qualche anno dopo (e ancora
oggi mi chiedo come mai, essendo un bambino così curioso,
non fossi mai stato attratto dagli albi Corno, ma questa è
un'altra storia...).
In quello stesso periodo un giovane autore britannico, Grant Morrison,
arrivato negli States grazie alla "caccia all'europeo"
alla quale il successo di Alan Moore aveva dato inizio, prendeva
un vecchio personaggio DC e gli infondeva nuova linfa, creando una
serie di quelle che, oggi, hanno scritto in copertina "for
mature readers" (come se i bambini non avessero bisogno di
fumetti intelligenti) ed iniziando la propria fulgida carriera.
Oggi, all'inizio del 2003, e cioè ben 15 anni dopo, non solo
io ho colmato una grave lacuna leggendo finalmente il primo ciclo
di Animal Man, ma si scopre anche che quelle storie non hanno
perso assolutamente freschezza. Animal Man continua ad essere
un personaggio originale e interessante, e le ottime storie di Morrison
mostrano già, in embrione, tutte le caratteristiche della
sua maturità artistica, e, anzi, forse hanno in più
una freschezza e un senso di scoperta (per l'autore stesso) che
più avanti sono state sostituite da consapevolezza e mestiere.
Animal
Man, al secolo Buddy Baker, è un giovane americano, con
una bella moglie e due simpatici marmocchi, al quale è capitato
di avere un potere bizzarro: gli è sufficiente essere vicino
ad un animale per acquisirne i "poteri". Solo che Buddy
non ha mai usato queste capacità per compiere grandi imprese,
come gli illustri colleghi Superman o Batman, e decide di darsi
una smossa, iniziando finalmente ad agire da supereroe! Peccato
che, anziché entrare nella JLE per sconfiggere supereroi,
Buddy è subito avviluppato in una serie di casi scottanti
alla X-Files (il governo degli Stati Uniti sperimenta gli
effetti dell'antrace... fantascienza, vero?!), in cui i confini
tra i buoni e i cattivi non sono mai netti, ed anzi i "buoni"
sono spesso i carnefici e i "cattivi" le vittime. Inoltre,
"sentire" ciò che sentono gli animali induce Buddy
a riconsiderare il proprio ruolo nel mondo, e a chiedersi se il
punto di vista antropocentrico sia davvero così sensato.
Per non parlare di quanto sia difficile essere un supereroe, senza
identità segreta, con una famiglia da mantenere...
Il bello dei fumetti di supereroi è che permettono, di solito,
di raccontare qualunque tema amplificando ed estremizzando ogni
cosa, perché ogni minimo conflitto porta ad uno scontro epocale
tra superbuoni e supercattivi. Il bello di Animal Man è
che Morrison, insieme ad altri autori degli anni Ottanta, usava
l'archetipo dell'Übermensch per rovistare tra le meschine contraddizioni
della civiltà occidentale, arrivando perfino a diventare,
sulla base delle riflessioni indotte in lui dai suoi stessi scritti,
vegetariano, per rispetto nei confronti degli altri animali. Ma
il tema di fondo di Animal Man è, più in generale,
l'accettazione del diverso, sotto qualunque forma si presenti. Un
tema spesso presente nei fumetti USA degli Eighties, che
mi fa chiedere con amarezza come diavolo abbiamo fatto ad arrivare
da quel fumetto, che sembrava la base di qualcosa di grande, a Spawn
e Wildcats.
Oggi Animal Man e Spazio 1999 sono chicche per nostalgici,
vendute a tiratura limitata o trasmesse sul satellite. E forse non
sarebbe nemmeno giusto che non fosse così. Tutto scorre,
del resto. Però mi piacerebbe pensare che i semi gettati
negli anni Ottanta da un gruppo di pionieri abbiano dato dei germogli,
e che il fumetto, come ogni altra cosa, abbia imparato dalla propria
Storia.
O devo proprio rassegnarmi al fatto che l'unica icona pop uscita
indenne dagli anni Ottanta sia la signora Ciccone?!
| Titolo |
Animal
Man vol. 1 |
| Autori |
Grant
Morrison/Chas Thoug/Doug Hazlewood/Tom Grummett |
| Casa
Editrice |
Edizioni
Magic Press |
| Prezzo |
18
€ |
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