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AKIKO
UN PICCOLO GRANDE FUMETTO
di Smoky Man

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James Kochalka

L'orribile verità sui Fumetti

 

 

 

 

 

 

 

CHI È AKIKO?

NEL REGNO DELLA FANTASIA


CHI È AKIKO?

Trattandosi di una produzione made in U.S.A inedita in Italia cercherò di non rivelare troppo per non togliere la sorpresa al lettore nel caso che, prima o poi, qualche lungimirante casa editrice nostrana abbia l’ardire di proporci quest’opera preziosa!


"Il mio nome è Akiko. Questo è il racconto dell’avventura che mi è capitata qualche mese fa quando sono andata sul pianeta Smoo …" Con queste parole si presentava ai lettori AKIKO, una bambina al quarto anno delle elementari che viene condotta, sul bizzarro e meraviglioso pianeta Smoo dai buffi alieni Bip e Bop per cercare di ritrovare il piccolo Principe, figlio del Re Froptoppit; la ricerca del principino si rivelerà alla fine una movimentata prova del simpatico Re per "testare" la bambina come futura regina del pianeta. Tutto questo accadeva nell’albo d’esordio, una sorta di numero-pilota, "Akiko on the Planet Smoo" edito, sul fine del 1995, dalla Sirius, una piccola ma agguerrita casa editrice con una proposta fumettistica eterogenea e di qualità; dopo pochi mesi, agli inizi del 1996, nasceva la serie regolare che, con cadenza bimestrale, veleggia ormai verso l’importante traguardo del 50esimo numero.


Alle redini creative troviamo l’eccellente Mark Crilley (testi e disegni) un artista pressoché sconosciuto in Italia ma che, proprio grazie a questa serie, è diventato un beniamino dei lettori e della critica (la rivista Entertainment Weekly lo ha inserito nell’annuale lista delle "100 persone più creative nel mondo dell’Intrattenimento").

Ma che cosa è che affascina il lettore in Akiko? Bisogna innanzitutto precisare che Akiko appartiene ad una categoria di fumetti ormai in estinzione, ossia un albo in grado di attrarre un pubblico di lettori di tutte l’età (alla stregua di Bone): adulti, bambini, fans del fantasy e della fantascienza, amanti dei libri per ragazzi, tutti rimangono catturati dalle storie originali e dai personaggi che Crilley inserisce in ogni pagina.

Dopo l’avventura di presentazione, Akiko ritorna sul Pianeta Smoo per iniziare un lungo ciclo ("The menace of Alia Rellapor"), una quest che si sviluppa per i primi 18 numeri della serie regolare. La missione è quella di salvare il piccolo principe rapito dal malvagio di turno e nell’impresa verrà aiutata dagli stessi personaggi che l’avevano affiancata nella prima visita su Smoo. La linea narrativa si sviluppa quindi all’interno di un classico del genere avventuroso, ma con un evidente e geniale capovolgimento dei ruoli: al posto del principe liberatore abbiamo un principe che deve essere liberato.


Quello che risalta sin dalla prima occhiata è un senso di leggerezza che emerge sia dai disegni, che miscelano segno cartoony e realistico, ma soprattutto dalle storie caratterizzate da trame avventurose, ricche di città favolose, animali alieni, popoli bizzarri, narrate con tono sognante e genuinamente fantastico. Dopotutto la definizione che più ricorre per descrivere l’opera di Crilley è: "Akiko: un sapiente incrocio tra il Mago di Oz e Guerre Stellari". Ci troviamo infatti di fronte ad una vera e propria space-opera con elementi e personaggi fiabeschi che oltre ai succitati riferimenti (Crilley si dichiara grandissimo fan della saga di Lucas) trae ispirazione e suggestioni un po’ da tutta la letteratura fantastica: Alice nel Paese delle Meraviglie, I viaggi di Gulliver, Le mille e una notte… sono solo alcune delle opere che vengono in mente leggendo Akiko. Alla straordinaria scorrevolezza delle trame, al ritmo dell’azione tenuto con raro equilibrio e ai dialoghi (mi vengono in mente certi passaggi delle Cosmicomiche di Calvino!!!) si aggiunge la perfetta caratterizzazione dei personaggi. Se ad Akiko (molti fan vedono in lei una forte somiglianza con Olivia Oyl!) spetta di diritto il ruolo di star, tanto che nonostante la giovane età dimostra un intelligenza ed un senso pratico eccellenti, da vera leader, ad affiancarla troviamo un cast di co-protagonisti estremamente affascinante. Ma passiamo alle presentazioni.


Spuckler è sotto certi aspetti l’ "Han Solo" della gang (anche se Crilley pensa sia più calzante un raffronto con Indiana Jones), pilota temerario ed avventuriero è sempre pronto a gettarsi nella mischia; il suo ottimismo ad oltranza, anche contro l’evidenza dei fatti, lo pone spesso in conflitto con il Mr. Beeba. Questi è lo scontroso sapientone del gruppo, tende a parlare in modo elaborato ma il più delle volte la sua straordinaria cultura gli è di ben poco aiuto nelle cose pratiche. Abbiamo poi il robot Gax, sempre pronto a far uscire dal proprio interno un qualche attrezzo o marchingegno che possa rivelarsi utile; dotato di intelligenza e perspicacia è l’assistente di Spuckler. Infine, come è bene che ci sia in tutti i gruppi, abbiamo il personaggio misterioso che come tale si è guadagnato un gran numero di fans: l’enigmatico alieno Poog, una buffa testina flottante le cui origini sono avvolte nel più totale mistero. Poog si esprime in un arcano linguaggio che solo Mr. Beeba capisce e di rado comunica con Akiko tramite una sorta di telepatia, sembra dotato di straordinari poteri e segrete conoscenze. Un ruolo estremamente importante ricopre il principe Froptoppit; il bambino è infatti innamorato di Akiko che invece preferisce prendere la faccenda con una certa calma tanto da coniare per il loro speciale rapporto una nuova parola in grado di definirlo: il principino sarà il suo "friendboy" (mix di "friend", amico e "boyfriend", fidanzato) ad indicare uno status superiore a quello di semplice amico ma inferiore a quello di fidanzato. Geniale no?

Crilley riesce quindi in un’altra difficile impresa: costruire una interazione romantica utilizzando personaggi bambini mantenendo quella levità mista ad ostinazione che solo gli amori a quell’età possono avere. [up]


NEL REGNO DELLA FANTASIA

"Scrissi e disegnai la prima storia di Akiko quando vivevo in Giappone. Era il 1992. Allora lavoravo come insegnante d’inglese e decisi d’iniziare a scrivere quella storia per rendere le lezioni più interessanti.

E’ importante considerare che la realizzai senza avere la minima idea di che cosa fosse popolare, in quel periodo, nel mercato fumettistico americano. Se avessi saputo che la tendenza era fare fumetti cupi e violenti non so se avrei avuto il coraggio di sviluppare un fumetto così in controtendenza come Akiko."

Così dichiarava in un’intervista Crilley ammettendo sinceramente un importante ruolo del caso nella sua opera (l’assenza di attenzione al mercato) ed evidenziando come spesso, in un campo dove dettano spesso legge tendenze inattaccabili (vedi mutanti, ragnetti, morti, clonazione e resurrezioni varie), un’artista sia costretto a vincolare in modo opprimente la propria creatività. Buon per noi lettori che l’ottimo Mark si provasse nel Regno del Sol Levante e non male come portafortuna creare una nuova serie nella patria dei manga!!!


Passando ad altre anticipazioni, dopo la conclusione della prima lunga saga gli amici di Akiko ricambiano la visita facendo una capatina sulla Terra, e l’occasione sarà propizia perché ognuno di loro (tranne il silente Poog) racconti una propria avventura all’ombra di un grande albero nella campagna; tutto questo nei numeri dal 19 al 24, organizzati in sequenze autoconclusive di due albi.

Subito dopo lo speciale numero 25 (con rivelazioni su Poog) ha avuto inizio una nuova saga: Akiko ritorna sul pianeta Smoo per aiutare gli amici di sempre nella ricerca di un leggendario elisir dalle straordinarie capacità guaritrici necessario per salvare la vita al maestro di Mr. Beeba. E poi mille altre avventure e mille altre che attendono d’essere solo raccontate su carta!


In tutti gli albi rimane inalterata l’immersione vivificante che il lettore fa nei territori di una fantasia briosa e genuina e Crilley continua a stupire facendoci visitare città meravigliose, incontrare avventurieri e infilando i propri personaggi in simpatici e divertenti siparietti.

Un ultimo accenno al disegno: nonostante l’albo sia pubblicato in bianco e nero, le tavole acquistano tridimensionalità grazie all’uso sapiente e funzionale di effetti generati al computer mentre magnifiche e funzionali splash-page si aprono d’improvviso davanti agli occhi del lettore dettando il ritmo della narrazione; in più, in appendice, troviamo sempre qualche storiella divertente su ‘kiko e la sua gang.

Concludendo: con AKIKO ci troviamo di fronte ad uno dei rari fumetti dell’intero mercato americano per cui l’uso dell’aggettivo poetico è, non solo consentito, ma estremamente azzeccato. Akiko è una scoperta, una grande scoperta. Un inno squillante al potere della fantasia.

Fatevi trasportare anche voi e visitate il pianeta Smoo insieme ad AKIKO e ai suoi amici: vivrete avventure mirabolanti!!! [up]


[La versione originale di quest’articolo è apparsa nel 1998 sulla fanzine Clark’s Bar]

 
[dicembre 2001]

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