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SUICIDIO DI MASSA: THOR IN POLE POSITION

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James Kochalka

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SUICIDIO DI MASSA: È IL GESTO PIÙ TRENDY DEL MOMENTO

- L'atto disperato di Legs, annunciato in anteprima da ULTRAzine, rischia di fare proseliti: prima vittima il mitico Thor -

a cura di Vladimir Il'ic Ul'janov

si ringrazia
JOSIF V. DZUGASVILI


The Mighty Thor alle prese con una crisi esistenziale
dopo la notizia della tragica fine dell'amica e collega Legs (foto Ansia)

Era più che prevedibile. In questo mondo dove il consumismo regna sovrano, in quest'epoca in cui uno non può scaccolarsi in pubblico sennò tutti lo imitano, il suicidio della compianta eroina Legs (vedi l'imperdibile Trashfile 1.0, razza di miscredente!) ha fatto subito proselitismo. Almeno a quanto dicono dalla Scandinavia. Voci di tentate autoeliminazioni si insinuano pesanti come l'alito di Hulk dopo la peperonata di carne di balena. In pole position per il prossimo decesso sarebbe niente poco di meno che il mitico Thor. Appresa la notizia del fattaccio riguardante la (ex) pettoruta collega, il biondo asgardiano sarebbe entrato in una crisi depressiva irreversibile. Tra le lacrime avrebbe pure sussurrato: "Vedomi oramai scomparire uno dopo lo altro li nostri più magnanimi supereroi, oh numi! Ordunque, c'è del marcio in Danimarca?"
"C'è del cacio in frigo, se ti garba..." avrebbe risposto, insensibile, suo padre Odino. Si può ben capire come Thor, di fronte all'incomunicabilità palese anche con i suoi cari, avrebbe perso ogni gioia di vivere. Qualcuno avrà così notato che nelle sue ultime avventure l'eroe appare come un po' tronfio, cosa che in precedenza non gli capitava mai.


Il nostro eroe con il maglio incriminato

Lunedì scorso il tragico evento: impegnato in una delle sue solite battaglie all'ultimo sangue, ammosciato dai pensieri sulla caducità della vita, gira che ti rigira con quel martello, il Nostro si fa sfuggire il mazzuolo che gli ricade proprio laddove il sole non batte ma il Mjolnir, a quanto pare, sì. Trasportato d'urgenza all'Asgard Eunoucoes Hospital, l'eroico capellone in fin di vita continuava a vaneggiare urlando "Dicoti no!" a tutti gli infermieri con clistere che incontrava lungo le interminabili corsie dell'ospedale. Prima di entrare in isolamento avrebbe esclamato: "Che i malvagi tremino! Che le vedove dei nostri nemici piangano! Nessuna tregua, e che risuoni il grido di battaglia!", il tutto con un acuto falsetto da sopranista. Un infermiere della A.S.L. 31 di Asgard ha dichiarato ai nostri microfoni: "Ho sempre sospettato che più che tronfio fosse un po' stronfio".
Quello che oggi ci chiediamo è: si è trattato di un semplice incidente di percorso o Thor ha tentato deliberatamente di martellarsi gli zebedei?

 


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ULTRATRESHENSIONI

I GRANDI FUMETTI MAI LETTI: Nathan Never n°1

a cura di Nico dei Pirati

si ringraziano
Micky, Skritchy & Itchy

Inizia con una recensione di Nico dei Pirati una nuova rubrica all'interno di Ultrash: le Ultratreshensioni. Si tratta di brevi recensioni di fumetti, film, dischi e libri di particolare importanza fatte da chi non li ha mai letti né visti né ascoltati, e che soprattutto non ha nessuna intenzione di farlo, né ora né mai. Questo consentirà ai nostri appassionati lettori di avere a disposizione una recensione finalmente libera da condizionamenti di sorta. La redazione di Ultratrash coglie l'occasione per ringraziare Nico e gli altri amici che collaborano con questa nuova rubrica per essersi gentilmente prestati a farsi registrare mentre raccontavano le proprie recensioni a caldo. Quella che segue è la sbobinatura dei loro commenti.

NATHAN NEVER N°1: Agente Speciale Alfa
Bello. Finarmente 'n gran pezzo de fumetto. Praticamente ce sta 'n tizio, che poi sarebbe Natha, er protagonista, che deve porta' 'na borsetta a 'sta base Arfa. Che ce starà dentro de 'sta borsetta? se chiede er lettore sproveduto. No' 'o sò. Quarcosa deve da esserce comunque. A 'n certo punto sbuca uno cattivo, ma cattivo ppe davero, co' ddu occhi... E succede un macello, 'na cosa indescrivvibbile. Questo qua, nun ce crederete, a 'n certo punto pija 'n pezzo de filo de fero e je 'o lega tutto de 'ntorno ar collo der su' peggior nemico e je stacca 'a capoccia, così, de netto, zàcchete. Ahò, nun poi capì che dolore anche solo a leggerlo! Eppoi, ppe finì ariva 'sto mostro-robbot tutto pieno de cavi che se prende 'na scossa de armeno ducento volt, 'n macello. Ma alla fine Natha s' 'a sbrija proppio bbene. Ppe finì 'sta recensione, ppe me'sto fumetto m'arresurta 'na cifra spaziale.


'Na significativa
espressione de Natha
.


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I GRANDI DISCHI MAI ASCOLTATI: Toto Cutugno's Greatest Hits

a cura di Sohn Tog Ho Gwidan Do

si ringraziano
MILA e SHIRO

Toto Cutugno's greatest Hits (EMI)
Era ora! Dopo anni di stasi e di putrefazione della musica politicamente più impegnata, torna colui che ha rinnovato gli stilemi del cantautorato di un certo spessore: Toto Cutugno. Diciamolo subito, questo CD è, con "Arriva Cristina", il miglior album dato alle stampe dall'ondata punk '77. Tutto ciò grazie anche ad una sezione ritmica bestiale: il bassista suona un basso a 7 (dico 7!) corde e il batterista usa una Tama in acciaio inox 18/10 con tripla cassa. Si aggiunga la tecnica chitarristica spropositata del cantante-leader, il mitico Toto (da non confondere con gli insulsi Toto), che risulta a dir poco superlativa.

S'inizia con l'intro migliore di tutti i tempi: Piacere RaiUno. Non si ha nemmeno il tempo di riprendersi dalla scossa di questa song che la martellante Sono un italiano incalza con furore. E come non lasciarsi trasportare dalla lancinante ballad Le mamme (The mums)? La seconda parte del CD offre la cover dell'immortale Quel mazzolìn di fiori (That mazzolòn of flowers), semplicemente devastante! Si riprende poi con uno dei più grandi hit di sempre: I figli. Ed eccoci in chiusura al top: Serenata, realizzata con un mid-tempo inframmezzato da riffs agghiaccianti. Una nota di merito va poi alla copertina, veramente fantasiosa. Insomma, imperdibile!


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I GRANDI FILM MAI VISTI: Quarto Potere

a cura di Francesco Resnais

si ringrazia
COMELUI GIACOBETTI

Concedetemi una piccola premessa prima di affrontare l'analisi di questo fantastico film di Alfred Hitchcock che nel titolo originale faceva "Il cittadino cane" e che già in questo rivelava tutto lo spirito misantropico del grande regista. Quanti di voi chiamerebbero la propria slitta "Rosebud" o "Rosetta" o "Rosabella" o con altri nomi simili? Qui sta tutta la genialità di un maestro del genere comico come il vecchio Alfred. Ricordo benissimo che quella volpe del suo aiuto-regista, Orson Welles, da tempo gli ronzava attorno cercando di soffiargli l'idea per questa pellicola. "Iniziamo così" diceva Orson, "con una sfera che rotola come fuori dallo schermo". Il vecchio Alfred ed io cercammo di fargli capire che era un'idea del piffero. "Ma Orson, vuoi far capire fin dall'inizio che il film sarà una palla?!" e ridevamo come forsennati. Il vecchio Alfred rise troppo e gli venne quel famoso primo infarto di cui pochi giornali, all'epoca, parlarono. Messo ko il vecchio Alfred, restavamo io e Orson a gestire la baracca. Cinquemila metri di pellicola da girare ed una sola mezza idea nella testa: "News on the March!!!". Già, quella fu mia, modestamente. Sapete, l'America era tutta infervorata per la storia della guerra, certi richiami avrebbero fatto effetto. Fatto sta che il giorno della prima inciampai su un cavo della corrente cadendo di faccia sulla neve. Ne mangiai a sufficienza per un ricovero di circa un mese. Nel frattempo Orson chiama Mork, anzi Mork chiama Orson e gli dice: "Rispondi Orson. Ho saputo che France si è fatto male giocando a palle di neve: potresti prendere me al suo posto. Porto anche Mindy...". Ma non ci fu niente da fare, Orson era un egoista e rifiutò la proposta di Mork. Idem con patate per Linus e Lucy: non volle né l'uno l'altra. Questo per darvi un'idea di chi fosse Orson, altro che quel grande artista che ha voluto farci credere. Deluso dal suo comportamento odioso e schifato dal suo egocentrismo, decisi di non andare alla prima e nemmeno alla seconda del film; per farla breve non vi andai mai e tutt'ora mi rifiuto di vedere Quarto Potere. Per questo ho deciso di scriverne la recensione.


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