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"Cosa vedono i miei
occhi? Saranno dei lauti pranzetti questi. Oh fortuna delle fortune,
sembravano tempi di magra ed invece ecco qua il periodo delle vacche
grasse.
Come posso non notare
quei colori pastello così sgargianti, quelle forme perfette
ed allo stesso tempo grottesche? Come posso non notare quei nomi,
ma soprattutto QUEL nome?
Pancia mia fatti
capanna, oggi si mangia il dolce: John Bolton.
Bolton è
un animaletto sobrio e pacato, circondato da un'aura di normalità
che nasconde mille tesori. Così mi ci avvicino lentamente,
senza dare il via a nessuna mimesi, quasi con rispetto. E lui mi
guarda e aspetta, quasi avesse capito cosa sta per accadere. E'
mio!
Sgranocchio
lentamente, godendo ogni secondo, la gustosissima copertina cartonata
di The Yattering and Jack, e mi accorgo soltanto adesso
che questo non è un Bolton normale ma un Bolton-Barker.
E dire che di solito odio i Clive Barker.
Troppo sangue privo
di giustificazione in bella mostra, troppo sesso - tanto per shockare
-, troppo semplicistica la scrittura (o è colpa dei traduttori?
).
Ma mi devo ricredere;
questo bocconcino è gustosissimo sin dalle prime pagine ed
il merito è anche del retrogusto Barker.
E' un'overdose di
colori magistralmente pittati, un caleidoscopio d'immagini a volte
perfette a volte volutamente destrutturate. Ogni pagina un sapore
diverso ed ogni viso sembra uscire dal foglio. Che posso dire? I
Bolton sono una leggenda, e i più famelici tra voi
lo avranno almeno sentito nominare, ne avranno sicuramente assaggiato
qualche esemplare. I Bolton sono maestri del gusto-colore,
punto e basta.
Ma dimenticavo che,
pur traendo immenso piacere dalle sgargianti forme dell' "animaletto"
, è la sapiente miscela di horror metropolitano e ironia
che lo rende un dolce perfetto per concludere (od iniziare) una
buona cena. Un Barker ispirato e sapiente nell'utilizzo di
un cliché (la casa infestata) che in mano altrui potrebbe
risultare barboso.
All'inferno è
stata promessa un'anima, quest'anima non è mai stata ricevuta.
Adesso spetta al povero ciarlone, demone di seconda classe, riportare
a casa questo noiosissimo, medio americano, importatore di cetrioli.
Un lavoretto semplice semplice: forse.
Geniali le trovate
del tacchino volante, l'infinita guerra del demone con i gatti e
l'irritante sequela di modi di dire di Polo. Assolutamente simpaticissimo
e amabile il "cattivo" di turno quanto assolutamente odioso
ed irritante il "buono" Jack Polo. E se per i più
Barker avrà regalato un finale lieto a questa storia,
allora non avrete colto la sottile ironia che pervade tutta la storia.
Il finale è
terribile, anzi : HORRIBILE!!
Burp!"
"Credevo di esser
sazio. Credevo che un Bolton così gustoso mi saziasse
per giorni, ma i dolci, si sa, sono fatti così: uno tira
l'altro.
E poi… come chiudere
gli occhi di fronte a tanta fortuna? Un altro Bolton, a sole
poche zampe dal precedente. Quando ricapiterà un'occasione
così?
Decido di rischiare
l'esplosione gastro-intestinale e mi dirigo a consumare quest'altro
banchetto.
Piuttosto che lasciarlo
muoio per indigestione. Riconosco da lontano il riflesso - Vertigo
- che contraddistingue i cibi di una certa classe.
Già
dal primo morso mi accorgo della fondamentale differenza con il
precedente. Certo, è sempre lo stesso caro, vecchio, Bolton.
Gli stessi colori e disegni stratosferici. Ma adesso tutto è
pervaso da una sottile nebbia opacizzante; tutto si fa più
delicato, più morbido e luminoso.
E' un sapore più
discreto ma altresì galvanizzante.
Mi ci vuole poco
anche questa volta per capire che il carapace così brillante
e perfetto dell'animale nasconde certamente un gusto per palati
abituati a sollecitazioni poetiche come il mio.
Ed infatti i colori
nascondono, no, non nascondono, illuminano, un Paul Chadwick
in stato di grazia. Un poeta, sensibilissimo autore del mastodontico
e dolcissimo Concrete, che qui intesse una storia vagamente
fantasy ma i cui corridoi portano a ben diverse stanze.
"I doni
della notte" è una storia nelle storie, in un'epoca
imprecisata, in un tempo di leggende e antiche paure. E' la storia
di un'innocenza traviata ma è anche la storia di un amore
(e come potrebbe mancare nelle storie di Chadwick) e dell'invidia.
E' una storia senza maghi, fate o folletti, ma anche piena di sogni
e della magia che solo le belle favole sanno creare.
Riburp!!"
Il JeKo™ ha
assaporato per voi:
"The Yattering
and Jack" di Clive Barker e John Bolton;
Lexy Produzioni
"I doni della
notte" di Paul Chadwick e John Bolton; Magic
Press
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