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LA TANA DEL JEKO
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LA TANA DEL JeKo
File 001: Transmetropolitan

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UltraCOMICS

James Kochalka

L'orribile verità sui Fumetti

 

 

 

 

 

 

 

(Una necessaria premessa )

Che ci fa un JeKo su ULTRAZINE?

Semplicissimo: ci si adagia, ne sfrutta l'ombra, si mimetizza tra le pagine virtuali ed osserva.

Perché il geco (quello vero) è pacato ma non addormentato. Vede, scruta attento con i suoi occhi vispi e quando trova una preda appetitosa non ha bisogno di muoversi troppo. Si cristallizza e diventa una foglia, un ramo, della sabbia. Srotola una lingua chilometrica, appiccicosa, e colpisce. Inesorabile. Menefreghista. Forse altezzoso.

Ma vogliamo forse fargliene una colpa? E' la sua natura. E' il suo essere geco.

Ma il JeKo™ che imparerete a conoscere su queste pagine è diverso (e infatti si chiama JeKo™, con j e k che fa anche molto cool possedere nel nome).

Oh, non certo diverso nello spirito (anche lui è pur sempre un geco della famiglia dei gechi) quanto nei gusti culinari e un po' nel fisico.

Sarà forse perché concepito su di una pila di vecchi Action Comics (da un padre troppo occupato a incelofanare numeri di Batman per non accorgersi che si stava trombando un camaleonte) che si è abituato a nutrirsi di croccanti pagine di Claremont e Gaiman invece che di ragni?

Questo non lo so.

Quello che so è che questo non è un vero geco ma un JeKo™. In parte geco, in parte camaleonte.

A suo modo, un supereroe. Un mutante. Una vittima degli eventi.

Quello che so e che s'adagerà assumendo la forma e il colore del vostro eroe preferito senza che ve ne possiate accorgere.

Quello che so è che è un bastardo non convenzionale e pure maleducato.

Quello che so è che divorerà i vostri beniamini senza che voi possiate farci niente.

Quello che so è che alcuni si sgretoleranno ed altri acquisteranno nuova luce.

Quello che so è che la lingua del JeKo™ è lunga e batterà sempre dove il dente duole!!!

Non potrete farci niente. Mettetevi l'animo in pace.

Slurp!!!!!!!!!

(fine)

 

"Zompettavo allegramente per il mio prato di vecchi fumetti Corno e prime edizioni in carta straccia play press, quando ad un tratto che ti vedo? Uno dei miei banchetti preferiti: un succulento Helix fantascientificus.

Che manto sgargiante, che profumino invitante, come resistere?

Mi adagio su di un Arkam Asylium ed assumo il colore della notte, ne approfitto per scivolargli più vicino. Gli sono addosso. Lancio la lingua. È mio!!!

Me lo gusto con calma, pagina per pagina. Non capitano spesso questi banchetti. L'Helix è una specie oramai estinta.

Basterebbe l'introduzione di Garth Ennis a convincermi (mmm, che acquolina suscita questo nome…), ma è il titolo ad attirarmi.

T-R-A-N-S-M-E-T-R-O-P-O-L-I-T-A-N, scandisco bene le lettere per esser sicuro di capirlo.

È scritto su di un ipotetico giornale strappato e appiccicato a sputo in copertina (ed io di saliva me ne intendo).

Assaggio la prima pagina. Ha il sapore del buon vino invecchiato, leggo la data: 1998. Katz ma da quanto è che non si moltiplicano?

Vado avanti. Lentamente mi perdo nel futuro, tra smog in eccesso, sesso in eccesso, razzismo in eccesso, droga in eccesso, violenza e volgarità in eccesso. Questo fumetto è un trip. Incomincio ad avere le allucinazioni.

Oramai sono fatto; quasi mi fossi sparato in vena una dose di Ectasynth 7.0, come il compilatore made in mafia che propina a Spider Jerusalem (il cazzutissimo protagonista) i mitici occhiali fotografici con una lente ovale ed una rettangolare.

Non riesco a farne a meno, sono già dipendente. Come non amare quel figlio di buona donna di Spider? È un bastardo tra i bastardi che usa tutto l'odio e la rabbia che ha in corpo per denunciare le ingiustizie…Come? Si avete sentito bene DENUNCIARE. Perché Transmetropolitan non è un fumetto di supereroi, non ci sarà Superman a pulirvi il sederino quando sarete nella merda.

Spider è un giornalista in una schifosa megalopoli del futuro, obbligato dagli eventi (un forte debito di danaro con il suo editore) ad abbandonare una sozzissima, ma idilliaca, vita nel silenzio della montagna.

È il caos. Il caos da cui era fuggito 5 anni prima.

È un uomo certo, non è mai stato morso da nessunissimo katz di ragno radioattivo, ma state certi che non riuscirete a metterlo sotto facilmente. Non lo spaventa di certo trovarsi in mezzo ad una rivolta di transenzienti, dei cazzoni che hanno deciso di provare ad essere alieni e sono a metà di un'assurda trasformazione genetica. O forse solo dei diversi sfruttati dal "furbo" di turno.

Fatto sta che il giornalista più tatuato del mondo non ha paura, anzi ne ha molta e gli si stringe il buco del culo, ma la curiosità è sempre più forte. È l'intuito che lo spinge a restare, unico cronista presente, appollaiato sul tetto di un casino, ed è la rabbia che lo spinge a scrivere in diretta su tutti i teleschermi (a sua insaputa) del genocidio che la polizia perpetua ai danni dei diversi-transenzienti.

Oramai sazio, e completamente in viaggio, mi godo immensamente la ciliegina finale di Spider massacrato di botte dalle forze dell'ordine (non certo felici della cattiva pubblicità), un grumo di sangue e lividi che gli urla contro : - Io resto qui! Sparatemi in faccia e vi risputo in faccia ogni pallottola! Io sono Spider Jerusalem e voi non siete un cazzo! -

Ne voglio ancora. Ne voglio altro. Ah, dicono che ormai il buon Transmet è in stabile zona Vertigo, non più Helix fantascientificus, bah … in quanto JeKo™ me ne fotto, ma datemi Spider Jerusalem o morirò d'astinenza…

BURP!!!"

Il JeKo ha sparlato di:

Transmetropolitan - Vol. 1 di Warren Ellis & Darick Robertson; Ed. Play Press

Smoky Nota: Ci scusiamo con il lettore ma il JeKo tende, per la sua natura camaleontica, ad assumere anche il linguaggio del fumetto con cui si sollazza.

 

 

[giugno 2001]
 

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