Claudio
Parentela è
il secondo UltraTalento di cui ci occupiamo dopo aver inaugurato
la sezione con Alessandro Boni.
Classe 1962, Parentela rappresenta - a parere di chi scrive - una
delle prove di come l'underground fumettistico italiano sia oggi
quanto mai vitale e propositivo, ricco di generose contaminazioni
tra arti "maggiori" e cultura pop, di libertà espressiva
pura, scevra da quei vincoli - consci? Inconsci? Di fatto ci sono
- che imbrigliano le produzioni fumettistiche che rispondono troppo
(o esclusivamente) a criteri di tipo "industriale".
Fai click sulle
immagini per avere un saggio delle sue visioni!
©
Claudio Parentela
Puoi
dirci qualcosa di te,qualche nota biografica?
Ho
39 anni, sono calabrese. Ho sempre disegnato. Magari non così
gioiosamente e freneticamente come ora, ma l'ho sempre fatto,
a fasi alterne, costantemente. Questi ultimi anni ho anche "usato''
questa mia passione, per giocare e insieme disegnare, con un giovane
ragazzo con un grave handicap mentale. Non so se definirlo lavoro.
Forse sì, dal momento che mi dà da vivere, forse
no, perché è stato appunto un gioco, e come tutti
i giochi estremamente creativo, liberatorio e affatto mercificabile.
Oltre questo, comunque, e spero soprattutto, lavoro come illustratore
free lance.
©
Claudio Parentela
Quali
sono le tue pubblicazioni più importanti?
Ho
iniziato a pubblicare i miei strani disegni sulle zines più
povere. Pochi fogli fotocopiati, rigorosamente in bianco e nero.
Le amavo 6 anni fa e le adoro anche di più oggi. Collaborazioni
importanti, certo che ne ho avute e ne ho tuttora. Ma il fatto
è che sono affezionato, e molto, a tutto quello che ho
fatto finora, quindi, come scegliere/preferire? Ho pubblicato
su Art Life, ApArte, Stripburger, Sunburn, Phony Lid Pubblications,
Bries, La Cafetiere Editions, Malefact, Stampa Alternativa, Evasion,
The Lummox Journal e su tantissime altre zines e magazines. Ho
collaborato con Mark Sonnenfeld, Gavin Burrows, Shannon Colebank,
Alberto Rizzi, Vittorio Baccelli, Robert Smith, Cristiano Quadalti.
Ho disegnato per un sacco di labels, bands, piccoli editori. No,
non riesco a dirti quali sono le mie collaborazioni più
importanti, perché lo sono tutte, almeno per il mio strano
cuore oscuro.
©
Claudio Parentela
Artisti
di riferimento? Letture (e/o ascolti) di formazione?
Tanta
roba che ho assimilato/sbranato con voracità/ammirato.
Mi piacciono molto Mike Diana, Marcel Herms, Paquito Bolino, M.S.Bastian,
Gianluca Costantini, Marco Corona, Julie Doucet, M.A.Martin, Trevor
Brown, Joe Coleman, D.B. Velveeda
il pensiero psichedelico
di Sri Aurobindo e Mere, Gustavo Rol & Edgar Cayce, Lovecraft
& Poe & Pasolini & Christa Wolf. Gurdjeff, Alesteir
Crowley & tanta musica: Throbbing Gristle, Can, Frank Zappa,
Coil, Current 93, Merzbow, Nurse With Wound & Einsturzende
Neubauten. Popol Vuh, Patty Smith, Sex Pistols & Joni Mitchell,
Maurizio Bianchi, Diamanda Galas (la adoro!!!!), Madonna, Koji
Tano, Aube, Test Department, Clock DVA
E poi amo B. Brecht,
Tolkien
e poi ancora e ancora
Suoni, amici, colori
e nuvole, nuvole a pois, gialle e viola
©
Claudio Parentela
Quali
tecniche preferisci?
Ho
sempre disegnato con tutto quello che è capitato tra e
sotto le mani. Adoro l'inchiostro da usarsi in qualsiasi modo
e su qualsiasi superficie, anche quando non era/è possibile
usarlo. Ne ho consumati ettolitri in questi ultimi anni e credo
che lo userò ancora per molto. Penso però che prestissimo
mi esprimerò e quindi scurirò e annerirò
superfici più ampie, non so se saranno tele, fogli di giornale
stropicciati, plastica, pietre o altro. Sento la necessità
di spazi più vasti per esprimermi. Mi attrae molto il collage
e la fotografia.
©
Claudio Parentela
Ti
definisci semplicemente un disegnatore o ti senti piuttosto un
autore completo?
Non
mi piace auto-commiserarmi, perché è stupido, non
produttivo, noioso, ma ho sempre fatto sempre tutto da solo e
senza l'aiuto di nessuno. Meglio così alla fine. Dalla
mia prima storia, disarticolata, allucinata, caotica, è
vero, ma pur sempre storia, almeno nella mia mente e in quella
di freaks pazzi come me, e pubblicata sul bellissimo Stripburger
nel lontano 1997 credo
ho ideato e disegnato sempre le mie
storie nella totale & autonoma/indipendente(per fortuna) auto-esclusione/auto-produzione.
A volte/spesso è scomodo è vero
ma ad essere
indipendenti si hanno poi così tanti vantaggi, però
e certo che è meglio essere liberi, almeno di disegnare
& sognare
©
Claudio Parentela
Progetti
per il futuro.
Dovrei
preparare un sacco di cose davvero per i prossimi mesi. Di sicuro
farò 1 esposizione al TABULA RASA di Barcellona tra un
po' di giorni e un po' più in là nel tempo (credo
a maggio) ne farò un'altra alla Galleria SOQQUADRO a Roma.
Devo finire poi di illustrare le ultime poesie del mio amico Michael
Kriesel. E poi devo continuare a disegnare per tutti gli amichetti
con cui collaboro in giro per il mondo, e oramai da più
di un anno anche sulla rete.
©
Claudio Parentela
Secondo
te mancano gli autori o gli editori? Questa crisi del fumetto
italiano, esiste o no?
Non
leggo molte cose "ufficiose/ufficiali/noiose'' dell'overground.
Io sono un poverello che come tutti i veri homeless vive alla
periferia degradata e lontana dai luccichii del centro. "Leggo''
e adoro molti comics e autori underground come ti ho già
detto prima & io come loro non siamo toccati da nessuna "crisi''
perché ci autoproduciamo e quindi in un certo senso ce
ne freghiamo delle crisi. Per quanto mi riguarda credo e conosco
personalmente tantissimi e bravissimi autori in Italia e anche
all'estero. Io pubblico tantissimo per esempio in America, e lì
gli editori mi pubblicano qualsiasi cosa mandi loro. Credo che
qui in Italia gli editori manchino proprio, e poi fanno un sacco
di storie, insomma sono una noia
! Penso sia difficile farsi
pubblicare anche per i miei "colleghi'' qui in Italia, o
forse loro/alcuni, fanno cose più tranquille e normali
ma,
insomma, io disegno/mi esprimo così e quindi e perciò
???!!!!
©
Claudio Parentela
Il
fumetto, quale futuro secondo te? Destinazione estinzione, mutazione
on line, rinascita d'interesse o altro?
Ti
ripeto, conosco tantissimi e bravissimi autori che hanno un sacco
da esprimere ancora e lo fanno meravigliosamente bene. Il mondo
dell'auto-produzione è molto vivo e creativissimo, e si
nutre degli stimoli di rumori industriali, noise, punx. Io stesso
mi sento molto legato a questa scena. Ci sono poi degli splendidi
artisti, penso a Paquito Bolino, Marcel Herms, Marc Van Elburg,
che fanno dei lavori meravigliosi con i comics, il video, la musica,
la fotografia, mescolando tutto in uno strano e coloratissimo
collage freak. Vedo questa commistione un po' ovunque, non solo
nei comics e mi piace, perché credo che il continuo rimescolamento
sia la naturale evoluzione di questa spaventosa e meravigliosa
realtà che ci circonda e che ci divora.
©
Claudio Parentela
Una
curiosità. Le tue illustrazioni trasmettono inquietudine
e appaiono piuttosto ansiogene, mentre dai pochi dialoghi "via
e-mail'' mi sembri una persona particolarmente affabile e quasi
solare. A parte la superficialità di queste considerazioni,
sei più dottor Jekill o Mr.Hyde?
Hai
letto/detto proprio benissimo. Forse i miei strani lavori sono
più che ansiogeni, io li vedo caotici, geometrici, simili
a dei giganteschi frattali, ologrammi infinitesimali di tutti
i nodi della mia contorta mente. Forse non vogliono comunicare
assolutamente niente perché sono immediati e pieni di circonvoluzioni
lineari. Grazie per il "solare'', sei molto gentile davvero.
Mi sento più Mr.Hyde. Lo adoro fin da quando ero un bambino,
e come potrebbe essere diversamente, è un vero freak: pazzo,
creativamente criminale, infantile & capriccioso, intelligente
& stupidamente divertente
.sì, decisamente mi
piace più del Dr.Jekill, che è proprio una noia.
©
Claudio Parentela
Una
domanda Rorschach-style:
i tuoi 3 fumetti preferiti?
Al
momento: Hell Baby di Hideshi Hiho, Mr.Arashi's Amazing
Freak Show di S.Maruo e Bloodsucker di Lydia Lunch
illustrata da Fingerman.
Intervista a cura
di Fabrizio Lo
Bianco e Smoky
Man