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CLAUDIO PARENTELA

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UltraCOMICS

James Kochalka

L'orribile verità sui Fumetti

 

 

 

 

 

 

 

Claudio Parentela è il secondo UltraTalento di cui ci occupiamo dopo aver inaugurato la sezione con Alessandro Boni.
Classe 1962, Parentela rappresenta - a parere di chi scrive - una delle prove di come l'underground fumettistico italiano sia oggi quanto mai vitale e propositivo, ricco di generose contaminazioni tra arti "maggiori" e cultura pop, di libertà espressiva pura, scevra da quei vincoli - consci? Inconsci? Di fatto ci sono - che imbrigliano le produzioni fumettistiche che rispondono troppo (o esclusivamente) a criteri di tipo "industriale".

Fai click sulle immagini per avere un saggio delle sue visioni!



© Claudio Parentela

Puoi dirci qualcosa di te,qualche nota biografica?

Ho 39 anni, sono calabrese. Ho sempre disegnato. Magari non così gioiosamente e freneticamente come ora, ma l'ho sempre fatto, a fasi alterne, costantemente. Questi ultimi anni ho anche "usato'' questa mia passione, per giocare e insieme disegnare, con un giovane ragazzo con un grave handicap mentale. Non so se definirlo lavoro. Forse sì, dal momento che mi dà da vivere, forse no, perché è stato appunto un gioco, e come tutti i giochi estremamente creativo, liberatorio e affatto mercificabile. Oltre questo, comunque, e spero soprattutto, lavoro come illustratore free lance.


© Claudio Parentela

Quali sono le tue pubblicazioni più importanti?

Ho iniziato a pubblicare i miei strani disegni sulle zines più povere. Pochi fogli fotocopiati, rigorosamente in bianco e nero. Le amavo 6 anni fa e le adoro anche di più oggi. Collaborazioni importanti, certo che ne ho avute e ne ho tuttora. Ma il fatto è che sono affezionato, e molto, a tutto quello che ho fatto finora, quindi, come scegliere/preferire? Ho pubblicato su Art Life, ApArte, Stripburger, Sunburn, Phony Lid Pubblications, Bries, La Cafetiere Editions, Malefact, Stampa Alternativa, Evasion, The Lummox Journal e su tantissime altre zines e magazines. Ho collaborato con Mark Sonnenfeld, Gavin Burrows, Shannon Colebank, Alberto Rizzi, Vittorio Baccelli, Robert Smith, Cristiano Quadalti. Ho disegnato per un sacco di labels, bands, piccoli editori. No, non riesco a dirti quali sono le mie collaborazioni più importanti, perché lo sono tutte, almeno per il mio strano cuore oscuro.


© Claudio Parentela

Artisti di riferimento? Letture (e/o ascolti) di formazione?

Tanta roba che ho assimilato/sbranato con voracità/ammirato. Mi piacciono molto Mike Diana, Marcel Herms, Paquito Bolino, M.S.Bastian, Gianluca Costantini, Marco Corona, Julie Doucet, M.A.Martin, Trevor Brown, Joe Coleman, D.B. Velveeda…il pensiero psichedelico di Sri Aurobindo e Mere, Gustavo Rol & Edgar Cayce, Lovecraft & Poe & Pasolini & Christa Wolf. Gurdjeff, Alesteir Crowley & tanta musica: Throbbing Gristle, Can, Frank Zappa, Coil, Current 93, Merzbow, Nurse With Wound & Einsturzende Neubauten. Popol Vuh, Patty Smith, Sex Pistols & Joni Mitchell, Maurizio Bianchi, Diamanda Galas (la adoro!!!!), Madonna, Koji Tano, Aube, Test Department, Clock DVA…E poi amo B. Brecht, Tolkien… e poi ancora e ancora…Suoni, amici, colori e nuvole, nuvole a pois, gialle e viola…


© Claudio Parentela

Quali tecniche preferisci?

Ho sempre disegnato con tutto quello che è capitato tra e sotto le mani. Adoro l'inchiostro da usarsi in qualsiasi modo e su qualsiasi superficie, anche quando non era/è possibile usarlo. Ne ho consumati ettolitri in questi ultimi anni e credo che lo userò ancora per molto. Penso però che prestissimo mi esprimerò e quindi scurirò e annerirò superfici più ampie, non so se saranno tele, fogli di giornale stropicciati, plastica, pietre o altro. Sento la necessità di spazi più vasti per esprimermi. Mi attrae molto il collage e la fotografia.


© Claudio Parentela

Ti definisci semplicemente un disegnatore o ti senti piuttosto un autore completo?

Non mi piace auto-commiserarmi, perché è stupido, non produttivo, noioso, ma ho sempre fatto sempre tutto da solo e senza l'aiuto di nessuno. Meglio così alla fine. Dalla mia prima storia, disarticolata, allucinata, caotica, è vero, ma pur sempre storia, almeno nella mia mente e in quella di freaks pazzi come me, e pubblicata sul bellissimo Stripburger nel lontano 1997 credo… ho ideato e disegnato sempre le mie storie nella totale & autonoma/indipendente(per fortuna) auto-esclusione/auto-produzione. A volte/spesso è scomodo è vero… ma ad essere indipendenti si hanno poi così tanti vantaggi, però… e certo che è meglio essere liberi, almeno di disegnare & sognare…


© Claudio Parentela

Progetti per il futuro.

Dovrei preparare un sacco di cose davvero per i prossimi mesi. Di sicuro farò 1 esposizione al TABULA RASA di Barcellona tra un po' di giorni e un po' più in là nel tempo (credo a maggio) ne farò un'altra alla Galleria SOQQUADRO a Roma. Devo finire poi di illustrare le ultime poesie del mio amico Michael Kriesel. E poi devo continuare a disegnare per tutti gli amichetti con cui collaboro in giro per il mondo, e oramai da più di un anno anche sulla rete.


© Claudio Parentela

Secondo te mancano gli autori o gli editori? Questa crisi del fumetto italiano, esiste o no?

Non leggo molte cose "ufficiose/ufficiali/noiose'' dell'overground. Io sono un poverello che come tutti i veri homeless vive alla periferia degradata e lontana dai luccichii del centro. "Leggo'' e adoro molti comics e autori underground come ti ho già detto prima & io come loro non siamo toccati da nessuna "crisi'' perché ci autoproduciamo e quindi in un certo senso ce ne freghiamo delle crisi. Per quanto mi riguarda credo e conosco personalmente tantissimi e bravissimi autori in Italia e anche all'estero. Io pubblico tantissimo per esempio in America, e lì gli editori mi pubblicano qualsiasi cosa mandi loro. Credo che qui in Italia gli editori manchino proprio, e poi fanno un sacco di storie, insomma sono una noia…! Penso sia difficile farsi pubblicare anche per i miei "colleghi'' qui in Italia, o forse loro/alcuni, fanno cose più tranquille e normali…ma, insomma, io disegno/mi esprimo così e quindi e perciò…???!!!!


© Claudio Parentela

Il fumetto, quale futuro secondo te? Destinazione estinzione, mutazione on line, rinascita d'interesse o altro?

Ti ripeto, conosco tantissimi e bravissimi autori che hanno un sacco da esprimere ancora e lo fanno meravigliosamente bene. Il mondo dell'auto-produzione è molto vivo e creativissimo, e si nutre degli stimoli di rumori industriali, noise, punx. Io stesso mi sento molto legato a questa scena. Ci sono poi degli splendidi artisti, penso a Paquito Bolino, Marcel Herms, Marc Van Elburg, che fanno dei lavori meravigliosi con i comics, il video, la musica, la fotografia, mescolando tutto in uno strano e coloratissimo collage freak. Vedo questa commistione un po' ovunque, non solo nei comics e mi piace, perché credo che il continuo rimescolamento sia la naturale evoluzione di questa spaventosa e meravigliosa realtà che ci circonda e che ci divora.


© Claudio Parentela

Una curiosità. Le tue illustrazioni trasmettono inquietudine e appaiono piuttosto ansiogene, mentre dai pochi dialoghi "via e-mail'' mi sembri una persona particolarmente affabile e quasi solare. A parte la superficialità di queste considerazioni, sei più dottor Jekill o Mr.Hyde?

Hai letto/detto proprio benissimo. Forse i miei strani lavori sono più che ansiogeni, io li vedo caotici, geometrici, simili a dei giganteschi frattali, ologrammi infinitesimali di tutti i nodi della mia contorta mente. Forse non vogliono comunicare assolutamente niente perché sono immediati e pieni di circonvoluzioni lineari. Grazie per il "solare'', sei molto gentile davvero. Mi sento più Mr.Hyde. Lo adoro fin da quando ero un bambino, e come potrebbe essere diversamente, è un vero freak: pazzo, creativamente criminale, infantile & capriccioso, intelligente & stupidamente divertente….sì, decisamente mi piace più del Dr.Jekill, che è proprio una noia.


© Claudio Parentela

Una domanda Rorschach-style: i tuoi 3 fumetti preferiti?

Al momento: Hell Baby di Hideshi Hiho, Mr.Arashi's Amazing Freak Show di S.Maruo e Bloodsucker di Lydia Lunch illustrata da Fingerman.

Intervista a cura di Fabrizio Lo Bianco e Smoky Man

[gennaio 2002]
 
     

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