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Ultra Talenti 006

FEDERICO NARDO

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UltraCOMICS

James Kochalka

L'orribile verità sui Fumetti

 

 

 

 

 

 

 

Federico Nardo debutta su una versione fanzinara del suo personaggio Dolo, successivamente edito dalla Indy press. Oggi si occupa dei disegni della serie Sidewalk e collabora con Net magazine.

Il suo nome viene associato ad Indolore e a Sidewalk; ma, può dirci se aveva già scritto e/o disegnato altri fumetti prima?

No, sono i miei primi lavori. In precedenza avevo realizzato solo una versione fanzine di Indolore con mio fratello e un gruppo di amici, che veniva distribuita nel comune di Dolo (VE).

Lei ha lavorato a fianco di Michele Foschini; come si trova con lui e come l'ha conosciuto?

Ho conosciuto Michele nel 1998, durante la seconda edizione di Padova Fumetto. Lui presentava l'antologia Indy Stories, mentre io ero lì con il gruppo di amici di cui sopra. Mio fratello lo abbordò per mostrargli la nostra fanzine e il resto è storia...
Lavorare con Michele è facile e divertente, perché siamo prima di tutto amici. Ci piacciono le stesse cose e ci capiamo al volo nel 99% dei casi. E a parte questo io sono più grosso di lui, quindi se non fa come dico...

Lei è soddisfatto dei suoi disegni?

Dipende dal mio stato d'animo: alle volte guardo i miei lavori e li trovo del tutto inadeguati, poi riguardo quegli stessi disegni a distanza di tempo e li trovo magnifici. Penso comunque che l'insoddisfazione, quando non diventa frustrazione, sia salutare per un artista.

Personalmente trovo il suo stile d'inchiostrazione poco adatto ad un fumetto a colori: il suo tratto mi sembra un po' secco e rigido. Usa sempre gli stessi strumenti per il passaggio da matita a china?

L'inchiostrazione è la parte del lavoro che preferisco, ma è anche quella su cui ho più da lavorare. E' una questione di pratica ed esercizio.
Ho iniziato a inchiostrare usando il pennino, poi con Pizza Sconnection sono passato al pennello. Attualmente uso un pennello Windsor&Newton n.1 più alcune penne a china per gli sfondi e i dettagli tecnici.

Nei suoi fumetti vedo l'influenza della serie Astro city di Busiek. Il decostruzionismo dello stereotipo della figura del supereroe l'ha affascinato e che cosa pensa delle ultime evoluzioni con Classwar e Rising stars?
Devo confessare di non aver mai letto Astro City e Rising stars. Come lettore di fumetti sono piuttosto scarso. I miei punti di riferimento sull'argomento sono i classici Watchmen e Il Ritorno del Cavaliere Oscuro, di cui Indolore era fondamentalmente una parodia.
I supereroi di Classwar invece mi sembrano più che altro la metafora dell'atteggiamento americano in politica estera, di cui abbiamo avuto un recente esempio nella guerra in Iraq. Gli ideali di libertà e democrazia vengono indossati come un bel costume sgargiante, ma chi lo porta è spesso un colosso distante e inumano, che vive alimentandosi soltanto dei propri vizi e della propria avidità.

Ci sono stati altri autori che l'hanno influenzato?

La mia fonte di ispirazione principale sono state le opere non disneiane di Giorgio Cavazzano, soprattutto "La Città", che ha avuto una grande influenza nella creazione di Sidewalk Science.
Altri modelli di riferimento sono Bill Watterson e Klaus Janson.

Mesi fa scrivendo una recensione sulla tua serie, Indolore, mi venne spontaneo fare un paragone con Rat-man. Che opinioni ha sulla riflessione grottesco-umoristica che Ortolani ha posto sull'estetica del supereroe?

Prendere in giro i supereroi può sembrare un po' come sparare sulla croce rossa, ma non è affatto facile farlo in maniera intelligente e originale. Ortolani, che è un grande scrittore, ci riesce benissimo, anche se la mia impressione personale è che Rat-man si sia evoluto più verso un personaggio alla Homer Simpson che una parodia di Batman e l'Uomo Ragno.

Come mai il nuovo numero non è ancora uscito dopo un anno?

Indolore è stato sospeso, per diverse ragioni. A parte l'oggettiva impossibilità di portare avanti una serie che non vende, quelle storie erano scritte più per me stesso che per il lettore e appartengono ad una fase che ormai mi sento di aver superato. Spero un giorno di riprendere quei personaggi in maniera un pò più ragionata, ma per il momento considero Indolore un capitolo chiuso.

So che lei ha lavorato anche in Francia. Può illustrarci che cosa ha fatto fuori dal nostro paese ed esprimere una sua riflessione sulla consuetudinaria fuga all'estero dei fumettisti italiani?

Non è esatto, non ho ancora lavorato in Francia. Io e Michele abbiamo un paio di progetti a cui un editore si è detto interessato, ma non c'è ancora niente di definitivo.

Per il futuro ha qualche progetto ben preciso?

Oltre a proseguire la mia collaborazione con Net Magazine delle edizioni Art, ho iniziato a lavorare con Michele ad una nuova storia di Scienza da Marciapiede.

Intervista a cura di Marco Milone
Realizzata nel mese di giugno 2003

 
     

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