Federico
Nardo debutta su una versione fanzinara del suo personaggio
Dolo, successivamente edito dalla Indy press. Oggi si occupa dei
disegni della serie Sidewalk e collabora con Net magazine.

Il
suo nome viene associato ad Indolore e a Sidewalk; ma, può
dirci se aveva già scritto e/o disegnato altri fumetti
prima?
No, sono i miei primi lavori. In precedenza avevo realizzato solo
una versione fanzine di Indolore con mio fratello e un gruppo
di amici, che veniva distribuita nel comune di Dolo (VE).
Lei ha lavorato a fianco di Michele
Foschini; come si trova con lui e come l'ha conosciuto?
Ho
conosciuto Michele nel 1998, durante la seconda edizione di Padova
Fumetto. Lui presentava l'antologia Indy Stories, mentre io ero
lì con il gruppo di amici di cui sopra. Mio fratello lo
abbordò per mostrargli la nostra fanzine e il resto è
storia...
Lavorare con Michele è facile e divertente, perché
siamo prima di tutto amici. Ci piacciono le stesse cose e ci capiamo
al volo nel 99% dei casi. E a parte questo io sono più
grosso di lui, quindi se non fa come dico...
Lei è soddisfatto dei suoi disegni?
Dipende
dal mio stato d'animo: alle volte guardo i miei lavori e li trovo
del tutto inadeguati, poi riguardo quegli stessi disegni a distanza
di tempo e li trovo magnifici. Penso comunque che l'insoddisfazione,
quando non diventa frustrazione, sia salutare per un artista.

Personalmente
trovo il suo stile d'inchiostrazione poco adatto ad un fumetto
a colori: il suo tratto mi sembra un po' secco e rigido. Usa sempre
gli stessi strumenti per il passaggio da matita a china?
L'inchiostrazione è la parte del lavoro che preferisco,
ma è anche quella su cui ho più da lavorare. E'
una questione di pratica ed esercizio.
Ho iniziato a inchiostrare usando il pennino, poi con Pizza Sconnection
sono passato al pennello. Attualmente uso un pennello Windsor&Newton
n.1 più alcune penne a china per gli sfondi e i dettagli
tecnici.
Nei suoi fumetti vedo l'influenza della serie Astro city di Busiek.
Il decostruzionismo dello stereotipo della figura del supereroe
l'ha affascinato e che cosa pensa delle ultime evoluzioni con
Classwar e Rising stars?
Devo confessare di non aver mai letto Astro City e Rising stars.
Come lettore di fumetti sono piuttosto scarso. I miei punti di
riferimento sull'argomento sono i classici Watchmen e Il Ritorno
del Cavaliere Oscuro, di cui Indolore era fondamentalmente una
parodia.
I supereroi di Classwar invece mi sembrano più che altro
la metafora dell'atteggiamento americano in politica estera, di
cui abbiamo avuto un recente esempio nella guerra in Iraq. Gli
ideali di libertà e democrazia vengono indossati come un
bel costume sgargiante, ma chi lo porta è spesso un colosso
distante e inumano, che vive alimentandosi soltanto dei propri
vizi e della propria avidità.
Ci sono stati altri autori che l'hanno influenzato?
La
mia fonte di ispirazione principale sono state le opere non disneiane
di Giorgio Cavazzano, soprattutto "La Città",
che ha avuto una grande influenza nella creazione di Sidewalk
Science.
Altri modelli di riferimento sono Bill Watterson e Klaus Janson.

Mesi
fa scrivendo una recensione sulla tua serie, Indolore, mi venne
spontaneo fare un paragone con Rat-man. Che opinioni ha sulla
riflessione grottesco-umoristica che Ortolani ha posto sull'estetica
del supereroe?
Prendere in giro i supereroi può sembrare un po' come sparare
sulla croce rossa, ma non è affatto facile farlo in maniera
intelligente e originale. Ortolani, che è un grande scrittore,
ci riesce benissimo, anche se la mia impressione personale è
che Rat-man si sia evoluto più verso un personaggio alla
Homer Simpson che una parodia di Batman e l'Uomo Ragno.
Come mai il nuovo numero non è ancora uscito dopo un
anno?
Indolore è stato sospeso, per diverse ragioni. A parte
l'oggettiva impossibilità di portare avanti una serie che
non vende, quelle storie erano scritte più per me stesso
che per il lettore e appartengono ad una fase che ormai mi sento
di aver superato. Spero un giorno di riprendere quei personaggi
in maniera un pò più ragionata, ma per il momento
considero Indolore un capitolo chiuso.

So
che lei ha lavorato anche in Francia. Può illustrarci che
cosa ha fatto fuori dal nostro paese ed esprimere una sua riflessione
sulla consuetudinaria fuga all'estero dei fumettisti italiani?
Non
è esatto, non ho ancora lavorato in Francia. Io e Michele
abbiamo un paio di progetti a cui un editore si è detto
interessato, ma non c'è ancora niente di definitivo.
Per
il futuro ha qualche progetto ben preciso?
Oltre a proseguire la mia collaborazione con Net Magazine delle
edizioni Art, ho iniziato a lavorare con Michele ad una nuova
storia di Scienza da Marciapiede.
Intervista
a cura di Marco Milone
Realizzata nel mese di giugno 2003