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RAFFAELE MARINETTI

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James Kochalka

L'orribile verità sui Fumetti

 

 

 

 

 

 

 

Ultra Talenti 006

Raffaele Marinetti è un giovane autore che muove i primi passi nell'intricato panorama editoriale italiano forte di una talento palese e carico di potenzialità da esprimere. Ultrazine è lieta di dare il suo piccolo contributo per rivelare ai più le qualità di Martinetti in questa intervista arricchita da un fumetto completo dal titolo "La giusta soluzione", un'ironica storia di immaginaria cronaca nera di qualche tempo fa.

La giusta soluzione

Clicca sull'immagine o qui per leggere
La giusta soluzione di Raffaele Marinetti

Puoi darci quache notizia su di te e su cosa ti spinge ad essere su UltraTalenti?

Innanzitutto vi ringrazio dell'ospitalità. La cosa che mi spinge ad essere sulle vostre pagine è quella di farmi conoscere, come autore e disegnatore. Comunque, sono nato a Napoli ed ho 28 anni. Disegno da quando ero bambino, ma solo da 8 anni mi occupo di fumetti.

Natale in Casa Cupiello

Hai già pubblicato qualcosa o sei ancora in cerca della "prima volta"? Magari hai fatto la comparsa su qualche fanzine su carta...

I miei primi lavori sono stati per fanzine e webzine, cosa che ogni tanto continuo a fare.
La prima esperienza professionale l'ho avuta due o tre anni fa inchiostrando l'albo "Natale in casa Cupiello" della serie "Il teatro a fumetti" per la Ellepi'91 Edizioni. In pratica inchiostravo le matite del bravissimo Giuseppe Ricciardi che ora è nello staff di Brendon (in Bonelli).
Ho da poco finito di disegnare una storia noir di 28 pagine per l'editore Medicina Nucleare che verrà pubblicata a settembre ed ha come titolo "Strange People". L'autore della sceneggiature è il mio socio-collaboratore Andrea Antonazzo.

Hai forse frequentato qualche scuola di Fumetto o sei un completo autodidatta?

Sono un completo autodidatta, ho imparato a disegnare i fumetti guardando e studiando con estrema attenzione gli albi dei miei autori preferiti

Strange People

Quali sono i tuoi artisti di riferimento? Le letture, la musica o il cinema che hanno influito nella tua formazione e che si riflettono nella tua visione del fumetto? Dal tuo segno mi sembra di vedere un po' di Baldazzini...

I miei artisti di riferimento? Beh, sono tanti... sintetizzando un po' direi principalmente Baldazzini, Moebius, Alberto Braccia, Serpieri, questi nell'ambito dei fumetti... ma nella pittura posso citare Toulouse Lautrec, Alfonse Mucha, Aubrey Beardsley (per l'art nouveau) e Roy Lichtenstein (per la Pop Art).
Mi considero e mi considerano abbastanza eclettico per quel che riguarda l'inchiostrazione, quindi non posso dire di avere un mio segno specifico. Mi piace variare a seconda delle necessità narrative della storia che sto raccontando. Comunque il segno che è più nelle mie "corde" e che uso più spesso è certamente quello baldazziniano; mi piace perché è un segno tondo, caldo ed elegante e poi permette di fare una linea chiara molto pulita.
Le letture che mi influenzano di più sono i racconti di H. P. Lovecraft e le storie di F. S. Fitzgerald.
Per quanto riguarda la musica le maggiori ispirazioni mi vengono ascoltando Paolo Conte, Frank Sinatra, Glenn Miller, in generale comunque il jazz.
Per il cinema: adoro la commedia sofisticata anni '30 di Ernst Lubitsch, George Cukor e Von Sternberg. Poi i primi film di Frank Capra, i noir di John Huston, i triller di Alfred Hitchcock, i gangster-movie di Michael Curtiz e tutto di Orson Welles.

Puoi presentarci "La giusta soluzione", il fumetto ospitato su Ultrazine? Come è nata l'idea di raccontare una storia simile?

"La giusta soluzione" è un breve fumetto che avevo fatto per delle webzine, un paio di anni fa. Lo considero un po' un "demo", un esempio delle mie possibilità nell'utilizzo di questo particolare stile grafico, in questo caso si tratta di una piccola commedia nera ambientata nell'America degli anni trenta. L'idea è nata come ho detto precedentemente dalla mia passione per il cinema degli anni trenta appunto, per la commedia sofisticata ed il noir. È comunque nelle mie intenzioni fare una versione un po' più lunga e leggermente modificata di questa storia, questa volta con l'aiuto dello sceneggiatore Andrea Antonazzo. Ne stiamo parlando con un editore, sembra ci siano buone speranze di vederla pubblicata su una rivista...

Albe meccaniche

Progetti per il futuro?

Molti e variegati... La Strange Production, lo studio virtuale fondato da me ed Andrea Antonazzo, ha in questo momento in lavorazione un fumetto dal titolo "Albe Meccaniche", si tratta di una storia di fantascienza con alcuni richiami al film-cult Blade Runner, soprattutto nell'ambientazione. La sto disegnando con uno stile abbastanza particolare, molto hard boiled, vicino per la sintesi dei neri a quello di Frank Miller. La storia sarà pubblicata da Medicina Nucleare. Poi abbiamo diversi altri progetti per case editrici italiane e straniere, ad esempio una storia fantasy, una noir, una ambientata durante la seconda guerra mondiale, etc... Vedremo se andrà tutto in porto, noi siamo fiduciosi.
Oltre a questi progetti e lavori che sto portando avanti con Andrea, ho in programma di disegnare un fantasy-post-atomico, "Kaizer World", con il gruppo di autori napoletano di Interactive Comics, ho già fatto gli
schizzi preparatori e la storia dovrebbe essere pubblicata sempre da Medicina Nucleare.
Poi si parla di collaborazione con alcuni autori importanti, però adesso è presto per parlarne...

Kaiser World

Una domanda provocatoria: secondo te mancano gli autori o gli editori? Questa crisi del fumetto italiano esiste o no?

La crisi esiste purtroppo ed è anche evidente, credo che sia una crisi più di carattere strutturale-editoriale piuttosto che di autori. In giro, secondo me, ci sono tanti ottimi autori che fanno dei fumetti di buona qualità, che però non hanno l'opportunità di farsi vedere dal vasto pubblico. Non c'è un adeguato finanziamento che supporti questi progetti al fine di distribuirli sul mercato come meriterebbero. Poi ci sono ad esempio le fumetterie (che sono ancora pochine) che non riescono a proporre e presentare nel modo giusto le novità costruite apposta per essere vendute in questi luoghi, e questo è un paradosso, in pratica per non rischiare le fumetterie si ritrovano a vendere sempre le stesse cose, i formati bonelliani, i comics superoistici etc...
Insomma le novità ci sono nel fumetto italiano, ma molte volte non trovano il modo di farsi vedere sul mercato che è dominato dai soliti colossi. Manca la visibilità.

Quali sono attualmente i fumetti che leggi con assiduità e quelli che di recente ti hanno più colpito?

Di solito mi colpisce la qualità ed il talento, cose che si possono trovare ovunque se le si cerca... si trovano nei manga, nei bonelliani, nel fumetto d'autore francese o in quello underground. Quindi posso dire di non avere, almeno nei generi e nel formato, delle nette preferenze o assiduità; leggo un po' di tutto. Per esempio ho trovato interessanti "From Hell" di Moore e Campbell e la saga dei "I Cusodi del Maser" di Frezzato, quest'ultimo più dal punto di vista grafico.

una prova "fanzinara"

Il fumetto, quale futuro? Destinazione estinzione, mutazione on line, rinascita d'interesse - alla luce anche di tutti gli adattamenti cinematografici che sono in giro - o che altro?

Se dovessi vedere solo gli adattamenti cinematografici, direi che il fumetto ha un ottimo futuro. Tra l'altro visti gli ultimi successi ed incassi di Spiderman al cinema direi che ci vanno a guadagnare un po' tutti, l'industria cinematografica e il mercato di comics. Poi se andiamo a vedere i numeri "reali" del mercato vediamo per esempio che i lettori dei comics in america sono spariti e le playstation o simili la fanno da padroni superando anche gli introiti miliardari del cinema. Per quanto riguarda il possibile futuro dei fumetti online, qualcosa si è già fatto e si sta facendo... certo bisognerebbe adeguare le potenzialità che offre un mezzo come internet alle esigenze del linguaggio proprio del fumetto cioè la sequenzialità delle immagini. Probabilmente la strada giusta per il fumetto elettronico sono gli e-book (libri elettronici) oppure qualcosa di più vicino all'animazione, tipo il Flash, facendo scorrere le vignette una dopo l'altra. L'importante ovviamente è mantenere il linguaggio sequenziale che sta alla base del fumetto.
Comunque anche se la prospettiva internet può essere una possibilità credo che i fumetti sopravvivranno ancora a lungo su carta.

L'appuntamento

E per finire: i 3 fumetti che porteresti con te in isola deserta e perché.

Beh, visto che mi trovo su un'isola deserta... porterei con me "New York the big city" di Will Eisner, "Sam Pezzo" di Vittorio Giardino e "Sin City" di Frank Miller. Servirebbero a placare la mia voglia di tornare a far parte dei deliri degenerativi degli ambienti urbani e suburbani... poi il tutto è condito con humor nero... il che non guasta.

 

Intervista a cura di Smoky Man
realizzata nel mese di giugno 2002

[luglio 2002]
 
     

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