Michele
Foschini nasce il 26 gennaio del 1976. Dopo aver conseguito
la maturità scientifica, si iscrive alla facoltà
di lingue straniere presso l'ateneo Ca' Foscari, che abbandonerà
dopo tre anni.
Inizia
a lavorare nel fumetto come autoeditore nel 1997, con un piccolo
gruppo (Cristiano Cretis, Michela Da Sacco e Antonio Menin) con
i quali crea FENICI. Circa un anno dopo fonda con Michela Da Sacco,
Antonio Menin, ed altri autori INDY STORIES, un antologia di fumetto
originale, che durerà solo due numeri, ove compaiono le
sue storie XKP e La storia del mondo.
Tornato
ad abitare a Treviso, da Padova dove si era trasferito, gli venne
voglia di fare un fumetto che parlasse di Treviso: così
nacque SCIENZA DA MARCIAPIEDE, che realizza insieme a Federico
Nardo, disegnatore che aveva conosciuto nell'ottobre 1998
a Padova fumetto. Attualmente oltre a dirigere la Indy Press (www.indypresscomics.com),
ed a continuare Sidewalk, collabora con la DC Comics, e sceneggia
per Disney Italia. Ha tradotto molto materiale per Lexy Produzioni
e King Comics.
Il
tuo nome è legato principalmente a Sidewalk; ma, la tua
prima sceneggiatura su un tuo personaggio risale a Le fenici,
un'opera notevolmente differente da Sidewalk sia per soggetto
che per dialoghi. Ritieni che ciò sia da attribuirsi al
fatto di lavorare assieme a Chris Cretis o ad una tua maturazione
artistica?
E'
effetto di entrambe le cose. La mia prima esperienza da sceneggiatore
è stata un lavoro a quattro mani, e anche se non me la
cavavo male nei dialoghi, non sapevo davvero dove stavo andando
a parare. Una buona palestra, ma davvero non c'era futuro per
quel progetto, lo capisco adesso, ad anni di distanza.
La
serie si interruppe al secondo numero. Pensi che un giorno riprenderà?
Non
ho mai del tutto scartato la possibilità di raccontare
per bene tutta la storia di Fenici, anche perché so bene
che si potrebbe narrare tutta, e bene, in non più di 200
pagine. Però per rispetto ai miei collaboratori di allora,
co-ideatori con me del progetto, non credo che lo faremo mai.
Non ho voglia di coinvolgerli nell'idea, e non mi sembrerebbe
giusto lavorarci da solo.
Sia
in Fenici, che in XKP ed in La storia del mondo si avverte
l'influenza del fumetto americano. Quali sono gli autori che ti
hanno influenzato?
Mentirei
se ti dicessi che mi ricordo con precisione cosa leggevo nel 1997-98,
ma le mie influenze narrative americane sono molteplici. Forse
la più netta in certi aspetti delle scelte verbali è
Frank Miller, ma la lista sarebbe troppo lunga per riuscire a
scorgervi una tendenza filologica.

Tu
sceneggi anche storie per la Disney. Sei soddisfatto di quello
che scrivi quando ti occupi di personaggi che non sono stati ideati
da te? Ed hai mai avuto restrizioni o forme di censura?
Censura
è una parola grossa. Ci sono decine di piccole regole imprescindibili,
nelle tematiche e nel linguaggio, quando si sceneggia una storia
Disney. Mi fa in realtà molto piacere essere limitato da
queste linee guida redazionali, perché è un'ottima
palestra. Credo che quella del giovane sceneggiatore Disney sia
la gavetta più dura ed efficace disponibile a uno scrittore
italiano. E io ci metterò un sacco di tempo a farla tutta,
perché nel mio primo anno di attività mi sono lasciato
distrarre dagli altri aspetti del mio lavoro nel fumetto ed ho
prodotto due sole storie.
Andrea
Berlon, Michela De Sacco, Federico Nardo ed Antonio Menin hanno
disegnato storie di personaggi che avevi creato tu. Tra questi
con chi ti sei trovato meglio?
Michela Da Sacco e Antonio Menin dopo la collaborazione con me
ed Indy Press hanno lavorato a lungo alle Edizioni Orione, mentre
Andrea Berton adesso ha una piccola casa discografica indipendente.
Federico Nardo, invece, non ha cambiato mestiere, e glie ne sono
grato. Senza nulla togliere agli altri, lavorare con Federico
è un'esperienza a volte faticosa, spesso imprevedibile,
sempre soddisfacente. Mi piace come persona e come artista, è
duttile, ama sperimentare, nessun incarico lo spaventa ed è
mostruosamente bravo nel suo lavoro. E si vede ad ogni tavola.

Personalmente
apprezzo molto lo stile di Nardo, ma ritengo che sia poco adatto
ad una storia a colori.
Non
sono d'accordo. Forse sono io che lo coloro male. O forse il suo
bianco e nero è così bello che non avrebbe senso
colorarlo. Il pubblico però sembra apprezzare di più
la sua produzione a colori, sai?
A
partire da Sidewalk hai incominciato a colorare le storie. Che
programmi utilizzi? E soprattutto ho notato una maggiore cura
nella colorazione della copertina di Sidewalk pizza sconnection.
E' da attribuirsi all'utilizzo di programmi diversi?
No,
è da attribuirsi all'uso di un colorista più bravo,
il talentuoso Paolo Maddaleni, che ha collaborato per noi anche
alle colorazioni di Nemesis. Io coloro usando Photoshop, e sono
un cane. Sto migliorando, e il mio senso del colore è molto
spiccato, ma non sono un artista. Però adoro colorare Federico,
e siccome sono il capo, mi dò sempre l'incarico. :-))
Come
mai non colori a mano le tue storie e non le disegni tu?
Ti
ho già risposto! Se mi fanno una foto con una matita in
mano, anche chi non mi conosce vedendola inizia a ridere. Sono
patetico. Quanto alla colorazione a mano... sto lavorando a un'illustrazione
di Federico con gli acquerelli, è un esperimento. Vedremo
se verrà bene. Però la nuova storia di Scienza da
Marciapiede, della quale stiano iniziando la lavorazione in questi
giorni, sarà ancora digitale... ma con una tecnica tutta
nuova che dovrebbe dare risultati molto soddisfacenti.
Ho
sentito parlare di una tua possibile collaborazione con la DC
e di un tuo progetto per la Francia. Puoi anticiparci qualcosa?
No,
scusa. Però il progetto francese è in dirittura
d'arrivo, mentre io collaboro già con DC da tempo, ma non
come autore. I miei soli impegni sceneggiativi al momento sono
con Disney e il nuovo Scienza, che avrà 32 pagine, sarà
ambientato a Londra, e dovrebbe essere pronto in autunno. La serie
si è fermata perché le vendite non sono mai state
eccezionali, ma Duca freme per tornare in azione... e noi siamo
ben lieti di tornare a raccontare la sua vita.
Intervista
a cura di Marco Milone
Realizzata nel mese di giugno 2003