ULTRASPECIALI

Speciale
SERGIO TOPPI


prima parte

SERGIO TOPPI,
UN AUTENTICO MAESTRO
ENGLISH VERSION

di Walter Simonson

[traduzione di Smoky Man e Omar Martini]

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UltraCOMICS

James Kochalka

L'orribile verità sui Fumetti

 

 

 

 

 

 

 

A metà degli anni '70 si tenevano a New York, una o due volte l'anno, delle fiere dedicate al fumetto. Allora ero un giovane professionista e, vivendo a New York, frequentavo regolarmente quelle mostre. La maggior parte delle cose in vendita nello spazio occupato dai negozianti era roba che avevo già, che non mi interessava o che non mi potevo permettere. Vecchi albi americani, una selezione di tavole originali, dei banchetti pieni di Big Little Books, i soliti giocattoli di latta e altre cianfrusaglie. Lo scopo principale di quelle mostre era di socializzare, vedere i vecchi amici arrivati in città e incontrare dei professionisti di cui non sapevo quali fossero le opere che mi piacevano.

Ma c'era anche il banchetto delle rarità - di solito ce n'era uno o al massimo due - dove si potevano trovare delle graphic novel. Non semplici graphic novel, ma le graphic novel europee. Erano lavori di cui allora sapevo molto poco e che non avevo quasi mai avuto la possibilità di vedere. Il banchetto era pieno di volumi disegnati da artisti che non avevo mai sentito nominare, con un immaginario che non mi sarei mai sognato. E uno dei primi volumi ad attirare la mia attenzione fu un libro intitolato "L'homme des Marais" realizzato da un certo Sergio Toppi. Non conoscevo quel nome, ma era chiaro che si trattava di un grande. Un vero grande! Rimasi sconvolto da quel libro! La tecnica mirabile, l'attenzione particolare per i volti umani, la cura nel rendere i costumi e le atmosfere del periodo storico, la composizione delle vignette e dell'intera pagina, l'intenso utilizzo del tratteggio all'interno dei disegni, il potente uso del negative space nell'intera opera, la combinazione e la continuità nel susseguirsi delle immagini, e la narrazione attraverso i disegni che danzano di pagina in pagina … la mia conoscenza del Francese era davvero pessima, ma capii istantaneamente di trovarmi di fronte al lavoro di un illustratore e di un narratore eccezionale. E così ho trascorso gli ultimi venticinque anni a scoprire e a guardare il suo lavoro, a studiarlo e a cercare di includere un po' della sua straordinaria visione nelle mie creazioni.

Le qualità di Toppi come artista sono troppe per essere elencate in modo esauriente in questa sede. D'altra parte, nessuna parola potrebbe davvero descrivere l'opera di un artista. Nel migliore dei casi, le parole possono indicare la via, poi spetta a chi guarda lasciare che l'opera lo trasporti là dove le parole vengono a mancare. Ecco perché una mostra come questa ha un valore inestimabile. Perché toglie, per quanto sia possibile, l'interfaccia che c'è tra l'artista e il pubblico e li riunisce insieme in un luogo in cui, per un breve momento, possono diventare una cosa sola.

Non ho mai incontrato Sergio Toppi, ma mi piacerebbe. Mi piacerebbe incontrarlo e stringergli la mano, nella speranza che un po' del suo spettacolare talento passasse, per contatto, a me e ai miei disegni!

I miei migliori auguri, Sergio. Che la tua matita e i tuoi pennelli non si asciughino mai!

Walter Simonson

 
   
[dicembre 2002]

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