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Luca
Enoch è l'autore di Gea,
il semestrale edito dalla Bonelli, e della graffitara Sprayliz.
Da
dove comincio? Comincio dalla fine. Comincio da Astarte.
Astarte, terribile molosso da guerra africano, che visita nel sogno
uno spaurito Paz per narrargli le sue gesta belliche in terra italica,
al seguito della potente armata cartaginese, guidata da un segaligno
e ardente Annibale, suo signore e padrone.
Con questa storia fenomenale il vecchio Paz tornava più in
forma che mai, dopo un periodo oscuro, disordinato, un po' svogliato,
in cui sembrava aver perso interesse nel disegno - ma non nel raccontare
storie. Con il primo capitolo di Astarte, ecco di nuovo il vecchio
Paz, a deliziarci con una storia sorprendente e un personaggio assolutamente
inedito. Pensate, Astarte ci porta nientedimenoche nella tenda del
grande Annibale Barca, dove il generale africano si confida con
lui, anticipandogli strategie e tattiche militari della campagna
italiana. Quali segreti ci rivelerà? Che retroscena sconosciuti?
Annibale che perde un occhio valicando gli Appennini. Che sconfigge
a Canne, con la "tattica dell'avvolgimento", un esercito
doppio del suo. Che attende invano i rinforzi da Cartagine. Che
viene richiamato in patria ed è sconfitto da un altro grande
generale, Scipione l'Africano. E di fianco a lui, il fedele e micidiale
Astarte, testimone dei momenti più intimi del condottiero.
Che acquolina! Che dico? Che feroce appetito!!! Che storia ci aspetta?
Che epilogo? Quando le vicende del cane e dell'uomo si separeranno?
Annibale si darà la morte col veleno, profugo in oriente,
braccato dai Romani. E
Astarte? Fino a quando lo seguirà? Il vecchio Paz, dopo averci
tenuto a stecchetto per un po', ci prepara ora una tavola imbandita
con piatti a sorpresa, celati da sfavillanti coperchi che lasciano
passare irresistibili aromi. E poi? Niente, ci saluta. Prende e
se ne va.Impegni improrogabili. Ordini dall'alto. Non prendetevela.
E noi, lì, col tovagliolo al collo, un'espressione da veri
pirla, a sperare in una boutade: "Scusate, ho scherzato. Allora
dov'ero rimasto?".
Gea,
il personaggio che scrivo e disegno per Bonelli, studia al Liceo
PAZ.
Questo basta per dare un'idea del debito che ho nei confronti di
questo geniale artista.
Ma non gli perdonerò mai di avermi privato dell'epilogo di
Astarte.
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