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Se non puoi credere
in quello che leggi in un fumetto, in che cosa puoi credere?
Bullwinkle J. Moose
Il progetto Twilight
Of Superheroes ("Il Crepuscolo dei Supereroi")
è una proposta editoriale mai pubblicata che Alan Moore
avanzò nel lontano nel 1986 (o 1987?) probabilmente subito
dopo Watchmen. L’intento del bardo di Northampton era quello
di scrivere "l’Ultima Storia" per i supereroi del DC Universe.
Tale progetto venne avventurosamente alla luce in tutti i suoi dettagli
nel 1995 quando all’indirizzo http://www.hoboes.com/html/Comics/Twilight/dc.html
curato da tale James Stratton
compare un lungo documento, "Twilight of Superheroes: an unpublished
series proposal for DC Comics by Alan Moore": qui, Alan Moore
in persona sembrerebbe esporre la proposta di un epocale crossover,
coinvolgente tutti i personaggi del glorioso cosmo DC, in una maxi-serie
nel formato di Watchmen (12 numeri da 28 pagine ciascuno senza pubblicità).
A tutt’oggi, mancando
la conferma del diretto interessato è naturale domandarsi:
è veramente opera del geniale autore britannico? Leggendo
le pagine appare tutto fin troppo chiaro: nel corposo dossier la
voce di Mr. Moore risuona possente e chiara con quello stile immaginifico
e minuzioso fino all’eccesso che è la "firma invisibile"
dello sceneggiatore inglese.
Ma ci sono conferme
più autorevoli. Infatti in un forum virtuale (in data 2 Luglio
‘95) diversi addetti ai lavori testimoniano sull’autenticità
di Twilight, tra questi Kurt Busiek ("Sembra la stessa proposta
che lessi diverso tempo fa"), Neil Gaiman ("Le
pagine sul Web suonano esattamente come la descrizione che Alan
mi fece un pomeriggio nel 1986") e Rich Johnston, scrittore
e una delle fonti fumettistiche più informate e credibili
("Alan Moore mi ha confermato tutto di persona").
La conferma più
incontestabile viene però dalle mosse della DC Comics. Infatti
nel 1997, la casa editrice, affermando di poter provare di essere
la legittima detentrice del copyright, intima a Stratton di smantellare
il sito; nell’attesa, durata diversi mesi, le pagine sono state
accessibili solo in ristretti orari; infine, all’inizio del 1998,
pur non presentando alcuna reale prova, ma solo la fresca registrazione
della proposta presso l’U.S. Copyright Office (dopo più di
10 anni!), la DC riesce nel suo intento: l’immediata cancellazione
della parte più cospicua del dossier.
Ultimissima: maggio
2001, il file originario pare essere di nuovo riemerso: se vi affrettate,
su
http://www.silverbulletcomics.com/cgi-bin/newspro/viewnews.cgi?newsid981964230,29848
troverete tutte le
risposte, in inglese of corse! Altrimenti leggete un po’ …
GLI
EROI AL TRAMONTO [1]
OSCURO
FUTURO POSSIBILE [2]
TWILIGHT:
LA STORIA [3]
[1]
GLI
EROI AL TRAMONTO
(ovvero come dire e non dire)
Primo decennio del
ventunesimo secolo. L’umanità, incapace di gestire attraverso
le istituzioni tradizionali, cambiamenti sociali sempre più
veloci ha di fatto consegnato se stessa nelle mani dei supereroi
divenuti membri di vere e proprie famiglie reali. Sebbene i governi
continuino ad esistere e siano tutt’altro che disgregati, i vari
Stati americani hanno ciascuno il proprio gruppo di superesseri
che vigila sulla loro sicurezza. I supereroi riunitisi in clans,
ciascuno "a guardia" di una regione, hanno costituito
otto Casati (Houses), di diverso prestigio e potere, coinvolti
in inevitabili intrighi per aggiudicarsi il ruolo di guida mondiale.
Benvenuti nella tecnologica
America feudale di inizio millennio!
Ecco quindi cosa preparava il divino Moore sul finire del 1986:
una succulenta storia apocalittica, un grande crossover epico con
l’obiettivo di scrivere un possibile THE END per il Mito dei supereroi
del cosmo DC.
Ma facciamo un po’
d’ordine ricordando cosa succedeva nel 1986. In quell’anno vedevano
la luce Watchmen dello stesso Moore e Dave Gibbons, Il
Ritorno del Cavaliere Oscuro di Frank Miller e il primo crossover
globale targato DC, Crisis on Infinite Earths di Marv Wolfman
e George Perez (nel 1985 era uscito per la Marvel Guerre Segrete):
un anno importante, non c’è che dire!
E proprio Crisis
è il primo riferimento di Moore per Twilight. Si tratta di
una fondamentale saga nello spazio-tempo capace di ricondurre il
cosmo DC, prima organizzato in Terre Parallele, su un’unica linea
temporale, azzerando di fatto decenni di storie e dividendo le vicende
di Superman & Co. in continuity pre e post-Crisis. Di
fatto Crisis causò più danni di quelli che
voleva riparare: numerosi autori continuarono ad ignorare sulle
loro testate le ripercussioni sulla continuity tanto che per cercare
di sistemare le cose fu necessaria nel 1994 una nuova saga, Zero
Hour: Crisis in Time e ulteriori aggiustamenti seguirono negli
anni, tanto che risulta difficile ricordarli tutti.
Ma sentiamo il parere
stesso di Mr. Moore, tratto dalla presentazione di Twilight:
"Sebbene
il motivo era puro e lo scopo giusto riguardo a Crisis, non possono
non dire che, nel tentativo di consolidare e razionalizzare il Cosmo
DC, sia stata creata una situazione potenzialmente ancor più
destabilizzante e precaria…Sulla scia dell’alterazione temporale
di Crisis ci è stato lasciato un universo dove l’intera continuity
precedente semplicemente non è mai accaduta… Credo che questo
sia pericoloso per diverse ragioni… Stabilendo il precedente dell’alterazione
temporale, viene posto un inconscio sospetto su ogni storia ambientata
nel futuro e su tutte quelle svolte nel passato. I lettori di lunga
data potrebbero avere la sensazione che le storie che hanno seguito
avidamente per tanti anni vengano invalidate, che tutti gli innumerevoli
flussi narrativi non fossero diretti da nessuna parte se non verso
un arbitrario "punto di cesura". Di conseguenza, i lettori
attuali, potranno avere la sensazione che le storie che stanno attualmente
leggendo hanno un significato relativo visto che, tra dieci anni,
qualche onnipotente divinità fumettistica, un editore o lo
Spettro, potrà tornare indietro nel tempo e cancellare tutto,
pronto per ricominciare."
Per far fronte alle
discrepanze che possono sorgere nella gestione di un crossover come
Twilight con ripercussioni su testate gestite da scrittori e disegnatori
diversi, la soluzione è semplice e geniale: "utilizzare
un espediente narrativo attraverso il quale la scelta dei diversi
sceneggiatori di partecipare o non partecipare al crossover sulle
loro testate avrà ripercussioni sulla storia. Se scelgono
di essere coinvolti attivamente nel progetto allora tutto bene.
Se rifiutano, allora l’atto stesso di rifiutare diverrà parte
della narrazione senza fare violenza alle testate coinvolte."
La seconda ispirazione
per Twilight è Il Ritorno del Cavaliere Oscuro, una
storia di Batman che Frank Miller ambienta in un mondo del futuro,
fuori continuity, buio ed opprimente in cui gli eroi sono vecchi,
incarogniti e disillusi: una pietra miliare nel mito dell’Uomo Pipistrello.
"Il Dark
Knight di Frank… nonostante non fosse inserito nella continuity,
ha consolidato la leggenda di Batman e brillantemente ridefinito
il personaggio per il pubblico degli anni ’80, e nessuno si è
curato della continuity perché la storia era dannatamente
buona…
Uno dei motivi
che impediscono alle storie di supereroi di raggiungere lo status
di autentici miti moderni o leggende è il fatto che hanno
un finale aperto. Una qualità essenziale di una leggenda
è che gli eventi sono chiaramente definiti nel Tempo; Robin
Hood diventa un fuorilegge a causa delle ingiustizie di Re Giovanni
e dei suoi sgherri. Questa è la sua origine. Incontra poi
Little John e Frate Tuck e gli altri. Vince il torneo sotto travestimento,
si innamora di Lady Marian e si oppone allo Sceriffo di Nottingham.
Questa è la sua carriera che comprendere amore, principali
avversari e la formazione di un supergruppo di cui far parte. Vive
fino a vedere il ritorno di Re Riccardo ed è infine ucciso
da una donna non prima di aver lanciato un‘ultima freccia ad indicare
il posto dove essere sepolto. Questo è il finale – si può
applicare lo stesso paradigma a Re Artù, Davy Crockett o
Sherlock Holmes con uguale successo. Non è possibile applicarlo
a molti personaggi dei fumetti perché, per motivi commerciali,
non possono avere un finale…
Con Dark Knight,
Frank ha creato un adattissimo ed emotivo coronamento per la leggenda
di Batman rendendolo una… leggenda piuttosto che una continuity
senza fine… In Twilight mi piacerebbe cercare di fare la stessa
cosa per l’intero Cosmo DC… Essendo situato in un futuro possibile,
non vi è nulla che non possa essere fatto, ed allo stesso
tempo vi sarà un reale e tangibile effetto sulla continuity
di molti personaggi all’interno delle loro testate… Adoro le storie
ambientate in mondi paralleli… ed alcune delle migliori storie DC
sono legate all’idea delle Terre alternative… Quello che propongo
è qualcosa che dovrebbe permettere la possibilità
di raccontare avventure in mondi paralleli e di revisionare vecchie
continuity con ancora potenzialità senza ricadere nella faccenda
"Terra-1 fino a Terra-15" che ha originato Crisis."
Come fare?
Alcuni membri della
Legion of Super-Heroes e Rip Hunter decidono di perlustrare il nuovo
flusso temporale per testarne i limiti dopo gli eventi di Crisis.
Finiranno intrappolati in una zona di fluttuazione temporale (in
realtà una macchinazione del Time Trapper per propri e misteriosi
fini) senza possibilità di fuga né nel passato né
nel futuro.
E questa "bolla"
di tempo, in cui si svolge Twilight, è la carta vincente
del progetto di Moore per andare oltre Crisis.
"La zona
di fluttuazione distorce una porzione del flusso temporale, diciamo,
dal 1990 all’anno 2010. Con poche eccezioni, nulla potrà
entrare o uscire da questo Groviglio del Tempo… All’interno di questa
bolla numerose realtà alternative diventano nuovamente possibili
anche se solo in quest’intervallo di vent’anni. Sebbene noi non
esploreremo nessuna di queste realtà, se non quella di Twilight,
le possibilità di storie ambientate entro la fluttuazione,
da realizzare sugli albi regolari, sono senza limiti… Poiché
viaggiare dalla normale continuity dentro la bolla sarà praticamente
impossibile se non in circostanze eccezionali, il problema d’avere
un numero infinito di mondi paralleli e di danneggiare la linea
temporale post-Crisis saranno minimi."
Ecco quindi gettata
la rete di sicurezza, ora tocca ai trapezisti volteggiare. E chi
se non il buon John Constantine, creatura di Moore sulle pagine
di Swamp Thing, a tentare il quadruplo salto mortale? Infatti mentre
Rip Hunter e i Legionari sono impegnati a cercare un modo per sfuggire
dalla bolla e dal mondo di Twilight, Hunter incontra Constantine,
che sembra essere uno dei principali manovratori dietro l’incombente
apocalittico scontro tra i supereroi. Prima che i nostri riescano
finalmente a uscire dalla fluttuazione, John avvisa Hunter di mettersi
in contatto col Constantine del suo tempo, il 1987, in modo che
possa aiutarlo nel mettere in guardia i supereroi della Terra dal
possibile pericolo e nel cercare un modo per prevenire un...
[2]
OSCURO
FUTURO POSSIBILE
(ovvero grandi rivelazioni)
Nel
mondo di Twilight i supereroi che conosciamo sono organizzati in
8 Houses (Casati) con i due clan della House of Steel
e della House of Thunder con uno status di autentiche
Superpotenze.
Va però precisato
che non tutti i supereroi sono entrati nei clan, molti vivono come
cani sciolti popolando le zone malfamate, i sobborghi delle grandi
città come Gotham e Metropolis.
La House of
Steel è capeggiata da Superman: una figura moralmente
travagliata che non sa quale sia il modo migliore per fronteggiare
il caos che vede circondarlo ma che capisce la necessità
di mantenere almeno la stabilità del Casato. L’Uomo d’Acciaio
è sposato con Wonder Woman (ora Superwoman) da cui ha avuto
due figli: un maschio, il perverso Superboy, diciottenne al tempo
di Twilight, e una femmina, Supergirl, figlia posata e gentile.
La House of
Thunder invece fa capo alla famiglia Marvel più alcune
aggiunte. Capitan Marvel è il patriarca: un personaggio ancor
più segnato di Superman poiché, oltre al caos imperante,
la sua famiglia ha il problema di avere degli alter ego umani. Al
fianco di Capitan Marvel c’è Mary Marvel, che ha sposato
più per ragioni di equilibrio col Casato di Superman che
per vero amore. Troviamo inoltre Capitan Marvel Jr., ora un supereroe
adulto e potente, quasi antagonista della figura di Capitan Marvel
di cui soffre l’eterna ombra.
A complicare le cose
Mary Marvel e Capitan Marvel Jr. sono legati da un legame d’amore
clandestino che il Capitano ignora (una tresca sul modello di Ginevra
e Lancillotto). L’altro membro del clan è Mary Marvel Jr.,
figlia di Capitan Marvel e Mary Marvel Sr., e promessa sposa di
Superboy nell’ottica di un imminente matrimonio d’interesse tra
i due Casati per un definitivo predominio sulle altre Houses e sul
mondo.
Gli altri Casati
comprendono:
- la House
of Titan, composta dai Teen Titans ora adulti e capeggiati
da un tetro Nitghwing.
- la House
of Mystery con alcuni dei personaggi sovrannaturali dl cosmo
DC: Demon, lo Spettro, Zatara, Dr. Fate ed uno strano amalgama di
Baron Winter e Deadman. Partecipano poco alle cose del mondo presi
soltanto dalla ricerca dei misteri dell’universo.
- la House
of Secrets, con alcuni dei super-criminali sopravvissuti
alla purga capeggiata dalla JLA negli anni precedenti Twilight.
Tra i membri, tutti invecchiati rispetto a come li ricordiamo, Luthor,
il Joker, Gorilla Grodd, Catwoman, Chronos e Dr. Sivana. In grado
di difendersi se attaccati, preferiscono in genere starsene tranquilli
e nascosti.
- la House
of Justice, il clan più potente insieme ai Titans
dopo le due Superpotenze, costituito dai membri restanti della JLA.
Il gruppo ha tra le sue fila: Capitan Atom, Blue Beetle, Aqualad
(il nuovo Aquaman), Wonder Girl, Flash (Wally West), Slipstream
(una nuova Flash-donna), Capitan Comet e un Dr. Light donna.
- la Houses
of Tomorrow, con i vari esiliati delle diverse epoche rimasti
intrappolati nella "bolla" temporale, compresi Rip Hunter
e i Legionari.
- la Houses
of Lanterns, abbandonata e lasciata cadere in rovina. Poiché
le Lanterne sono agenti dichiarati del potere alieno dei Guardiani
sono stati banditi dalla Terra, insieme a tutte le altre razze aliene,
in seguito a una purga svoltasi alcuni anni prima di Twilight. Sebbene
non abbiano più un Casato sulla Terra, le Lanterne esiliate
hanno stabilito un quartier generale d’emergenza su una delle lune
di Marte dove, insieme alle altre razze aliene, cospirano alla ricerca
di un modo di ritornare sulla Terra. Giunti a conoscenza dell’imminente
unione, tramite il matrimonio tra i loro figli, della House of
Stell e della House of Thunder, temono che questo porti
tutte le altre Houses sotto il loro controllo e che la Terra venga
così unificata e governata da un pan-theon di divinità
invincibili. Il loro timore è che un tale impero possa cercare
di espandersi andando a conquistare i loro territori.
È giunto il
tempo di…
[3]
TWILIGHT:
LA STORIA
(ovvero tutta la verità nient’altro che la verità)
Come
spiega Alan Moore nel Plot, la storia inizia dalla conclusione,
in una pagina di prologo ambientata sul finire del 1987 in un bar
da qualche parte a New York. John Constantine è seduto ad
un tavolo a bere da solo…Una splendida bionda entra nel bar e notando
Constantine, si avvicina e gli chiede se ha da accendere. Constantine,
che siede stringendo in un pugno una lettera e nell’altro il bicchiere,
la fissa come trasfigurato. Zoomiamo sulla sua faccia e poi parte
un flashback.
Sostanzialmente l’intera
serie di Twilight è costituita da ciò che passa nella
mente di Constantine in quei due secondi che passano prima che lui
risponda alla donna.
Il flashback ci porta
all’inizio del 1987, quando Constantine riceve una visita da Rip
Hunter, che lui non conosce ma che incredibilmente sembra sapere
tutto su Constantine, inclusi molti dettagli personali che non ha
mai detto a nessuno. Colpito da ciò, Constantine ascolta
la storia che Hunter gli racconta. Hunter gli riferisce di come
sia stato intrappolato nella bolla temporale e abbia vissuto nella
House of Tomorrow nel mondo di Twilight. Un mondo in guerra che
ha fine con tutti i supereroi uccisi o esiliati dalla Terra per
sempre. Ricevuto dal vecchio Constantine abbastanza informazioni
da poter convincere il suo sé più giovane, è
stato spedito indietro nel tempo per avere il suo aiuto ed avvisare
il mondo di questo apocalittico futuro.
Rip Hunter racconta
gli eventi di Twilight, anche se ovviamente i lettori ne vengono
a conoscenza leggendo la serie e le testate ad essa collegate.
Abbiamo già
detto delle due purghe avvenute nel mondo di Twilight, una a danno
dei supercriminali l’altra a danno delle razze aliene bandite dalla
Terra. Ora, l’episodio centrale dell’intera vicenda è l’imminente
matrimonio di Superboy con Mary Marvel Jr., malvisto sia dalle altre
Houses sia dalle popolazioni aliene timorose di un possibile moto
espansionistico di una Terra unita sotto i supereroi.
In tutto questo intrigo,
troviamo i problemi interni dei due Casati leader. Nella House
of Steel, Superman e Superwoman sono preoccupati per le incomprensibili
tendenze al sadismo e alla violenza manifestati da Superboy. Sono
inoltre in pensiero poiché non riescono a trovare un compagno
per la loro figlia visto che Capitan Marvel Jr. non sembra affatto
interessato a lei. Sappiamo bene il perché: Capitan Marvel
Jr. ha una relazione con Mary Marvel Sr. alle spalle del patriarca.
Come se non bastasse, Mary Marvel Jr. non è per nulla contenta
di andare in sposa a quel maniaco di Superboy.
Intanto i pezzi prendono
posto sulla scacchiera.
Le forze aliene decidono
di utilizzare Adam Strange, loro agente sulla Terra, affinché
invii un Raggio Zeta che serva da passaggio per una armata d’invasione
costituita da Hawkpeople, Marziani e Green Lantern Corps.
La House of Titans,
la House of Justice e la House of Secrets, nonostante
il rifiuto della House of Tommorrow e della House of Mystery,
decidono di unire le forze e di attaccare il giorno del matrimonio
nella speranza di distruggere i due Casati leader e spartirsi l’America.
Un consiglio segreto
composto da The Shadow, Batman, Doc Savage e Tarzan organizza un
piano per espellere dalla Terra tutti i superesseri.
In questo caos si
muove il vecchio Constantine che, al corrente di tutti i
piani grazie alla sua intatta capacità di manipolare le persone,
garantisce il suo apporto esclusivo a tutte le parti perseguendo
in realtà un proprio misterioso fine ed in pratica fungendo
da oscuro coordinatore della catastrofe. Infatti lo vediamo andare
da Capitan Marvel, di cui conosce un misterioso segreto, ed informarlo
dell’imminente attacco confidando nel suo silenzio verso Superman,
incitare Titans e JLA a colpire con forza e, al contempo, consigliare
a Batman e a The Shadow di attendere il momento propizio per sferrare
il loro attacco. Inoltre lo seguiamo nell’affannosa ricerca per
i quartieri malfamati della città di due persone: lo scomparso
Gold, uno dei Metal Men, ed uno strano vecchio. Gold lo troverà
e ingannandolo lo ucciderà per poi fonderlo; dal vecchio,
che si rivelerà essere Metron, bandito dai Nuovi Dei per
aver troppo osato nella sua brama di conoscenza, otterrà
niente di meno che lo Scranno di Moebius.
Il
giorno del matrimonio, Titani, JLA e super-criminali sferrano il
loro attacco con gravi perdite da ambo le parti. Wonder Girl viene
uccisa da Superwoman a sua volta colpita a morte da Capitan Atom.
Anche Superboy muore insieme alla maggior parte della JLA, Titans
e super-criminali. Capitan Marvel Jr. e Mary Marvel, approfittando
della confusione generale fuggono nello spazio, con loro va anche
Mary Marvel Jr. Sul campo rimangono, spalla contro spalla, solo
Capitan Marvel, che misteriosamente è stato in disparte nella
lotta, e Superman pronti ad affrontare qualsiasi minaccia.
Ed ecco iniziare
l’invasione aliena. Grazie al Raggio Zeta di Adam Strange un’intera
armata extraterrestre giunge sulla Terra spazzando via quanto rimaneva
della House of Titans, della House of Justice e della
House of Secrets ed avanzano. Superman di questo non si preoccupa
poiché con al fianco Capitan Marvel gli alieni rappresentano
una minaccia di poco conto. Ma qui arriva la sorpresa, il segreto
di cui Constantine era al corrente: Capitan Marvel non è
Capitan Marvel. Questi è morto sin dall’inizio di Twilight,
ucciso mentre era nella forma umana di Billy Batson, dall’unico
essere in grado di simularne i poteri senza essere scoperto: il
mutaforma marziano Martian Manhunter. L’invasione aliena era un
piano da tempo congegnato.
Scoperto l’inganno,
Superman combatte con Manhunter uccidendolo grazie alla sua vista
calorifera. Sup cerca poi di aprirsi una via di fuga attraverso
l’orda aliena, venendo debilitato dagli anelli delle Lanterne ed
infine sconfitto ed ucciso in duello da Sodal Yat, "l’Ultima
Lanterna Verde". Abbiamo così una dittatura aliena sulla
Terra bella e pronta. Ma non è questo il progetto di Constantine.
Giungono infine sullo
scenario di guerra un piccolo gruppo di supereroi reclutati da Constantine
stesso, insieme alle forze messe insieme da Batman e The Shadow.
Molti di loro indossano una leggera armatura d’oro fatta col corpo
dello sfortunato Gold che li rende immuni al potere degli anelli
delle Lanterne inefficaci sul colore giallo. Gli alieni, colti di
sorpresa, indietreggiano e la battaglia è in stallo fino
a che gli invasori non rendono noto che è imminente l’arrivo
di una imponente flotta extraterrestre è pronta a spazzar
via qualsiasi vana resistenza.
Ed è qui che
Constatine gioca il jolly. Usando la Scranno di Moebius ha visitato
il mondo d’antimateria di Qward. In cambio di una ferma promessa
d’immunità per la Terra ed il suo sistema, Constantine ha
venduto loro il segreto del Boomdotto, anch’esso appreso da Metron.
Mentre gli alieni stanno cercano di invadere la Terra, Thanagar,
nuova Marte, Rann e Oa sono sotto la minaccia delle armate Qwardiane.
Increduli gli alieni fanno frettoloso ritorno ai loro pianeti per
combattere sul loro suolo una guerra che potrebbe richiedere secoli
per essere vinta, se la vinceranno.
Per la maggior parte,
i superstiti non hanno superpoteri e molti sono più che pronti
per gettare la maschera e rendere pubblica la loro identità.
Constantine spiega che sotto la guida di Batman, di The Shadow e
degli altri, l’America libera dai governi e dal pericolo di una
super-dittatura potrà organizzarsi in un nuovo modo, in unità,
sia sociali che economiche, più piccole e flessibili: una
nuova Utopia senza più Eroi.
Questa ovviamente
è la storia che il lettore legge, mentre quella che Rip Hunter
racconta nel 1987 a John Constantine è ovviamente depurata
del ruolo di gran burattinaio dell’Apocalisse svolto dal Constantine
del futuro.
Il Constantine dei
nostri giorni si è prodigato nel diffondere nella comunità
supereroistica la visione del tetro futuro di Twilight, alcuni hanno
recepito il pericolo altri no, con altri ancora non è riuscito
a mettersi in contatto. È fermamente convinto che quello
scenario sia terribile e di non aver fatto abbastanza per allertare
tutti. Tutto quello che ha come consolazione è che, stando
a quanto Rip Hunter gli ha raccontato, in un imprecisato momento
nel futuro, incontrerà una donna che amerà per il
resto della sua vita e che lascerà in lui un grande vuoto.
Sa persino, grazie ad Hunter, come la incontrerà. Lei entrerà
in un bar e gli chiederà d’accendere; i loro occhi si incroceranno
e …
Tutto questo ci riporta
alla scena iniziale, al prologo con Constantine solo al tavolo del
bar, stretta tra le mani la lettera che Hunter gli ha consegnato
come ordinato dal vecchio Constantine, il Constantine di Twilight,
solo dopo che il messaggio di allerta era stato diffuso.
"Dear John",
così inizia la lettera scritta dal suo futuro sé stesso,
in cui si trovano le scuse per averlo così cinicamente usato,
ma si assicura che è per il meglio. Il Constantine di Twilight
avendo il vantaggio dell’età ricorda ogni cosa accadutagli
da giovane: l’incontro con Rip Hunter, il racconto di una storia
terribile e la missione di avvertire tutti del terribile futuro
in modo da evitarlo. Il Constantine ricorda persino come tutto si
concluse: il mondo di Twilight giunse lo stesso, spesso a causa
delle azioni causate dal suo messaggio d’allerta. Ricorda persino
di aver tenuto in mano una lettera esattamente come quella che sta
leggendo. Medita brevemente sul paradosso di chi realmente scrisse
originariamente la lettera, prima di scusarsi ancora con il suo
più giovane sé stesso e consolarlo col pensiero che
una donna meravigliosa l’attende in un futuro prossimo. Per lei
varrà la pena di affrontare qualsiasi cosa.
Leggendo
la lettera Constantine è furioso: giocato da sé stesso,
incredibile! Arrabbiato ed incredulo si reca in un bar, si siede
con la lettera serrata nella mano e cerca consolazione nel bere.
Ed eccoci tornati
all’inizio, al prologo. La donna entra nel bar, nota John e gli
chiede d’accendere. I loro sguardi si incrociano. È bellissima.
Sa istantaneamente che potrebbe amarla per sempre. Sa chi è,
sa quanto felice lui e i suoi futuri sé saranno insieme a
lei… e finalmente, perversamente, capisce come prendersi la rivinta
contro il suo futuro sé stesso ed evitare Twilight, mettendo
un piccolo ma importante bastone tra le ruote del destino.
"Mi scusi,
ha da accendere?"
Constantine guarda
la donna e chiude le palpebre due volte prima di rispondere.
"No, mi spiace.
Non fumo."
THE END
Un solo commento
a conclusione: cara DC perché, ma soprattutto, PERCHÉÉÉÉÉÉÉÉÉ?
Sottovoce: non vi
sembra che "qualche" idea sia passata a Kingdom Come?
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