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LA PRINCIPESSA DEI MANGA

Viaggio nell'opera di Rumiko Takahashi

di B. Cephalus

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UltraCOMICS

James Kochalka

L'orribile verità sui Fumetti

 

 

 

 

 

 

 

[1]
LA PRINCIPESSA DEL SORRISO:
COMMEDIA E AVVENTURA

[2]
LA PRINCIPESSA DEL CUORE:
ROMANTICISMO E VITA QUOTIDIANA

 

[1]
LA PRINCIPESSA DEL SORRISO

- commedia e avventura -

Rumiko TakahashiTra tutti i fumettisti giapponesi, RUMIKO TAKAHASHI è probabilmente la più nota, non solo fra gli irriducibili appassionati di manga; anche negli Stati Uniti e in Europa la "Principessa dei Manga" è oggetto di una venerazione riservata a pochi altri autori (del calibro di Alan Moore o Moebius, per intenderci). Uno dei motivi di questo è certamente la grande popolarità dei personaggi da lei creati, da Lamù a Ranma ai protagonisti di Maison Ikkoku o della saga delle Sirene. Ma senza dubbio un altro grande fattore è la versatilità dell'autrice, in grado di passare con disinvoltura dal comico al romantico e all'orrorifico, a volte anche all'interno della stessa opera.

LE ORIGINI (OVVERO: CAPRICCI E FORTUNA)

Il primissimo fumetto di Rumiko Takahashi, "Gente Egoista" (1978), in seguito ristampato nel secondo volume di Rumic World (in Italia dalle Edizioni Star Comics), mostra già molte caratteristiche della comicità takahashiana. Prima di tutto, la forte caratterizzazione dei personaggi, talmente determinati nei loro scopi (che si tratti di conquistare il mondo o di consegnare i giornali del mattino) da perdere di vista qualsiasi altra cosa, con ovvie e catastrofiche conseguenze. Questa è una lezione che l'autrice afferma di avere appreso da Kazuo Koike, lo sceneggiatore di Kozure Ookami (noto in Italia per la trasposizione televisiva intitolata "Samurai") e di Crying Freeman, i cui corsi frequentò durante il periodo dell'università. "I fumetti sono mossi dai personaggi", ripeteva Koike. "Se i personaggi sono ben costruiti, il fumetto avrà successo."

Il secondo elemento è il disinvolto accostamento di elementi fantascientifici e fantastici, nella fattispecie gli UFO e i leggendari Tritoni degli abissi marini. Infine, il ritmo della narrazione, che procede serrata in un accumularsi di guai, equivoci e catastrofi, fino a un finale paradossale.

Di poco successivo è "Gli Dei della Fortuna", anch'esso reperibile su Rumic World numero 2. Qui la Takahashi si tuffa nelle tradizioni del suo Paese, in particolare appunto la leggenda delle Sette Divinità della Fortuna, ma senza abbandonare del tutto la fantascienza (gli dei vengono infatti "evocati" da uno scienziato tramite un complesso macchinario). Abbiamo poi un protagonista adolescente (il figlio dello scienziato, nonché cavia per i suoi esperimenti) che si ritrova a respingere le attenzioni di una "ragazza soprannaturale" (situazione che ritroveremo presto…). La comicità comunque è meno paradossale che in "Gente Egoista", e giocata soprattutto su due livelli: l'intrusione delle sette divinità nel mondo moderno, e l'incredibile egoismo dei genitori del protagonista, pronti a sacrificarlo pur di ottenere felicità e ricchezza.

LAMÙ

Lamù

È sicuramente superfluo ricordare l'argomento di Lamù (in originale Urusei Yatsura, iniziato nel 1978, ma "esploso" solo alcuni anni dopo); demenziale fin dal titolo (un gioco di parole fra "Gente del pianeta Uru" e "Gente Casinista"), presenta un'incredibile galleria di personaggi a "senso unico", a cominciare dai due protagonisti: l'assatanato Ataru Moroboshi, imbranato ma capace delle prodezze più incredibili se si tratta di inseguire una gonnella, e la bella Lamù, demonessa/aliena che insiste a considerare Ataru suo marito, nonostante lui pensi solo alle altre e tutti gli altri pensino solo a lei. E ancora, monaci portatori di sventure, ereditieri che si atteggiano a samurai ma hanno paura del buio, ex-fidanzate gelose e forzute, compagni di classe allupati, e una caterva di altre assurde creature umane, aliene e/o mitologiche. Se davvero la forza di un fumetto sta nel carattere dei personaggi, allora questo fumetto ha la forza di un uragano - e la stessa capacità distruttiva.

Le trame dei primi episodi si sviluppano spesso sui binari della slapstick comedy, con la Legge di Murphy applicata a ripetizione fino al cataclismatico finale, in cui Ataru maledice il giorno in cui è nato (e i suoi genitori ancora più di lui). In seguito però emerge la forza dei personaggi di cui sopra, nel senso che all'autrice basta farne incontrare un paio perché quelli, con le loro manie (e la loro assoluta mancanza di buon senso), inizino a scatenare disastri. In queste situazioni, Ataru spesso rivendica il suo ruolo di protagonista in quanto, ormai assuefatto all'assurdo, riesce a barcamenarsi sfruttando a suo vantaggio i difetti altrui.

Ma a proposito del tipo di comicità di Lamù, abbiamo la parola di Rumiko Takahashi stessa: "Volevo scrivere una "slapstick comedy" perché è un ottimo modo per provocare una reazione diretta nelle persone. Mi dà un'energia speciale vedere gente che ride leggendo i miei fumetti. Quando una storia è più seria, è anche più difficile capire se piace o no. Sotto sotto, credo di essere ancora una bambina!" E ancora: "Per Urusei Yatsura, non volevo creare le storie nel solito modo: volevo che il lettore restasse sorpreso dagli sviluppi ad ogni vignetta. In teoria, ogni storia avrebbe dovuto avere diverse sottotrame che unissero l'inizio al colpo di scena finale, in modo che il lettore rimanesse nel dubbio fino alla fine. È stato difficile metter capo a tutti quei piccoli trucchi…"

Lamù In Lamù inoltre giunge a compimento l'opera di commistione fra gli elementi fantascientifici e quelli legati alle leggende giapponesi, già iniziata nelle storie brevi. La stessa Lamù è sì un'extraterrestre, ma indubbiamente appartiene anche alla stirpe degli Oni (gli "orchi" dei miti nipponici, dotati di corna e zanne e vestiti di pelli di belve). E le macchine "aliene" che usa spesso per risolvere i problemi (o per crearli…) hanno effetti che si potrebbero tranquillamente definire "magici". La stessa autrice in proposito afferma: "Mi piace la fantascienza, perché è estremamente versatile." C'è da dire inoltre che la Takahashi sembra divertirsi particolarmente nel presentare spiegazioni semi-scientifiche di eventi soprannaturali e altri elementi puramente fantascientifici, come i paradossi temporali; esemplare in tal senso è la storia in cui i protagonisti tornano indietro nel tempo per eliminare la paura del buio di Mendo, finendo invece per provocarla. Infine, è probabile che questa "patina fantascientifica" sovrapposta alle leggende giapponesi abbia contribuito al successo di quest'opera all'estero: un occidentale può non sapere che Oyuki, l'amica di Lamù che vive fra i ghiacci di Plutone, rappresenta la leggenda della "Donna delle Nevi", ma divertirsi lo stesso a leggere la storia.

CESTINATI

Urusei Yatsura

Strano a dirsi, Urusei Yatsura non fu un successo immediato, anzi vivacchiò uscendo saltuariamente sul settimanale "Shonen Sunday" per circa un anno e mezzo, prima di "esplodere". Nel mentre, l'autrice continuò a far uscire diverse storie, anch'esse raccolte oggi nei volumi di Rumic World.

Fra queste, è da segnalare la miniserie "Dust Spot" (o "Dust Spurt", o "Dirt Spot", a seconda dell'adattamento; in ogni caso dovrebbe significare "punto di raccolta dei rifiuti"), che viaggiò parallelamente a U. Y. nel corso del 1979. La serie è incentrata su due giovani agenti della HCIA, fantomatica agenzia di spionaggio giapponese, dotati di poteri paranormali: Tamuro è in grado di teletrasportarsi istantaneamente dovunque ci sia della spazzatura, mentre Yura possiede una forza sovrumana (tanto che i nemici la chiamano "donna gorilla" - cosa che la fa infuriare terribilmente). I due sono guidati dall'imperturbabile (anche se non molto sveglio) Sekoi, e seguiti dal buffo Dabull, un bulldog specializzato nel trovare rifiuti. Aggiungete che i piani dell'organizzazione criminale Perfection, costante avversaria della HCIA, coinvolgono sempre grandi quantità di spazzatura, e capirete che il leit-motiv di questa serie è proprio la "monnezza".

Le trame prendono chiaramente in giro i film di spionaggio alla 007, soprattutto dal punto di vista "economico": lungi dall'avere mezzi ultratecnologici e grandi disponibilità di spesa, i due agenti devono fare economie per arrivare alla fine del mese e si vedono ulteriormente decurtato lo stipendio per i danni che provocano; la stessa HCIA non se la passa molto meglio, se la catena di ristoranti che fa da "copertura" per le sue basi è in realtà la maggior fonte di sostentamento dell'Agenzia stessa! Per il resto sono rispettati i canoni già visti, anche se qui l'elemento mitologico è un po' ridotto (e soprattutto "razionalizzato") a favore di quello fantascientifico.

Dopo qualche mese, però, la Takahashi decise di sacrificare questa serie al successo di Urusei Yatsura, che assorbiva ormai tutta la sua attenzione. Dust Spot si conclude quindi al quinto episodio, con un finale rocambolesco e romantico (e l'elemento romantico sarà una costante anche nei finali delle altre serie umoristiche).

UN SUCCESSO E MEZZO

Ranma 1/2

Conclusa Urusei Yatsura, nel 1987 la nostra autrice diede il via alla sua serie di maggior successo (finora): Ranma ½, la storia di Ranma Saotome, un giovane esperto di arti marziali che, per effetto di una maledizione, si trasforma in una ragazza ogni volta che si bagna con acqua fredda, e torna normale solo se si immerge in acqua calda. Questo a causa di suo padre Genma, maestro della Scuola di Lotta Indiscriminata di Saotome, che lo porta ad allenarsi nella Valle delle Cento Sorgenti Maledette in Cina (e che finirà a sua volta trasformato in un panda gigante). Come se ciò non bastasse, Genma costringe Ranma a fidanzarsi con Akane Tendo, figlia del suo compagno di studi Soun e anch'essa esperta di arti marziali, nonché dotata di un bel caratterino; in realtà i due legano quasi subito, ma, entrambi troppo orgogliosi e testardi per ammettere i propri sentimenti, preferiscono invece litigare e picchiarsi in continuazione. A questo si aggiungono come al solito dozzine di altri personaggi, all'inizio soprattutto nemici di Ranma e/o pretendenti di Akane, mentre più avanti prevalgono altri sfortunati (o idioti) caduti nelle Sorgenti Maledette; fra i più importanti, l'amico/rivale Ryoga, la guerriera cinese Shan-Pu, il monomaniaco spadaccino Tatewaki Kuno e la sua folle sorella Kodachi, il diabolico Happosai (il maestro di Soun e Genma), e la cuoca Ukyo.

Per quanto riguarda la struttura della serie, Ranma ½ ha senza dubbio una maggiore componente "avventurosa" rispetto a Urusei Yatsura, essendo basata in gran parte su combattimenti a base di arti marziali (per quanto ridicole). Questa scelta della Takahashi potrebbe essere dovuta al successo che avevano in quegli anni i fumetti di arti marziali, come Hokuto no Ken (ossia Ken il Guerriero) e Dragonball (che pure era iniziato anch'esso come parodia di questo genere). Ma potrebbe essere anche il frutto di un'altra massima del maestro Koike: "Bisogna sempre cambiare: se io avessi continuato a scrivere solo storie di samurai, oggi nessuno si ricorderebbe di me!".

Ranma 1/2Probabilmente, è proprio a causa della componente avventurosa che si ha una più netta prevalenza dei "cicli" di più episodi rispetto alle storie singole. Questa nuova formula ha ovviamente i suoi svantaggi: le storie in più episodi a volte sembrano un po' "diluite", mentre gli episodi singoli devono giocoforza puntare sulla comicità demenziale, che però non raggiunge quasi mai i livelli di folgorante follia di Lamù. D'altra parte, il rapporto fra Ranma e Akane aggiunge un elemento romantico che era quasi del tutto assente nell'opera precedente. Inoltre, abbiamo una certa continuity che lega fra loro le varie storie: basti pensare all'evoluzione del personaggio di Ryoga, o alla vicenda della madre di Ranma (…ma che fine ha fatto il dottor Tofu?). Da notare anche la totale mancanza di elementi fantascientifici e la forte riduzione di quelli leggendari (i veri spettri, mostri e fantasmi nella serie sono ben pochi), sostituiti da un immaginario legato soprattutto alla Cina e al mondo delle arti marziali.

In conclusione, direi che Ranma ½ unisce insieme elementi comico-demenziali, avventurosi e romantici; probabilmente è questo il motivo del suo grande successo, anche se forse non eccelle particolarmente in nessuna di queste direzioni.

ALTRI "CORTI"

Prima di concludere, volevo esaminare brevemente le altre storie raccolte nel secondo e terzo volume di Rumic World, oltre alle già citate Gente Egoista, Gli Dei della Fortuna e Dust Spot. Si tratta in pratica di Sengoku Club, The Supergirl, Il Buco in Pancia, Ridi Helpman!, Facial Pack e Spirito Commerciale (l'altro episodio singolo presente nel terzo volume, In Coppia, rientra nel genere della "commedia romantica", che esula dall'argomento di questo articolo, mentre Min, mostro di un gatto è un breve racconto autobiografico).

Fra queste la più celebre è The Supergirl, unica ad aver avuto una trasposizione in cartone animato. Nonostante si tratti dichiaratamente di una commedia fantascientifica (per molti versi si potrebbe considerare un'antesignana di Dirty Pair), anche qui sono presenti elementi mitologici: l'"assistente" della protagonista Maris è infatti una volpe a nove code, creatura tipica delle leggende giapponesi.

Sengoku Club al contrario non presenta alcun fattore soprannaturale né fantascientifico, ma in compenso l'azione non manca. Si tratta infatti di una storia di ambientazione scolastica, in cui due circoli di studenti lottano con ogni mezzo per impadronirsi del Sigillo del Presidente delle Associazioni, custodito dal protagonista Sanada solo per stare vicino alla vicepresidente, la bella e combattiva Nanako.

L'ambientazione scolastica accomuna in realtà tutti gli altri racconti, da Il Buco in Pancia (storia basata su carestie e paradossi temporali) a Ridi Helpman! (in cui uno studente particolarmente sfigato si vendica dei bulli che lo assillano con l'"aiuto" di una fatina/extraterrestre), passando per Spirito Commerciale (con un'associazione studentesca presieduta da un'avvenente medium, assai simile alla Sakura di Lamù, che organizza sedute spiritiche a pagamento con risultati imprevisti).

Infine, Facial Pack è, fra tutte le opere della raccolta, quella che più si avvicina a Ranma ½, sia per stile grafico che per spunti narrativi. Abbiamo infatti un protagonista maschile ben più deciso e determinato di un Ataru Moroboshi, ma spesso nei guai proprio a causa del suo orgoglio; una protagonista femminile che gli tiene testa; un padre ostile (anche se in effetti qualche ragione ce l'ha); e soprattutto, trasformazioni ed equivoci a volontà.

CONCLUSIONI

Esaminando l'insieme di tutte queste opere, si nota che nella maggior parte di esse è presente un elemento romantico che è poi il vero motore delle vicende. Le uniche a sfuggire a questa regola sono le più vecchie, come le "primordiali" Gente Egoista e Gli dei della fortuna, e il di poco successivo Il Buco in Pancia. E in effetti, anche i primi episodi di Lamù sono incentrati più sulle sventure di Ataru, che sulla principessa aliena.

Sembra quasi che la Takahashi si sia accorta poco a poco, forse suo malgrado, di avere un incredibile talento nel "capire e descrivere il labirintico intreccio delle relazioni sentimentali", per usare le parole dell'editor americano Toren Smith. D'altra parte, quando si creano dei personaggi tanto caratterizzati, è naturale che essi portino la storia in direzioni che l'autore non aveva preventivato. E le relazioni fra i personaggi di Lamù o Dust Spot sono comunque solo la punta di un iceberg, rispetto a quanto la stessa autrice realizzerà di lì a poco con Maison Ikkoku. [up]

 

[2]
LA PRINCIPESSA DEL CUORE

- romanticismo e vita quotidiana -

Rumiko TakahashiSembra incredibile che un'autrice diventata famosa con storie demenziali a base di principesse aliene ad alto voltaggio, arti marziali strampalate e uomini che si trasformano in panda possa produrre anche opere romantiche e commoventi. Ma non se l'autrice in questione è Rumiko Takahashi, che da sempre spazia con disinvoltura dal più lontano futuro alle più antiche leggende, dalle commedie più sgangherate ai drammi più personali.

In effetti, la versatilità di questa autrice è tale che nelle sue storie i generi tendono spesso a sovrapporsi e confondersi. Comunque, c'è senza dubbio una grande differenza tra le schermaglie sentimentali di Ranma e Akane in Ranma ½, e il contrastato rapporto fra Godai e Kyoko in Maison Ikkoku. Per questo, nonostante ci siano delle "zone d'ombra", è possibile classificare nettamente alcune opere della Takahashi in un genere che possiamo definire "commedia romantica".

UNA STRANA COPPIA

Forse il primo esempio di commedia romantica della Takahashi è il fumetto breve "In Coppia", pubblicato sul terzo volume della raccolta Rumic World (come si evince dallo stile, simile a quello dei primi episodi di Lamù e Maison Ikkoku). Si tratta di una storiella semplice, incentrata su una coppia di giovani sposi che, per hobby, si scatenano in violenti litigi che mettono a soqquadro il vicinato.

Si notano comunque alcuni elementi che saranno ripresi in Maison Ikkoku: la presenza dei vicini (anche se qui è appena accennata, e in effetti c'era già in Lamù), il tono che passa repentinamente dal comico al drammatico e viceversa… Anche la protagonista somiglia fisicamente a Kyoko, e in una scena indossa perfino il famoso grembiule col pulcino! Altri elementi però derivano ancora dalle commedie demenziali marca Takahashi: soprattutto il capovolgimento per cui i due giovani, per stare insieme senza stress, devono litigare in continuazione.

In sostanza, "In Coppia" sembra proprio una sorta di prova generale per Maison Ikkoku… o almeno, per ciò che Maison Ikkoku avrebbe dovuto essere nei progetti originari.

DUE CUORI E UNA RYOKAN

Maison Ikkoku

Racconta Rumiko Takahashi che, quando frequentava l'università a Tokyo, accanto al suo appartamento sorgeva una vecchia ryokan (la tipica pensione giapponese, formata da stanze singole coi bagni in comune e senza acqua calda), abitata da personaggi piuttosto strani. Non trovò mai il coraggio di entrare in quella casa, ma si ripromise di scrivere una storia su una pensione del genere.

Così nacque nel 1981 Maison Ikkoku, tuttora considerato da molti il capolavoro della Takahashi. Nel primo episodio vediamo il giovane studente Yusaku Godai, respinto per l'ennesima volta agli esami di ammissione all'università, decidere di lasciare il suo appartamento alla ryokan Ikkoku, nonostante l'opposizione degli scalmanati coinquilini; ma a fargli cambiare idea sarà l'arrivo della nuova amministratrice, la giovane vedova Kyoko Otonashi. Da questo momento, i suoi sforzi saranno diretti a mettersi in luce agli occhi di Kyoko… anche se per interferenze dei vicini, equivoci e pura sfortuna, tali sforzi non andranno mai a buon fine. Ma questo, nei progetti dell'autrice, era solo l'inizio.

"Una volta che sei in un appartamento, ci devi vivere" - spiega la Takahashi - "a meno che non riesca a trasferirti altrove [e questo in Giappone è assai difficile, N.d.R.]. Non puoi semplicemente respingere le persone che condividono lo spazio con te: devi conviverci. La mia intenzione era di creare una storia umana ed emotiva centrata sulla pensione e i suoi inquilini. […] All'inizio, volevo semplicemente avviare il racconto con la storia d'amore fra Kyoko e Godai, e da lì spostarmi verso una storia coinvolgente gli altri inquilini. Ma più sviluppavo la relazione fra Kyoko e Godai, più ero attratta dalla loro storia d'amore… e alla fine, questa ha conquistato la serie."

Godai infatti nei sei anni di durata del fumetto riesce a farsi ammettere all'università e infine a laurearsi, trasformandosi da studentello sfigato in uomo maturo e responsabile, fino a sposare la bella Kyoko; e questo nonostante tutti i fattori di disturbo, dai soliti vicini, al rivale Mitaka (ricco e affascinante maestro di tennis), alla carina ma "ingombrante" Kozue (autonominatasi sua fidanzata). E insieme a lui matura anche lo stile dell'autrice, non solo dal punto di vista grafico ma anche da quello narrativo. Se nei primi episodi siamo ancora nei binari della slapstick comedy, con Yotsuya che sfonda i muri, Godai che minaccia di buttarsi dalla finestra e Mitaka che ha paura dei cani (compreso quello di Kyoko), in seguito le cose cambiano; i personaggi si fanno meno esagerati (Yotsuya da demenziale diventa misterioso, la cinofobia di Mitaka passa in secondo piano) e le trame acquistano spessore (specialmente a partire dagli episodi in cui Godai lascia temporaneamente la Maison Ikkoku).

In ogni caso, ancora una volta il successo dell'opera è dovuto soprattutto ai caratteri dei personaggi, sebbene l'autrice sperimenti qui un nuovo approccio rispetto alle storie precedenti. Come spiega la stessa autrice: "Penso che la differenza principale fra Maison Ikkoku e Lamù fosse nel modo in cui erano presentati i personaggi. In Lamù, il protagonista era essenzialmente quello che il lettore avrebbe voluto essere. In Maison Ikkoku, invece, il protagonista è una persona in cui il lettore può identificarsi." E ancora: "Scrivere Maison Ikkoku è stato come disfare una matassa di filo. Ho semplicemente sviluppato la storia passo per passo, ogni evento costruito sul precedente. Lamù invece era come far rimbalzare una palla di gomma: non sapevo mai dove sarebbe andata a finire." Basti pensare ad esempio alla permanenza in ospedale di Godai, causata dall'ennesima ripicca di Kyoko, e che condurrà a sua volta (a causa della lunga assenza dalle lezioni) a una corsa contro il tempo per sostenere l'ultimo esame utile e non dover ripetere l'anno. È questa la vera misura del cambiamento di stile prodotto da questa opera.

PUGNI E SIMPATIA

Nella famosa intervista pubblicata nel 1992 su "Kappa Magazine" (e poi riutilizzata dalla Star Comics in più occasioni), Rumiko Takahashi confessa che nella sua gioventù leggeva soprattutto manga di genere scolastico/sportivo (un genere che gode ancor oggi di grande fortuna, con autori come Mitsuru Adachi e il Takehiko Inoue di Slam Dunk). Era quindi inevitabile che lei stessa si cimentasse con questo genere, imprimendogli però il suo personalissimo marchio.

Nel 1989 infatti inizia sulla rivista Young Sunday 1-Pound no Fukuin (ovvero 1-Pound Gospel, ovvero "Il Vangelo di una libbra"). All'inizio ci troviamo di fronte a una tipica commedia stile Takahashi: il giovane pugile Kosaku, nonostante la sorveglianza del suo povero allenatore, non riesce a fare a meno di mangiare in continuazione; questo ovviamente gli provoca problemi di peso-categoria, ma anche inconvenienti più gravi (tipo vomitare sul ring). Ma un giorno la giovane suor Angela decide di riportare il giovane sulla retta via, e come per miracolo i primi risultati cominciano ad arrivare. Le cose si complicano quando scopriamo che in realtà suor Angela è una novizia che non ha ancora pronunciato i voti: seguirà la sua vocazione, o sceglierà di restare al fianco di Kosaku?

La serie è ancora in corso, e come la coetanea saga delle Sirene, è strutturata in brevi cicli autoconclusivi di due-tre episodi; si tratta quindi di un progetto a lungo termine, ma senza le scadenze ravvicinate di una serie regolare. Dal punto di vista narrativo, la comicità è senz'altro più simile a quella di Maison Ikkoku che non a Ranma o Lamù, anzi è ancora più "quotidiana"; l'unico momento surreale è la vendetta di un ex-avversario di Kosaku che, a causa sua, ha perso tutti i denti in un incidente sul ring. Tutt'altra cosa quindi dagli episodi di ambientazione sportiva contenuti in "1 or W", che si avvicinano più agli stilemi della "commedia soprannaturale", e di cui parlerò più avanti.

PICCOLE STORIE

Com'è ovvio, non si può raccontare una lunga storia d'amore in un singolo episodio breve. Per questo motivo questo genere è quasi assente nei volumi "Rumic Theater" e "1 or W", che raccolgono appunto le storie brevi della Takahashi pubblicate dopo i tre "Rumic World" (con qualche "ripescaggio" di vecchi episodi), lasciando spazio a storie fantastiche, sportive o semplicemente drammatiche.

Rumic TheaterL'unico episodio di "Rumic Theater" che si può sicuramente iscrivere in questo genere è Mercante d'Amore, in cui la protagonista, gestrice di una sala per matrimoni sull'orlo della bancarotta, grazie a un'anziana coppia di clienti ritrova la forza di andare avanti e di lasciarsi alle spalle il fallimento del suo stesso matrimonio. Ci sono comunque altre commedie "umane", sebbene prive di risvolti sentimentali, nel volume: Il dramma di P è una commedia "nera", basata soprattutto sulla suspense, mentre La casa dell'immondizia è una commedia familiare in cui un impiegato, per fare un piacere al suo capufficio, si trasforma in una specie di spazzino con gran dispetto di sua moglie. In sostanza, tutti questi episodi, come del resto gli altri di questo volume, sono incentrati più sui caratteri dei protagonisti (la signora Kakei in P, Yukari in Mercante d'Amore, il capufficio e sua moglie ne La casa dell'Immondizia), che sulle situazioni paradossali o soprannaturali (che pure non mancano).

1 or W Viceversa, in "1 or W" sembra di assistere a un ritorno al passato, con trame più leggere e protagonisti tutti adolescenti (a parte la giovane coppia di Nonna o non Nonna). Anche qui comunque abbiamo un solo episodio classificabile come "commedia romantica": Slim Kannon (del 1991), in cui una studentessa si sottopone a una terapia spiritual-dimagrante per far colpo su un compagno di classe al ballo scolastico di fine anno, ma finisce invece per innamorarsi del suo istruttore. In effetti la storia è più romantica che comica (sembra quasi, vista la scelta dei protagonisti, un manga per ragazze), anche se in alcuni punti ricorda Ranma (soprattutto per l'aspetto della protagonista e la stramba "tecnica" dimagrante). D'altra parte, la commedia di argomento più "maturo" è una delle storie più vecchie del volume: Happy Talk, del 1984, in cui una studentessa si mette alla ricerca della madre scomparsa anni prima, con l'aiuto di un investigatore privato e di un compagno di scuola. Tutti gli altri episodi del volume (a parte l'horror Nonna o non Nonna) sono sì commedie, ma di carattere sportivo (Grandfather), soprannaturale (La fine del mondo, Invito al Takarazuka) o entrambi (Buono come un cane, 1 or W, La dea del rugby).

RETROSCENA E CONCLUSIONI

Alcuni si sono chiesti da dove abbia tratto la Takahashi l'esperienza di faccende sentimentali che traspare dalle sue opere, visto che la vita sociale di un fumettista giapponese (soprattutto di uno che produce più di cento pagine al mese) è quanto meno compromessa dall'enorme mole di lavoro e dagli editor delle case editrici che, all'avvicinarsi delle scadenze, stringono l'assedio agli studi. A parte il fatto che la Takahashi è nota proprio per la sua puntualità ("Il segreto per non essere assillati dalle scadenze?… Finire presto!!"), e quindi ha in qualche modo il tempo per una vita privata, lei stessa afferma di aver fatto esperienza più che altro durante il periodo dell'università. "Si può imparare parecchio sulla vita e sulla gente, in un'università." Ma aggiunge: "Credo di aver passato praticamente tutti i miei vent'anni scrivendo e disegnando Lamù e Maison Ikkoku. Ma non me ne pento, anzi ne sono abbastanza soddisfatta. Tutte le esperienze dei miei vent'anni sono confluite in queste due opere."

In ogni caso, non sono certo le fonti d'ispirazione l'elemento fondamentale delle sue opere. Chiunque abbia occhi e orecchie può trovare nella vita di tutti i giorni spunti per storie comiche, o drammatiche, o entrambe le cose insieme. Ma non tutti hanno la sensibilità di Rumiko Takahashi nel mettere in scena le virtù e i difetti, i dubbi e le manie degli esseri umani. [up]

Nota sull'autore dell'articolo:
B. Cephalus -"B." sta per Biagio - è un tipo estremamente riservato, amante del Fumetto e delle buone letture. Smoky Man dice di lui: "Il migliore nel fare quello che sa fare!".

Alcune delle immagini di questa pagina sono tratte da http://www.tomobiki.com

 
[novembre 2001]
 
       

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