|
[Articolo
apparso originariamente su Traxcomics.
Pubblicato su Ultrazine su autorizzazione dell'autore]
Lui
adesso vive ad Atlantide con un cappello pieno di ricordi. Ha la
faccia di uno che ha capito ed anche un principio di tristezza in
fondo all'anima. Nasconde sotto il letto un barattolo di birra disperata
e a volte ritiene di essere un eroe...
(Francesco De Gregori - Atlantide)
L'idea dello "Sconosciuto" venne a Magnus nel corso di
un viaggio in Nord Africa laddove era venuto a contatto con alcuni
personaggi, perlopiù ex combattenti che conducevano una vita
sbandata, alla deriva, in un mondo ai margini del quale tentavano
di sopravvivere. In quel periodo Magnus era ancora il disegnatore
titolare di "Alan Ford", un personaggio che, pur avendogli
consentito di affermarsi, ora gli stava un pò stretto, condizionandolo
non poco da un punto di vista creativo. "Lo Sconosciuto"
era il personaggio ideale per Magnus e, dal momento che ne era autore
anche dei testi, gli avrebbe consentito una completa libertà
espressiva. "Lo Sconosciuto" raccoglieva in parte l' eredità
dei fumetti "neri" ma si spingeva oltre, rinnovando ulteriormente
la figura dell' antieroe. Occorre qui premettere che, intorno alla
metà degli anni '70, i personaggi delle maggiori testate
a fumetti erano ancora, in linea di massima, modellati sulla falsariga
dei classici eroi della "golden age" dei comics USA degli
anni '30 e' 40. Si trattava, infatti, di personaggi "a tutto
tondo", privi della sia pur minima parvenza di conflittualità
interiore, le cui storie dovevano necessariamente seguire uno svolgimento
costituito dalle elementari componenti individuabili in una introduzione,
uno sviluppo ed un epilogo che vedesse il "character"
protagonista dell'albo (nel 99% dei casi il "buono") prevalere
sul "cattivo" di turno. Gli stessi fumetti per adulti,
la cui dirompente portata rivoluzionaria fu indiscutibilmente enorme,
con il passare degli anni finirono con il vedere affievolite quelle
peculiarità che ne avevano consacrato gli innumerevoli caratteri
innovativi. Allorquando, in seguito ad una sorta di "ravvedimento"
generale notevolmente pilotato da campagne denigratorie ed interventi
censori, i vari "Kriminal", "Diabolik" &
Co. furono riportati sui binari di una "routine" che troppo
sapeva di "dejà vu", anche l'interesse manifestatosi
negli anni precedenti nei loro confronti subì una inarrestabile
quanto inevitabile inversione di tendenza.
I
NUOVI EROI DEI '70
La sterzata vivificatrice che avrebbe caratterizzato buona parte
degli anni '70 vide tra i protagonisti, accanto ad altri personaggi
tra i quali vale la pena di citare "Mister No" e, soprattutto
"Ken Parker", anche il personaggio di Magnus, Lo Sconosciuto,
protagonista di sei avventure pubblicate tra il '75 ed il '76 e
di tre "appendici" uscite nel corso degli anni '80 (più
un finale negli anni 90); un personaggio la cui effimera vita fumettistica
potrebbe far pensare ad una meteora di scarsa rilevanza ma che fu,
al contrario, cardine fondamentale di ulteriori stravolgimenti,
nonché punto di partenza per uh graduale processo evolutivo
del fumetto italiano, processo che investì tanto l' aspetto
contenutistico quanto quello grafico. Lo Sconosciuto, che nella
serie è anche chiamato Unknow, storpiatura voluta dell' omonimo
participio anglosassone (unknown), è un ex-legionario, un
mercenario che, in seguito alle sue esperienze belliche che lo hanno
visto in azione nei luoghi più disparati, dall'Indocina all'Algeria,
è passato da un lavoro all'altro in un continuo vagare senza
meta. Nel corso delle sue avventure lo troviamo " driver"
a Roma, "guardia del corpo" a Mount St. Michel, cameriere
a Port-au-Prince ed infine agente della "Scudo", una multinazionale
con le mani in pasta in traffici illeciti ed affari poco puliti,
per conto della quale Unknow svolge azioni paramilitari in Egitto
ed in Bolivia.
FRAMMENTI
Lo Sconosciuto non è quello che si potrebbe definire
un idealista (non esita a compiere azioni a dir poco discutibili)
e tuttavia mantiene in molti casi una propria dignità personale:
"Io vado a trovare Caid M'Barek e i suoi tagliagole per motivo
personale... Se troverò vostro marito lo slegherò,
ma tengo a dirvi che me ne frego di lui, di voi e dei vostri sporchi
diamanti!", esclama rivolto ad Eliza Goncalves, nel primo numero
della serie, con una reazione di disgusto nei confronti dell'avidità
della donna. E poi: "Sporco affarista! Estebàn è
saltato in aria e non vi interessa... Maledetti soldi! Sporchi e
sputtanati!", inveisce contro un viscido mercante libanese
dopo aver effettuato per suo conto un trasporto di nitroglicerina
che è costato la vita al suo compagno Estebàn. Una
certa morale di fondo, soprattutto nella prima serie, ancora caratterizza
il personaggio: "Ne ho visti un mucchio di tipi come lei...
Porci che sguazzano e non si espongono mai! Brutta faccia di merda!",
grida rivolto ad un losco leguleio il quale cerca di trarre il massimo
vantaggio personale da una strage in cui sono morte sette persone.
Risulta evidente, inoltre, che le esperienze vissute nel passato
hanno indurito Unknow al punto da inculcargli una buona dose di
cinismo: "Quel due al fonduk! Forse mi avrebbero uccisa...
Se non era per voi!" -"Beh... Con Rashid c'era una vecchia
storia! L' altro, poveraccio, non lo conoscevo, ma se non avessi
tirato io avrebbe tirato lui!". Ulteriore testimonianza di
tale lucido cinismo è questo tagliente dialogo tra Unknow
e Golden, un suo collega mercenario della "Scudo" (Unknow
è il primo a parlare)"... E adesso lega i caricatori
a due a due con il nastro isolante. Questo ti farà risparmiare
del tempo prezioso... ovvero anche la pelle! Poi seleziona sul colpo
singolo e, quando necessario, ricarica e riarma immediatamente!
" -" A colpo singolo? E perché mai?.. Non è
un'arma automatica?" -"Perché se spari una raffica
dove basta un colpo, cosa sparerai quando occorrerà una raffica?"
"E come faccio a sapere se basta un colpo o ci vuole una raffica?"
-"Questo, caro Golden, nel nostro mestiere alcuni non han tempo
di impararlo!". Il cinismo si trasforma, in alcuni casi, in
grottesca ironia, come quando, nel corso del n.3, entrando in un
salone pieno di cadaveri sventrati a colpi di fucile a pallettoni
con le canne segate, Unknow non trova di meglio che pensare: "Caspita!
Un bel problema per la donna delle pulizie".
UN
(ANTI) EROE DEL NOSTRO TEMPO
La serie dello Sconosciuto si segnala anche per il ricorso all'attualità
ed alla cronaca: a ben vedere, anzi, è la prima in Italia
in cui l'attualità assuma un'importanza fondamentale. La
stragrande maggioranza dei fumetti del periodo, infatti, si avvaleva
di ambientazioni storiche (soprattutto western) e gli stessi fumetti
"neri " , che pure in teoria erano inquadrati in un'epoca
contemporanea, erano caratterizzati da ben pochi elementi che lo
facessero intuire. Esisteva piuttosto una sorta di convenzione per
cui il lettore sapeva di leggere storie ambientate nella pro- pria
epoca, ma in realtà i personaggi si muovevano in un mondo
che era solo il loro ed erano completamente avulsi dalla realtà
socio-politica del tempo (si pensi, ad esempio, alla improbabile
Londra di "Kriminal" o alla fantasiosa Clerville di "Diabolik").
Nelle storie dello Sconosciuto, viceversa, gli avvenimenti, i nomi,
i luoghi e le situazioni sono indiscutibilmente moderni ed i riferimenti
alla contemporaneità sono tanti e tali da non lasciare dubbi
a lettore. In questo senso Magnus non esita a rappresentare la violenza
della società moderna nelle sue manifestazioni più
estreme. Sono lontani i tempi dei "sani delitti di gelosia"
(per usare una indovinata locuzione di Luciano Secchi) che scandalizzavano
i perbenisti sulle pagine dei "neri" degli anni '60.
Ora gli assassinii sono compiuti su larga scala e si è passati
dal crimine individuale alle stragi politiche, ai genocidi, agli
eccidi di massa. La stessa rappresentazione grafica di tali azioni
è mutata: se nelle storie di "Kriminal" ci si fermava
ai "ratatatat" dei mitra ed ai "bang" delle
pistole, con le vittime che cadevano come sagome di cartone in controluce,
in quelle dello Sconosciuto il tenore è radicalmente mutato.
Non c' e più posto per le pallottole che si limitano a "sfiorare
la tempia" o a "colpire il braccio": qui le cervella
schizzano fuori dai crani sfondati, le budella fuoriescono dai ventri
squarciati, le teste esplodono sotto il fuoco di fucili a canne
segate, gli occhi saltano fuori dalle orbite insanguinate e gli
arti sono mutilati da proiettili 460 Magnum a "punta soffice".
I riferimenti alla realtà ed alle vicende politiche, disseminati
in gran quantità nel corso delle avventure di Unknow, sono
molteplici e di notevole "peso" nell'ambito della narrazione,
sicché "Lo Sconosciuto" è da considerarsi
a tutti gli effetti come il primo tentativo rilevante di conciliare
le tematiche avventurose proprie di un medium come il fumetto con
un impegno politico che traligna dalla funzione di mero elemento
aggiuntivo per assumere, viceversa, quella di principale chiave
di lettura del racconto.
Le vicende in cui l'autore coinvolge il suo personaggio si inquadrano
storicamente a partire dalla metà degli anni '70, con una
situazione politica mondiale caratterizzata da crescenti tensioni
e dal contrasto di differenti ideologie e di diverse culture, Più
specificatamente in Italia si assiste all'escalation di morte di
quelli che saranno definiti" anni di piombo". La strage
di Brescia ed i morti dell'Italicus costituiscono il tragico abbrivio
di una lunga teoria di "exploit" terroristici. Gli Stati
Uniti, all'indomani dello scandalo del "Watergate", si
producono nel tentativo di riacquisizione di una identità
pericolosamente minata e messa in discussione. In Cambogia prende
il via una sanguinosa guerra civile che vede i comunisti in prima
fila. Lo stridente contrasto tra cultura orientale ed occidentale
si acuisce viepiù determinando gravi tensioni politiche che
sfociano il più delle volte in una illogica quanto selvaggia
violenza. In questo clima di pericolosa instabilità sociale
l'autore fa muovere il proprio personaggio ponendolo a contatto
con le tragiche realtà e con le innumerevoli problematiche
sociali di alcuni "paesi caldi", dal Libano dei fedayn
all'Italia della contestazione delle bombe e delle violente manifestazioni
di piazza, dal Mondo Arabo con i filo- libici ed i filo-khomeinisti
e tutta una serie di implicazioni anche e soprattutto di natura
religiosa alla Bolivia dei "fabbricanti di morte" che
reggono le fila del commercio della cocaina, la Bolivia ricettacolo
di frange estremiste di neo-nazisti e di neo-fascisti, o quella
memore della guerriglia cheguevarista del' 67.
Sullo
sfondo di questi scenari si muove lo Sconosciuto, l' animo tormentato
dal ricordo degli orrori cui ha assistito e di cui e stato egli
stesso artefice in passato. La sua stessa sanità mentale
non e del tutto certa ed è costantemente minacciata dai paranoici
ed ossessivi incubi che puntualmente lo assalgono ogni qual volta
cerca di addormentarsi ("Meno dormo, meglio sto" afferma
rivolgendosi alla già citata Eliza Goncalves). La natura
degli incubi di cui sopra, che ritornano alla sua memoria come lampi
che squarciano un velo di angoscioso ed opprimente oblio, è
sempre più o meno la stessa: orrende visioni di guerra, di
cadaveri di donne e bambini sfigurati dalle raffiche dei mitra,
di uomini orrendamente torturati ("Columbus, vecchio mio, c'è
stato un tempo in cui ho visto torturare ed ho torturato molti uomini...
I mezzi per torturare un uomo non sono molto importanti... Basta
essere cattivi! Basta un accendino come questo..."); una giovane
ragazza orientale legata ad un fusto di combustibile dal quale penzola
una miccia accesa ed intorno, le risate sguaiate di uomini in divisa
coperte dal tuono dell'esplosione; il cadavere di un soldato in
stato di avanzata decomposizione e una mano che si tende ad afferrare
la medaglietta che egli ha al collo mentre, nell'incubo di Unknow,
rimbomba il grido "TRAPPOLA...TRAPPOLA..'. TRAPPOLA" a
precedere di qualche istante la detonazione dell ' ordigno che esplode
allo strappo della catenina. E ancora, come una sferzante rasoiata,
il ricordo di un uomo terrorizzato e sanguinante che si trascina
a stento nella vegetazione gridando: " Ami- go!... Me han golpido!...Amigo
" ("Garcia! Vent'anni fa!... In quelle paludi! L 'ho mollato
Sotto la mitraglia dei giap! ").
Da tutto questo fugge Unknow. O almeno tenta di fuggire, poiché
i flash-back lo perseguitano sempre più conducendolo ad un
passo dal suicidio in una sequenza del quarto albo, una delle più
coinvolgenti e drammatiche, per taglio delle inquadrature ed efficacia
del testo, mai apparse in un fumetto: sotto una pioggia sferzante
Unknow è immobile, le mani nelle tasche della giacca; la
luce dei lampi illumina per un momento i suoi lineamenti scolpiti
in una imperturbabile cupezza; sotto di lui il vuoto e la cupa eco
dei tuoni e della pioggia scrosciante al di sotto del para- petto
al quale è affacciato: "Un comodo... facile.. salto
nel buio..." Un altro lampo, improvviso, ad illuminare la statua
che e sopra di lui: " ... Che cosa c' e lassù ? Ma è
un San Michele... San Michele del pericolo! ". Il suo volto
trasfigurato in primo piano: "...Cosa Cristo sto facendo? Dio..
come sono stanco... stanco... stanco..." Oltre tutto il tentativo
di rimozione degli ectoplasmi del passato lo conduce in uno stato
ai altalenante amnesia: "Unknow, vecchio mio! Quanto tempo
è passato... Ti ricordi dei vecchi amici d'Algeria? Quando
trovammo quelle birre a Sidi Bel Abbes... Prendemmo una sbronza
di tre giorni... O del Douar Qued Ksob vicino a Ouanza... Bei posti...
Bella gente... Assieme lavoravamo benissimo... I meglio dei meglio...
O no?" -sono le parole pronunciate da Franz Schwarz, un ex
commilitone di Unknow, mentre, come in un film, davanti agli occhi
dello Sconosciuto "scorrono" immagini di bombardamenti
e stragi a colpi di mitragliatore. "Non so - è la sua
risposta - in quei posti ci sono stato! Sì.. Ma non ricordo
più bene... NON MI RICORDO!".
IL
CREPUSCOLO DI UN'EPOCA
Cosa rimane oggi di un personaggio come Lo Sconosciuto? Guardandosi
intorno e sfogliando i fumetti in circolazione verrebbe subito da
pensare che non ne è rimasto molto. Gli eroi attuali sembra
abbiano ben poco da spartire con la drammatica figura, tutto sommato
un po' romantica del "vecchio" Unknow. I personaggi "col
dramma alla porta" sembrano ormai superati al punto da risultare
un mero ricordo di un'epoca lontana. Chissà, forse perché
al dramma ci siamo assuefatti. Per usare un termine commerciale
potremmo dire che "non tira più". E forse Unknow
è destinato a rimanere come ultimo rappresentante di una
categoria di eroi maledetti e resterà un figlio del suo tempo.
Dove
sono i generali che si fregiarono nelle battaglie di cimiteri di
croci sul petto? Dove i figli della guerra partiti per un ideale
per una truffa per un amore finito male? Hanno rimandato a casa
le loro spoglie nelle bandiere legate strette perché sembrassero
intere
(Fabrizio De Andrè - La collina).

Il
sito ufficiale di Magnus: http://www.magnusonline.it
|