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UNKNOW
APOLOGIA DI UNO SCONFITTO

di Michele Murino

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UltraCOMICS

James Kochalka

L'orribile verità sui Fumetti

 

 

 

 

 

 

 

[Articolo apparso originariamente su Traxcomics. Pubblicato su Ultrazine su autorizzazione dell'autore]

Lui adesso vive ad Atlantide con un cappello pieno di ricordi. Ha la faccia di uno che ha capito ed anche un principio di tristezza in fondo all'anima. Nasconde sotto il letto un barattolo di birra disperata e a volte ritiene di essere un eroe...
(Francesco De Gregori - Atlantide)

L'idea dello "Sconosciuto" venne a Magnus nel corso di un viaggio in Nord Africa laddove era venuto a contatto con alcuni personaggi, perlopiù ex combattenti che conducevano una vita sbandata, alla deriva, in un mondo ai margini del quale tentavano di sopravvivere. In quel periodo Magnus era ancora il disegnatore titolare di "Alan Ford", un personaggio che, pur avendogli consentito di affermarsi, ora gli stava un pò stretto, condizionandolo non poco da un punto di vista creativo. "Lo Sconosciuto" era il personaggio ideale per Magnus e, dal momento che ne era autore anche dei testi, gli avrebbe consentito una completa libertà espressiva. "Lo Sconosciuto" raccoglieva in parte l' eredità dei fumetti "neri" ma si spingeva oltre, rinnovando ulteriormente la figura dell' antieroe. Occorre qui premettere che, intorno alla metà degli anni '70, i personaggi delle maggiori testate a fumetti erano ancora, in linea di massima, modellati sulla falsariga dei classici eroi della "golden age" dei comics USA degli anni '30 e' 40. Si trattava, infatti, di personaggi "a tutto tondo", privi della sia pur minima parvenza di conflittualità interiore, le cui storie dovevano necessariamente seguire uno svolgimento costituito dalle elementari componenti individuabili in una introduzione, uno sviluppo ed un epilogo che vedesse il "character" protagonista dell'albo (nel 99% dei casi il "buono") prevalere sul "cattivo" di turno. Gli stessi fumetti per adulti, la cui dirompente portata rivoluzionaria fu indiscutibilmente enorme, con il passare degli anni finirono con il vedere affievolite quelle peculiarità che ne avevano consacrato gli innumerevoli caratteri innovativi. Allorquando, in seguito ad una sorta di "ravvedimento" generale notevolmente pilotato da campagne denigratorie ed interventi censori, i vari "Kriminal", "Diabolik" & Co. furono riportati sui binari di una "routine" che troppo sapeva di "dejà vu", anche l'interesse manifestatosi negli anni precedenti nei loro confronti subì una inarrestabile quanto inevitabile inversione di tendenza.

 

I NUOVI EROI DEI '70
La sterzata vivificatrice che avrebbe caratterizzato buona parte degli anni '70 vide tra i protagonisti, accanto ad altri personaggi tra i quali vale la pena di citare "Mister No" e, soprattutto "Ken Parker", anche il personaggio di Magnus, Lo Sconosciuto, protagonista di sei avventure pubblicate tra il '75 ed il '76 e di tre "appendici" uscite nel corso degli anni '80 (più un finale negli anni 90); un personaggio la cui effimera vita fumettistica potrebbe far pensare ad una meteora di scarsa rilevanza ma che fu, al contrario, cardine fondamentale di ulteriori stravolgimenti, nonché punto di partenza per uh graduale processo evolutivo del fumetto italiano, processo che investì tanto l' aspetto contenutistico quanto quello grafico. Lo Sconosciuto, che nella serie è anche chiamato Unknow, storpiatura voluta dell' omonimo participio anglosassone (unknown), è un ex-legionario, un mercenario che, in seguito alle sue esperienze belliche che lo hanno visto in azione nei luoghi più disparati, dall'Indocina all'Algeria, è passato da un lavoro all'altro in un continuo vagare senza meta. Nel corso delle sue avventure lo troviamo " driver" a Roma, "guardia del corpo" a Mount St. Michel, cameriere a Port-au-Prince ed infine agente della "Scudo", una multinazionale con le mani in pasta in traffici illeciti ed affari poco puliti, per conto della quale Unknow svolge azioni paramilitari in Egitto ed in Bolivia.

FRAMMENTI
Lo Sconosciuto non è quello che si potrebbe definire un idealista (non esita a compiere azioni a dir poco discutibili) e tuttavia mantiene in molti casi una propria dignità personale: "Io vado a trovare Caid M'Barek e i suoi tagliagole per motivo personale... Se troverò vostro marito lo slegherò, ma tengo a dirvi che me ne frego di lui, di voi e dei vostri sporchi diamanti!", esclama rivolto ad Eliza Goncalves, nel primo numero della serie, con una reazione di disgusto nei confronti dell'avidità della donna. E poi: "Sporco affarista! Estebàn è saltato in aria e non vi interessa... Maledetti soldi! Sporchi e sputtanati!", inveisce contro un viscido mercante libanese dopo aver effettuato per suo conto un trasporto di nitroglicerina che è costato la vita al suo compagno Estebàn. Una certa morale di fondo, soprattutto nella prima serie, ancora caratterizza il personaggio: "Ne ho visti un mucchio di tipi come lei... Porci che sguazzano e non si espongono mai! Brutta faccia di merda!", grida rivolto ad un losco leguleio il quale cerca di trarre il massimo vantaggio personale da una strage in cui sono morte sette persone. Risulta evidente, inoltre, che le esperienze vissute nel passato hanno indurito Unknow al punto da inculcargli una buona dose di cinismo: "Quel due al fonduk! Forse mi avrebbero uccisa... Se non era per voi!" -"Beh... Con Rashid c'era una vecchia storia! L' altro, poveraccio, non lo conoscevo, ma se non avessi tirato io avrebbe tirato lui!". Ulteriore testimonianza di tale lucido cinismo è questo tagliente dialogo tra Unknow e Golden, un suo collega mercenario della "Scudo" (Unknow è il primo a parlare)"... E adesso lega i caricatori a due a due con il nastro isolante. Questo ti farà risparmiare del tempo prezioso... ovvero anche la pelle! Poi seleziona sul colpo singolo e, quando necessario, ricarica e riarma immediatamente! " -" A colpo singolo? E perché mai?.. Non è un'arma automatica?" -"Perché se spari una raffica dove basta un colpo, cosa sparerai quando occorrerà una raffica?" "E come faccio a sapere se basta un colpo o ci vuole una raffica?" -"Questo, caro Golden, nel nostro mestiere alcuni non han tempo di impararlo!". Il cinismo si trasforma, in alcuni casi, in grottesca ironia, come quando, nel corso del n.3, entrando in un salone pieno di cadaveri sventrati a colpi di fucile a pallettoni con le canne segate, Unknow non trova di meglio che pensare: "Caspita! Un bel problema per la donna delle pulizie".

UN (ANTI) EROE DEL NOSTRO TEMPO
La serie dello Sconosciuto si segnala anche per il ricorso all'attualità ed alla cronaca: a ben vedere, anzi, è la prima in Italia in cui l'attualità assuma un'importanza fondamentale. La stragrande maggioranza dei fumetti del periodo, infatti, si avvaleva di ambientazioni storiche (soprattutto western) e gli stessi fumetti "neri " , che pure in teoria erano inquadrati in un'epoca contemporanea, erano caratterizzati da ben pochi elementi che lo facessero intuire. Esisteva piuttosto una sorta di convenzione per cui il lettore sapeva di leggere storie ambientate nella pro- pria epoca, ma in realtà i personaggi si muovevano in un mondo che era solo il loro ed erano completamente avulsi dalla realtà socio-politica del tempo (si pensi, ad esempio, alla improbabile Londra di "Kriminal" o alla fantasiosa Clerville di "Diabolik"). Nelle storie dello Sconosciuto, viceversa, gli avvenimenti, i nomi, i luoghi e le situazioni sono indiscutibilmente moderni ed i riferimenti alla contemporaneità sono tanti e tali da non lasciare dubbi a lettore. In questo senso Magnus non esita a rappresentare la violenza della società moderna nelle sue manifestazioni più estreme. Sono lontani i tempi dei "sani delitti di gelosia" (per usare una indovinata locuzione di Luciano Secchi) che scandalizzavano i perbenisti sulle pagine dei "neri" degli anni '60.
Ora gli assassinii sono compiuti su larga scala e si è passati dal crimine individuale alle stragi politiche, ai genocidi, agli eccidi di massa. La stessa rappresentazione grafica di tali azioni è mutata: se nelle storie di "Kriminal" ci si fermava ai "ratatatat" dei mitra ed ai "bang" delle pistole, con le vittime che cadevano come sagome di cartone in controluce, in quelle dello Sconosciuto il tenore è radicalmente mutato. Non c' e più posto per le pallottole che si limitano a "sfiorare la tempia" o a "colpire il braccio": qui le cervella schizzano fuori dai crani sfondati, le budella fuoriescono dai ventri squarciati, le teste esplodono sotto il fuoco di fucili a canne segate, gli occhi saltano fuori dalle orbite insanguinate e gli arti sono mutilati da proiettili 460 Magnum a "punta soffice". I riferimenti alla realtà ed alle vicende politiche, disseminati in gran quantità nel corso delle avventure di Unknow, sono molteplici e di notevole "peso" nell'ambito della narrazione, sicché "Lo Sconosciuto" è da considerarsi a tutti gli effetti come il primo tentativo rilevante di conciliare le tematiche avventurose proprie di un medium come il fumetto con un impegno politico che traligna dalla funzione di mero elemento aggiuntivo per assumere, viceversa, quella di principale chiave di lettura del racconto.

Le vicende in cui l'autore coinvolge il suo personaggio si inquadrano storicamente a partire dalla metà degli anni '70, con una situazione politica mondiale caratterizzata da crescenti tensioni e dal contrasto di differenti ideologie e di diverse culture, Più specificatamente in Italia si assiste all'escalation di morte di quelli che saranno definiti" anni di piombo". La strage di Brescia ed i morti dell'Italicus costituiscono il tragico abbrivio di una lunga teoria di "exploit" terroristici. Gli Stati Uniti, all'indomani dello scandalo del "Watergate", si producono nel tentativo di riacquisizione di una identità pericolosamente minata e messa in discussione. In Cambogia prende il via una sanguinosa guerra civile che vede i comunisti in prima fila. Lo stridente contrasto tra cultura orientale ed occidentale si acuisce viepiù determinando gravi tensioni politiche che sfociano il più delle volte in una illogica quanto selvaggia violenza. In questo clima di pericolosa instabilità sociale l'autore fa muovere il proprio personaggio ponendolo a contatto con le tragiche realtà e con le innumerevoli problematiche sociali di alcuni "paesi caldi", dal Libano dei fedayn all'Italia della contestazione delle bombe e delle violente manifestazioni di piazza, dal Mondo Arabo con i filo- libici ed i filo-khomeinisti e tutta una serie di implicazioni anche e soprattutto di natura religiosa alla Bolivia dei "fabbricanti di morte" che reggono le fila del commercio della cocaina, la Bolivia ricettacolo di frange estremiste di neo-nazisti e di neo-fascisti, o quella memore della guerriglia cheguevarista del' 67.

Sullo sfondo di questi scenari si muove lo Sconosciuto, l' animo tormentato dal ricordo degli orrori cui ha assistito e di cui e stato egli stesso artefice in passato. La sua stessa sanità mentale non e del tutto certa ed è costantemente minacciata dai paranoici ed ossessivi incubi che puntualmente lo assalgono ogni qual volta cerca di addormentarsi ("Meno dormo, meglio sto" afferma rivolgendosi alla già citata Eliza Goncalves). La natura degli incubi di cui sopra, che ritornano alla sua memoria come lampi che squarciano un velo di angoscioso ed opprimente oblio, è sempre più o meno la stessa: orrende visioni di guerra, di cadaveri di donne e bambini sfigurati dalle raffiche dei mitra, di uomini orrendamente torturati ("Columbus, vecchio mio, c'è stato un tempo in cui ho visto torturare ed ho torturato molti uomini... I mezzi per torturare un uomo non sono molto importanti... Basta essere cattivi! Basta un accendino come questo..."); una giovane ragazza orientale legata ad un fusto di combustibile dal quale penzola una miccia accesa ed intorno, le risate sguaiate di uomini in divisa coperte dal tuono dell'esplosione; il cadavere di un soldato in stato di avanzata decomposizione e una mano che si tende ad afferrare la medaglietta che egli ha al collo mentre, nell'incubo di Unknow, rimbomba il grido "TRAPPOLA...TRAPPOLA..'. TRAPPOLA" a precedere di qualche istante la detonazione dell ' ordigno che esplode allo strappo della catenina. E ancora, come una sferzante rasoiata, il ricordo di un uomo terrorizzato e sanguinante che si trascina a stento nella vegetazione gridando: " Ami- go!... Me han golpido!...Amigo " ("Garcia! Vent'anni fa!... In quelle paludi! L 'ho mollato Sotto la mitraglia dei giap! ").

Da tutto questo fugge Unknow. O almeno tenta di fuggire, poiché i flash-back lo perseguitano sempre più conducendolo ad un passo dal suicidio in una sequenza del quarto albo, una delle più coinvolgenti e drammatiche, per taglio delle inquadrature ed efficacia del testo, mai apparse in un fumetto: sotto una pioggia sferzante Unknow è immobile, le mani nelle tasche della giacca; la luce dei lampi illumina per un momento i suoi lineamenti scolpiti in una imperturbabile cupezza; sotto di lui il vuoto e la cupa eco dei tuoni e della pioggia scrosciante al di sotto del para- petto al quale è affacciato: "Un comodo... facile.. salto nel buio..." Un altro lampo, improvviso, ad illuminare la statua che e sopra di lui: " ... Che cosa c' e lassù ? Ma è un San Michele... San Michele del pericolo! ". Il suo volto trasfigurato in primo piano: "...Cosa Cristo sto facendo? Dio.. come sono stanco... stanco... stanco..." Oltre tutto il tentativo di rimozione degli ectoplasmi del passato lo conduce in uno stato ai altalenante amnesia: "Unknow, vecchio mio! Quanto tempo è passato... Ti ricordi dei vecchi amici d'Algeria? Quando trovammo quelle birre a Sidi Bel Abbes... Prendemmo una sbronza di tre giorni... O del Douar Qued Ksob vicino a Ouanza... Bei posti... Bella gente... Assieme lavoravamo benissimo... I meglio dei meglio... O no?" -sono le parole pronunciate da Franz Schwarz, un ex commilitone di Unknow, mentre, come in un film, davanti agli occhi dello Sconosciuto "scorrono" immagini di bombardamenti e stragi a colpi di mitragliatore. "Non so - è la sua risposta - in quei posti ci sono stato! Sì.. Ma non ricordo più bene... NON MI RICORDO!".

IL CREPUSCOLO DI UN'EPOCA
Cosa rimane oggi di un personaggio come Lo Sconosciuto? Guardandosi intorno e sfogliando i fumetti in circolazione verrebbe subito da pensare che non ne è rimasto molto. Gli eroi attuali sembra abbiano ben poco da spartire con la drammatica figura, tutto sommato un po' romantica del "vecchio" Unknow. I personaggi "col dramma alla porta" sembrano ormai superati al punto da risultare un mero ricordo di un'epoca lontana. Chissà, forse perché al dramma ci siamo assuefatti. Per usare un termine commerciale potremmo dire che "non tira più". E forse Unknow è destinato a rimanere come ultimo rappresentante di una categoria di eroi maledetti e resterà un figlio del suo tempo.

Dove sono i generali che si fregiarono nelle battaglie di cimiteri di croci sul petto? Dove i figli della guerra partiti per un ideale per una truffa per un amore finito male? Hanno rimandato a casa le loro spoglie nelle bandiere legate strette perché sembrassero intere
(Fabrizio De Andrè - La collina).

Il sito ufficiale di Magnus: http://www.magnusonline.it

 
[maggio 2002]

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