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CONTAMINAZIONI TRA ARTE CONTEMPORANEA E FUMETTO
II parte
Espressionismo


di Fabrizio Lo Bianco

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James Kochalka

L'orribile verità sui Fumetti

 

 

 

 

 

 

 

Milo ManaraLa "linea chiara", identificata per lo più con il tratto di Hergé e Jacobs, può essere considerata l'erede fumettistica dell'estetica Art Nouveau. Ci sono tuttavia anche motivi contingenti che portano alla realizzazione di tavole graficamente essenziali e prive di ombreggiature, non ultimi quelli legati ai costi di stampa e, in particolar modo, alle cifre notevoli che comportavano i colori o le ampie campiture di inchiostro. Va ricordato infatti che Tintin nasce proprio nel periodo della grande depressione economica all'indomani del crollo di Wall Street (1929). Anche per queste esigenze di "economicità" si impose dunque la linea chiara, che poi diverrà una cifra stilistica identificativa dell'intera area franco-belga. I riflessi di quello stile semplice in perenne bilico tra essenzialità e precisionismo, tra caricatura e realismo, arrivano sino ad anni recenti: si pensi all'eleganza di certe tavole di Moebius - per restare in ambito frAntonio Rubinoancofono - o di Milo Manara e Vittorio Giardino.

Con questi due autori ci spostiamo in Italia. La penisola non fu esente dallo stile "floreale", meglio noto come Liberty, che nei primi anni del XX secolo influì sui primi esperimenti fumettistici di casa nostra. Richiami Art Nouveau sono evidenti, ad esempio, nelle illustrazioni per ragazzi di Attilio Mussino e di Antonio Rubino (1880-1964), due tra gli incunaboli del "Corriere dei Piccoli".

Come visto in Contaminazioni I, la corrente Art Nouveau contiene i germi del futuro Espressionismo. Alcuni artisti si differenziano in tal senso dal generalizzato formalismo grafico imperante tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento: tra di essi vi sono Aubrey Beardsley (1872-1898), Gustav Klimt (1862-1918), Egon Schiele (1890-1918), Michail Vrubel' (1856-1911), l'ultimo Alphonse Mucha (1860-1939). A questi referenti artistici hanno evidentemente guardato autori come gli italiani Dino Battaglia, Sergio Toppi, Angelo Stano. Dell'inquietudine espressionista di matrice germanica i tre disegnatori hanno fatto propria non solo la "forma" ma anche la poetica. Così come le tele degli artisti del Die Brücke - il gruppo espressionista nato a Dresda nel 1905 - sono cariche di rimandi all'arte gotico-medievale tedesca, così lavori come Krull di Toppi, Totentanz di Battaglia o il Dylan Dog di Stano si richiamano palesemente a quel tipo di immaginario.

Sergio ToppiGustav KlimtSergio Toppi, in particolar modo, rivela il proprio interesse per le arti applicate e per gli esponenti della Secessione Viennese. Su tutti il suo riferimento principale è Klimt. È interessante confrontare il grafismo elegante del disegnatore milanese con la sinuosità del segno dell'austriaco. In questo caso abbiamo messo a confronto un particolare tratto da una campagna pubblicitaria realizzata da Toppi per una nota marca di shampoo (a sinistra, metà anni Ottanta) e un particolare della Giuditta di Klimt (a destra, 1909).

Georg Grosz

Dino Battaglia, "Il Patto"

 

Dino Battaglia"Debiti" analoghi si possono riscontrare tra il segno di Dino Battaglia e altri artisti riconducibili all'Art Nouveau, ma anche all'espressionismo. Soprattutto il tedesco Georg Grosz (1893-1959) deve aver esercitato un influsso notevole sul tratto "graffiato" di Battaglia, ma non mancano neanche nel suo caso precisi apporti dell'arte di Klimt e Beardsley. In particolar modo ne Il Patto Battaglia rende omaggio al grande artista inglese con alcune citazioni esplicite.

 

 

 

 

 

Will EisnerTuttavia è soprattutto la "forma" (il contrasto netto del bianco e del nero) a prestarsi in maniera funzionale al linguaggio del fumetto. Così come le ombre lunghe e raggelanti dell'espressionismo tedesco avevano dato linfa vitale al cinema della repubblica di Weimar, la stessa potenza evocativa e drammatica impregna certo fumetto europeo ed in seguito anche statunitense. Proprio negli USA approderanno alcuni dei maggiori registi dell'UFA e la nuova cinematografia a stelle e strisce si inonderà del nero denso della filmografia germanica degli anni Venti. Nel fumetto anche opere come Batman denunciano la matrice goticheggiante-espressionista. Il Batman di Bob Kane è sicuramente un esempio importante di rilettura pop statunitense di un segno marcatamente europeo. Sulla stessa scia si inserisce l'opera di Will Eisner: il bianco e nero conferisce tensione drammatica e credibilità alle tavole dell'autore di Spirit. Una sorta di linea "scura" che fa da contraltare a quella "chiara" franco-belga.

Mike MignolaCon Milton Canyff si ha un'ulteriore utilizzo della funzionalità del contrasto bianco-nero, con uno stimolante intreccio di tecniche e linguaggi che si richiamano al cinema. La linea andrà "sporcandosi" sempre di più sino ad arrivare alle produzioni underground e al segno di Art Spiegelman.

Tra le "ombre" statunitensi, cioè gli autori più vicini all'estetica e alla poetica espressionista, sono Jack Kirby, il Frank Miller di Sin City, Mike Mignola, mentre ad altre latitudini troviamo, per citare solo tre esempi, Muñoz, Thomas Ott e Vanna Vinci.

A proposito di Mike Mignola, è interessante notare come l'artista, seppure "impregnato" di reminescenze espressioniste novecentesche, più di una volta mostri di risalire ad archetipi più antichi come quelli forniti dalle incisioni di Albrecht Dürer (1471-1528) citandone alcune in un'opera come Hellboy: Seed of Destruction (su testi di John Byrne).

Ernst SternIn ambito italiano, l'opera di Vanna Vinci è un esempio interessante di "metabolizzazione" dei segni dell'espressionismo cinematografico. Il Gabinetto del Dottor Caligari, Nosferatu, Lo studente di Praga, sono tutti film che hanno esercitato - non solo sulla disegnatrice cagliaritana - una suggestione potente e creativa. Questo probabilmente è dovuto ad un'affinità estetica e poetica tra i registi tedeschi degli anni di Weimar e alcuni illustratori e autori di fumetto anche contemporanei. Registi come Murnau, Wegener o Lang utilizzavano le ombre per "dipingere" sulla pellicola. Vanna Vinci fa lo stesso con la carta, inondando di nero le tavole di racconti come Doppio sogno. In proposito, qui sopra abbiamo riportato una fotografia tratta dal lavoro preparatorio di Ernst Stern per Il gabinetto delle figure di cera di Paul Leni (1924).

 

"Doppi sogno" di Vanna Vinci

 

In Contaminazioni III: il Cubofuturismo

 
     

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