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Intervista a Sal Velluto

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Italiani d'America
(2^parte)

Intervista a
SAL VELLUTO
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di Silvio Schirru

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UltraCOMICS

James Kochalka

L'orribile verità sui Fumetti

 

 

 

 

 

 

 

Per il ciclo "Italiani d'America" Ultrazine intervista Sal Velluto, attuale e grandissimo disegnatore di Pantera Nera per la Marvel USA, amato dal pubblico italiano soprattutto per la sua intrigante interpretazione di Moon Knight nel ciclo pubblicato (negli anni '90) all'interno del mai dimenticato mensile Il Punitore (Star Comics). Visitate anche il suo sito ufficiale: www.velluto.com.

La copertina di Black Panther # 30, un team up con Capitan America © Marvel Comics

Vorresti raccontare ai lettori di Ultrazine come hai esordito nel fumetto professionale? Come ottenesti il tuo primo incarico alla Marvel?
Ti eri trasferito negli USA appositamente per tentare quella carriera o la cosa non era direttamente collegata a quella che sarebbe divenuta la tua professione?

Sal VellutoSono passati alcuni anni da quando ho debuttato come disegnatore di fumetti. All'epoca già lavoravo negli Stati Uniti per uno studio di animazione, per il quale realizzavo diverse fasi del lavoro preparatorio per cartoni animati televisivi.
Allo stesso tempo, mandavo per posta alcune fotocopie dei miei lavori alla Marvel Comics ed altre case editrici. Ho ricevuto diverse lettere di rifiuto prima di ricevere la fatidica telefonata dalla Marvel ed il mio primo incarico da disegnatore. Si trattava di un numero "riempitivo" di POWER PACK, un fumetto basato un groppo di super eroi bambini. (Per "riempitivo" si intende un numero di una specifica testata che viene utilizzato quando si verificano ritardi nei tempi di produzione del materiale regolare). Al primo numero di POWER PACK se ne sono aggiunti altri quattro, insieme ad una Graphic Novel, seguiti da due anni come disegnatore ufficiale di MOON KNIGHT. Da allora sono passati circa 16 anni, durante i quali ho lavorato, praticamente senza sosta, per le maggiori case editrici americane e diverse tra le indipendenti.

Quali differenze hai riscontrato tra la "Casa delle Idee" e la DC e tra le due majors e le altre?

La cover di Black Panther # 17 © Marvel ComicsC'e da chiarire innanzitutto che quando parliamo di lavorare per queste case editrici, almeno nel mio caso, ci stiamo riferendo a lavoro per corrispondenza. Anche se ho visitato la maggior parte delle compagnie per le quali ho lavorato, non ho mai eseguito il mio lavoro in loco. Da quando mi sono trasferito negli Stati Uniti, ho sempre risieduto a Salt Lake City, tra le montagne rocciose dell'Utah. Mi sono trovato quindi piuttosto distante dalle maggiori case editrici, che hanno sede a New York.
Il mio rapporto di lavoro con colleghi e supervisori editoriali è prevalentemente di carattere telefonico e le uniche differenze che ho potuto rilevare non hanno tanto a che fare con le compagnie in se stesse, ma con le varie personalità e metodi dei supervisori.
Con alcuni c'è un rapporto di collaborazione un po' più stretto, con altri invece esiste un senso reciproco di fiducia che ci permette di sentirci molto più di rado. Un altro fattore da considerare è il fatto che così come io mi sono ritrovato a lavorare per compagnie diverse, anche gli editor che oggi si trovano alla DC o alla Marvel, possono decidere un domani di andare a lavorare per la concorrenza. Il supervisore con cui lavoro oggi alla Marvel per BLACK PANTHER era uno dei supervisori della Acclaim, quando per loro disegnavo BLOODSHOT. Prima di lui, un altro supervisore aveva lavorato alla DC e alla Image prima di approdare alla Marvel. In tutt'e tre le case editrici ci siamo ritrovati a lavorare per qualche progetto insieme.

Personalmente ho molto apprezzato, tra le altre cose, il tuo lavoro sia su MOON KNIGHT (a cavallo tra gli anni 80 e i 90) che su BLACK PANTHER, due personaggi secondo me molto interessanti e ricchi di potenzialità che però la Marvel pare considerare sempre e comunque "minori". Eppure Christopher Priest su BP continua a scrivere storie intelligenti e originali, e fino ad ora è stato accompagnato da ottimi disegnatori. Cosa pensi a riguardo?

Una copertina "milleriana" per Sal da Black Panther # 19 © Marvel ComicsBLACK PANTHER ha ricevuto un considerevole sostegno dai dirigenti della Marvel, ed una grossa carica di entusiasmo da parte dei lettori e della critica.
Al momento in cui sono subentrato come disegnatore ufficiale, BLACK PANTHER entrava nel secondo anno di pubblicazione ed era praticamente al limite della chiusura. Dopo i primi numeri eseguiti da Mark Texeira c'era stato un avvicendarsi di disegnatori con approcci stilistici diversi nonché alcuni ritardi sulle consegne che avevano inciso notevolmente sulle vendite. Il sostegno da parte della Marvel si è manifestato in un primo momento con l'assegnazione della testata a nuovi supervisori e successivamente con una campagna abbonamenti ed un sito internet dedicato esclusivamente a BLACK PANTHER. In questo sito i lettori potevano trovare materiale informativo sulla serie, corredato da immagini di alcuni dei momenti fondamentali delle vecchie e nuove storie. Recentemente abbiamo visto la ristampa dei primi cinque numeri, in un unico volumetto. Altre ristampe sono programmate a breve scadenza.
Per concludere, c'è da considerare il fatto che BLACK PANTHER è un personaggio con buone prospettive di sviluppo cinematografico. Già da qualche tempo Amen-Ra, la compagnia di Wesley Snipes, ha dimostrato l'interesse di portare la Pantera Nera sul grande schermo. La Marvel non si farà sfuggire l'opportunità di ripetere il successo di Blade.

Cosa pensi del fatto che BLACK PANTHER sia attualmente una delle serie Marvel qualitativamente migliori e che contemporaneamente in Italia, nonostante uno stuolo di fans accaniti (tra cui il sottoscritto) ne caldeggino la pubblicazione, Marvel Italia non la pubblichi perché, secondo Marco Marcello Lupoi, la serie non venderebbe?

T'Challa © Marvel ComicsMmm... Forse dovrei rimettere il Sig. Lupoi sulla mia lista di auguri natalizi...

Come ti sembra, vista dall'interno, la situazione del fumetto USA? C'è davvero crisi? E se c'è, quali pensi siano le cause e quali le possibili soluzioni?

Si è parlato di crisi negli anni '60- '70 e poi nei '90. C'è chi fa dei discorsi sulla crisi il suo passatempo preferito. Penso che l'industria del fumetto non sia diversa dagli altri settori dell'economia che hanno un andamento ciclico. Come siamo usciti dalle altre crisi, usciremo anche da questa, probabilmente un po' più forti di prima, perché nel frattempo ci saremo liberati dei fattori debilitanti (mediocrità, mancanza di originalità ecc.). È innegabile che per uscire da qualsiasi crisi è necessario un ammontare di energia superiore a quanta ce n'è voluta per entrarvici... Mi guardo intorno e mi sembra di vedere dei segnali positivi.

C'è un personaggio con cui non hai ancora avuto a che fare di cui ti piacerebbe disegnare le storie?

Un'illustrazione commemorativa dell'attentato alle Twin Towers © Marvel Comics(Prometti di non dire niente a Bonelli se ti rispondo che...) Mi piacerebbe disegnare un numero di Tex. Magari una storia di "Aquila della Notte" ambientata nella Nazione Navajo, quella con gli indiani veri, che vestono i veri costumi . Oppure un racconto a sfondo storico in cui Tex e i suoi Pards interagiscono con un vero personaggio del "Vecchio West" come Orrin Porter Rockwell. Penso di avere il vantaggio di essere uno dei pochi (se non proprio l'unico) disegnatore di fumetti italiano che vive nei posti dove queste avventure sono veramente successe.
Sono immerso nella storia del West, circondato dagli scenari dei film di John Ford e contagiato dallo spirito di queste avventure e non posso evitare la tentazione di volerle portare sulle pagine di una storia a fumetti.

Oltre al fumetto sei impegnato anche nella realizzazione di videogames. Come vedi il mondo dell' entertainment virtuale? È una "minaccia" per il fumetto e per la sua ripresa commerciale o i due mondi possono coesistere senza problemi?

I videogiochi si stanno evolvendo in un maniera che sarebbe stata impensabile solo alcuni anni fa. Quando giocavamo a Pac-Man non avevamo la più pallida idea che la generazione successiva alla nostra avrebbe esplorato l'universo virtuale. Se il fumetto avesse avuto un'evoluzione simile ai videogiochi, nello stesso arco di tempo, adesso ci troveremmo a guardare piccoli film, visibili su fogli che sembrano fatti di carta, con relativa colonna sonora, effetti speciali ecc. Non so però se usufruendo di un fumetto ad alta tecnologia, troverei la stessa soddisfazione che trovo quando, nella mia mente, do voce e movimento ai personaggi delle storie, stampate su vera carta con vero inchiostro.
Un personaggio del videogame Jet Moto (Playstation, Sony)Dal punto di vista puramente concettuale, i videogiochi non sono una minaccia per il fumetto, così come non lo sono per il cinema, la televisione o i libri. L'unica competizione fra questi generi di intrattenimento avviene nel portafoglio dei consumatori. Il fumetto dovrà competere per aggiudicarsi la sua fetta del mercato cosi come fanno i libri, la radio, il teatro o l'opera lirica. Se dal fumetto usciranno dei prodotti simili a HARRY POTTER, IL SIGNORE DEGLI ANELLI o Pavarotti allora ci potremo aggiudicare una fetta più sostanziosa del mercato, alla faccia dei videogiochi, altrimenti continueremo a soddisfare una porzione più piccola (ma pur sempre sostanziosa) del pubblico a cui piace dare voce e movimento a storie decentemente scritte ed illustrate, su vera carta con vero inchiostro.

Cosa pensi di Joe Quesada?

Mi fa piacere vedere Quesada al timone della Marvel, sapendo del suo background di disegnatore. Il suo contributo editoriale con i "Cavalieri Marvel" prima, e successivamente come editor in chief sembra aver influito sulla qualità artistica dei prodotti che escono dalla "Casa delle Idee". Joe ha saputo circondarsi anche di buoni artisti e scrittori, oltre ad esperti di marketing, ed un competente staff editoriale. Questo gruppo di persone sta aiutando la Marvel a mantenere una certa supremazia nel mercato del fumetto, nonostante le restrizioni di budget a cui la compagnia ha dovuto recentemente adattarsi.

Sei d'accordo con Scott McCloud quando afferma che Internet sarà il futuro del fumetto?

Certamente Internet sarà uno degli aspetti del futuro del fumetto, ma non penso che le sorti del fumetto siano limitate solamente a Internet. Come mezzo di comunicazione, il fumetto continua ad essere valido e più facilmente fruibile nella veste tangibile della carta e dell'inchiostro. Internet si sta rivelando di grande aiuto come mezzo di informazione, supporto, diffusione e marketing per l'industria e per l'idea stessa del fumetto.

La versione "Velluto" della Justice League of America © DC ComicsNon posso fare a meno di chiederti una riflessione sull'11 settembre. Tu sei fra gli artisti che partecipano al progetto "Heroes" per commemorare le vittime dell'attentato alle Twin Towers. In che modo sei stato toccato da quanto accaduto e come giudichi tutto ciò che, nel bene e nel male, è seguito a quel tragico fatto?

La tragedia dell'11 settembre è servita a farci mettere la nostra vita in prospettiva e a distinguere meglio quali sono i valori che veramente contano. Si è creata anche la necessità di voler aiutare, in qualche modo, coloro che sono stati resi vittime da questo enorme atto di violenza. Molte persone che, come me, fanno del fumetto la loro professione, hanno offerto supporto nella maniera che a loro riesce più congeniale: con parole ed immagini. Il risultato è stato "Heroes", una delle diverse pubblicazioni prodotte dal mondo del fumetto che, oltre che a commemorare le vittime, è servita a celebrare i veri eroi.

Wakanda © Marvel Comics
 
Silver Surfer © Marvel Comics

Black Panther, Spiderman, Silver Surfer and Captain America are copyright and trademark of Marvel Comics.
JLA is copyright and trademark of DC Comics.

[febbraio 2002]

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