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ULTRAzine:
I film horror della Hammer, Tim Burton, Tod Browning, Fellini, Fregoli,
la dolce vita, David Bowie... sono alcuni dei “sapori” che ritrovo
nei tuoi lavori o è solo una mia illusione? Quali sono le tue fonti
d’ispirazione?
TOFFOLO:
Sono nudo e senza difese quando scrivo e disegno. Per questo sono
trasparente rispetto alle cose che mi hanno influenzato. Amo alcuni
visionari, Burton è quello che sento più “fratello”, in Kusturica
mi specchio, Pazienza mi ha fatto vedere quello che avrei voluto
essere... comunque basta guardare un mio disegnino e tutto diventa
trasparente.
ULTRAzine:
Riguardo il tuo stile di disegno mi è sempre parso un segno originale
e poco “citazionista”. Quali sono stati i tuoi maestri? Spesso quando
si parla di Toffolo spunta fuori il nome di Pazienza. Qual è il
tuo legame con il Paz? Pensi che la sua lezione fumettistica sia
stata recepita appieno?
TOFFOLO:
Se qualcuno cercasse in me Pazienza, forse resterebbe deluso. Condivido
con lui la voglia di raccontare il tempo che si vive. Ma il mio
tempo non coincide con il suo. Non ho la sua prontezza meridionale,
ma come lui penso di parlare diretto. Penso che come nel suo lavoro,
anche nel mio ho scelto di non avere filtri. Io e chi mi legge.
Uno di fronte all'altro.
ULTRAzine:
Come mai la tua predilezione per personaggi zoomorfi, sia in Piera
che in Animali? È solo un fatto grafico?
TOFFOLO:
No, sono le maschere che ho scelto per rappresentare i sentimenti.
Come fanno i Giappo, o Spiegelman, o il teatro dell'arte. Stilizzare
per poter parlare della vita... penso sia questo.
ULTRAzine:
Come ti è venuto in mente il personaggio di Fregoli? E perché farlo
interagire con Don Chisciotte?
TOFFOLO:
Non so. Volevo il mio Casper, e non ho avuto paura che ci fosse
un Bone in giro. Penso che il mio apparato digestivo mi aiuti e
non mi dia mai la paura dell'originalità... cosi' volevo un fantasmino
come Casper e l'ho fatto a modo mio. Lasciandomi guidare dallo stomaco.
Per
quanto riguarda Don Chisciotte invece la cosa è più complessa. Volevo
lavorare su un personaggio già presente nell'immaginario collettivo,
un po' come fanno i giappo. Don Chisciotte è la letteratura, la
pazzia, il progetto di resistenza alla realtà. È l'Occidente. Era
già dentro di me.

ULTRAzine:
Passiamo a “Fandango - Cinque Allegri Ragazzi Morti”. Le storie
dei Ragazzi sono le stesse inizialmente progettate per Dinamite
(Granata Press-1995) o le hai rielaborate?
TOFFOLO:
Sono tutte nuove, tranne le origini, che ho risceneggiato e ridisegnato
ma nascono da quel calderone che è stato Dinamite.
ULTRAzine:
Perché “Fandango” e non semplicemente “Cinque Allegri Ragazzi Morti”?
TOFFOLO:
Voleva essere un luogo , non un serial... e cosi' è un luogo, non
un serial.
ULTRAzine:
Devo dire che sono rimasto sorpreso dal fatto che l’editore fosse
la Marvel Italia. Anche se dopotutto mi sono dato una mia spiegazione:
gli adolescenti non sono poi così diversi dai mutanti... Non per
niente si parla di “Generazione X”! È così, oppure sto immaginando
tutto?
TOFFOLO:
Mi piace quello che pensi ma la realtà è che Marvel è l'editore
che permette più libertà agli autori. Non dico che siano “buoni”,
ma la realtà è questa. Ortolani è libero nel fare Rat-Man, io altrettanto.
Comunque lavorare con la Marvel mi ha permesso di allargare molto
il mio pubblico, di costruire un esperienza produttiva che nessun
altro editore mi avrebbe permesso e di sapere che, se stai con il
lato “oscuro”, puoi anche avere tanti nemici, e in questo anno ne
ho trovati tanti, ma ti senti forte e fiero... una specie di super
eroe.
ULTRAzine:
Come è lavorare per la Marvel?
TOFFOLO:
Trovo Francesco Meo una persona intelligente e piacevole e Marco
Lupoi, il capo, una persona serena, leggera e allo stesso tempo
fortissima... mi comunicano sempre buone vibrazioni... sarà il
fascino di lavorare per il lato oscuro “Oscuro”?
ULTRAzine:
Mi pare che in Fandango tu realizzi tutto, dai fumetti alle rubriche
alla scelta per il Link... Pensi che Fandango sia il modo più riuscito
di presentare Toffolo/Eltofo in tutta la sua tridimensionalità creativa
e umana?
TOFFOLO:
Questo è un po’ troppo. Fandango è il GIORNALINO che volevo fare.
ULTRAzine:
Quali sono i criteri con cui scegli il “Link” di ogni numero?
TOFFOLO:
Leggo, tutto quello che arriva o cerco in giro. Quello che mi piace
pubblico. Preferisco gli inventori di mondi ai raccontatori di storie
ma non è sempre facile incontrarli.
ULTRAzine:
A proposito di Toffolo/Eltofo, sei mai stato in Messico? Hai assistito
alla Festa dei Morti? Se sì, qual è stata la tua impressione?
TOFFOLO:
Eltofo viaggia come Salgari, con la mente e con la penna. In Messico
stavo per andare poi mi è venuta una paura folle che non riuscivo
neanche ad uscire di casa e a fare la spesa... non ho capito se
a causa del Messico o della chimica del mio cervello...
ULTRAzine:
Oltre che per la Marvel Italia, tu hai lavorato per la Star Comics
/ Kappa Edizioni e per la Granata Press (per poco). Ti manca solo
Bonelli... Scherzi a parte, cosa puoi dirci di queste esperienze?
Dove ti sei trovato meglio, dove peggio?
TOFFOLO:
L'orribile verità è che un autore è spesso solo con il suo lavoro.
La Kappa Edizioni nell'ultimo anno mi ha fatto sentire molto solo.
Ma mi prendo le mie responsabilità. Faccio il mio viaggio da surfista
dell'editoria e so che non esistono editori-amici, o meglio, io
non li voglio. Rispetto si, quello lo cerco. Non sono una persona
di potere, sono un visionario che inventa storie. Non cerco la linea
editoriale da ripetere, mi piacciono le sfide perciò continuerò
a cercare editori coraggiosi... potrebbe essere anche un titolo
per una prossima storia.
ULTRAzine:
Ugo e Cristina: li hai inventati per il corso di fumetto di Kappa
Magazine, o avevi in mente “Anatomia di un’Adolescenza” già da allora?
TOFFOLO:
A dire il vero li inventai per una rivistina di Bologna che si chiamava
Mongolfiera, poi la pubblicai per due anni su Magazine Beautiful, ancora su un quotidiano locale ed infine su Kappa.
ULTRAzine:
Perché Cristina gira sempre in mutande (e ultimamente anche senza)?
È una scelta simbolica (la paura, il sentirsi vulnerabili) o semplicemente
ti piace disegnarla così?
TOFFOLO:
In realtà sono io che sto sempre in mutande. Stare in casa, per
me, è stare in mutande. Godersi la propria intimità. Cristina ci
fa godere la propria intimità.
ULTRAzine:
Toffolo e i manga. Che cosa ti ha insegnato il fumetto giapponese?
Perché piace così tanto?
TOFFOLO:
È colpa della Tv e del talento degli autori giapponesi...
ULTRAzine:
Eltofo fumettista, Eltofo musicista: quanto coincidono, e quanto
si differenziano? Voglio dire: ci sono cose che ritieni meglio dire
attraverso il fumetto, e altre attraverso la musica? O sono entrambi
parte di uno stesso messaggio?
TOFFOLO:
I Tre Allegri sono un gruppo... una super identità, non la proiezione
dei miei pensieri.E
anche le storie sono di proprietà altrui quando hanno la fortuna
di essere lette da altri.
ULTRAzine:
I video dei “Tre Allegri” sono basati sui tuoi disegni. Che sensazione
ti dà vedere le tue creature “prendere vita”?
TOFFOLO:
Sono un bambino davanti alle animazioni... perdo ogni difesa anche
quando poi faccio la regia. Eppure i miei pensieri sui cartoni animati
non sono mai stati cosi' ossessivi.. fra poco Fregoli... prima i
Ragazzi Morti.
ULTRAzine:
Quali sono i fumetti che hai letto di recente, anche vecchi, che
ti hanno colpito?
TOFFOLO:
Li elenco velocemente:
Cronache
del grande male [di David B., in Italia edito da Rasputin, N.d.R.]
Non
mi sei mai piaciuto [di Chester Brown, in Italia edito da Black
Velvet, N.d.R.]
ULTRAzine:
L’angolo della polemica: Che significato hanno per te (se hanno
ancora un significato) le parole “alternativo” e “underground”?
TOFFOLO:
Alternativo, è relativo a qualcosa, ha un connotato di “contro”...
Underground... underground è il fumetto di un certo periodo specifico...
a queste due parole preferisco INDIPENDENTE... che vuol dire che
quello che fai è assolutamente tuo... senza mediazioni. Io produco
cosi'. L'unica mediazione è la mia pancia? Quello che mi muove
ULTRAzine:
E per il gran finale due domande:
1)
In tutta sincerità, cosa vede Eltofo nelle macchie di Rorschach?
TOFFOLO:
Eltofo vede...dannatamente, ripetutamente se stesso.
2)
Qual è il Vero Senso della Vita? (e della Muerte, già che ci siamo?)
TOFFOLO:
Quello del film dei Monty Python.
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