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[Intervista
a Alessandro Bilotta]
[Intervista
a Carmine di Giandomenico]
[Giulio Maraviglia: il film]
Rischiamo di ammazzarci
per salire la scaletta di corda che porta in cima a una quercia
secolare tra le cui fronde è nascosta una piccola, ma bellissima
casetta di legno. Siamo in un bosco nei pressi di Manciano, un comune
vicino a Grosseto. Il nostro ospite ci attende all'entrata. Appena
dentro, ci aspettiamo di trovare qualche strano oggetto proveniente
da un luogo lontano o qualche cosa che ricordi letture fatte da
bambini. Ma le nostre aspettative vengono deluse. L'interno è
pulito e ordinato e nulla appartiene a storie già raccontate.
Quello che ci interessa è il protagonista e ce l'abbiamo
davanti. Pinocchio. Con una grossa testa rotonda e gli occhioni
grandi sembra più un bambino di legno che un burattino e,
soprattutto, non ha quel lungo naso a punta che gli viene attribuito.
Ci accoglie gentile e ci fa accomodare su delle poltroncine che
per noi sono piccole, ma non lo diamo troppo a vedere. Abbassiamo
la testa e ci sediamo per terra. Qua e là attirano la mia
attenzione alcuni manufatti di legno che il burattino si diverte
a costruire e intagliare da qualche tempo a questa parte. Forse
lui stesso ha costruito la casetta, sicuramente è figlio
d'arte. Sono banale, ma non riesco ad evitare la prima, scontata
domanda…

[Pinocchio è
stato fabbricato nel 1881 a Firenze. Da
lì ha poi viaggiato molto e si è ora stabilito in
un bosco a Manciano, vicino a Grosseto.]
Girava voce che
fossi diventato un bel bambino "perbene". Era leggenda oppure sei
ritornato burattino?
Pinocchio:
Se ne dicono tante di panzane sul mio conto. E questa mi sa che
è la più grossa. Io neanche lo so se ci sono mai voluto
diventare un bambino.
Vuoi dire che
tutte quelle storie sul fatto che facendo il buono e l'ubbidiente
saresti diventato un ragazzo in carne e ossa non sono vere?
Pinocchio:
Se ciái creduto sei proprio un grullo. Ma secondo te è
possibile che uno deve fare lo sforzo di essere buono e in cambio
ciá pure la sciagura di farsi trasformare in bambino? A me
non me ne importa proprio niente di diventare paffuto e boccoluto
e poi di cominciare pure a invecchiare. E poi scusa… mica tutti
quelli che sono bambini sono così buoni come credi, anzi,
forse crescendo diventano pure peggio.
Diventando "grandi"
si vivono alcune esperienze importanti che non ci sarebbe modo di
sperimentare altrimenti. Non hai il rimpianto di essere escluso
da queste?
Pinocchio:
E rimanendo burattino, invece, si fanno tante altre esperienze che
i grandi giammai si sognano. Diventare grandi è una cosa
seria. I grandi fanno cose brutte che neanche voglio pensare, tu
le sai di sicuro meglio di me. In fondo noi burattini non si dà
fastidio a nessuno, io poi ció la fortuna che mi muovo senza
fili.
Questo è
un punto che mi ha sempre interessato molto. Come fai a muoverti
senza fili?
Pinocchio:
Ecchennesò? Ti hanno mai chiesto a te come fai a camminare,
a muoverti o a far di conto? In fondo sei pieno di ciccia e tutto
quello che c'è dentro. Sei un sacco e una sporta più
pesante di me. A te, invece che dei fili, ti ci vorrebbero delle
funi belle bitorzolute. Eppure non ti domandi come fai a muoverti
e lo domandi a me. Io non lo so. So solo che ero un bel pezzo di
legno da catasta e che mio babbo Geppetto ha fatto il resto.

[Il padre di Pinocchio
si chiamava Geppetto, detto "Polendina", e faceva il falegname.
Forse da lui il burattino ha imparato a lavorare il legno, vista
la graziosa casetta sull'albero nella quale vive.]
D'accordo, allora
diciamo che, escluso il fatto che sei di legno e che non cresci,
sei proprio come tutti gli altri bambini. Ma allora come te lo spieghi
che quando dici una bugia il naso ti si allunga a dismisura?
Pinocchio:
CHECCOSA? Eppoi sarei io il malanno che passa le giornate a bighellonare
invece di leggere libri? Non mi dire che hai creduto anche a questa
fanfaluca?
Vuoi dire che
non è vero?
Pinocchio:
Il mio bel naso non si è mai allungato più di come
lo vedi. Sono di legno io, mica di gomma. Io le bugie le dico quando
e quante mi pare. Queste storie che si allunga il naso o che arriva
l'uomo buio, le hanno inventate per spaventare i bambini che così,
anche se diventano bravi e buoni, la notte non chiudono occhio per
la paura. Non sono queste pure bugie? Bugie che i grandi si inventano
per non far dire le bugie ai bambini. Io dico che questo è
proprio buffo.
Non ti fidi degli
adulti? Eppure loro hanno più esperienza. Cercano solo di
trasmetterla a chi non ne ha, per evitare che i più piccoli
facciano i loro stessi sbagli.
Pinocchio:
Curiosa razza i grandi. Dicono più bugie dei bambini, anche
se hanno meno fantasia, e poi pretendono sempre di dare consigli,
convinti che loro hanno trovato la strada giusta. Ma i consigli
dei grandi servono solo a disimparare, perché se uno vuole
imparare davvero qualcosa mi sa che è molto meglio che la
vive di persona. Così trova la sua strada senza che deve
andare a scuola a sentire tante noiose lezioni di qualche maestro,
buono solo ad alzare la voce e a menar di bacchetta.
Ma tu che ne sai?
A scuola non ci sei mai andato.
Pinocchio:
Ci sono stato quel tanto che basta per capire che è tutta
una buffoneria. Come ti ho detto, io delle spiegazioni degli altri
non ne ho bisogno. Le cose le imparo da me. Se gli altri vogliono
andare a scuola, contenti loro. Io me ne guardo bene. E poi ció
la fortuna che io non ho bisogno di andarci. Sono burattino. Per
me è sempre festa. A me i maestri non mi picchieranno mai
perché io non ho bisogno di loro. Per me non esistono. Non
ho bisogno di nessun pezzo di carta che dice quanto sono bravo.

Testa grossa e
rotonda, occhioni grandi e attenti. La cosa che più stupisce
di Pinocchio è il naso grosso, ma corto. Da quello che ci
dice, non si è mai allungato più di così.
Quello che salta
agli occhi di un tuo ospite, guardandosi intorno, è la particolarità
dei pupazzi di legno che riempiono la tua casa. Ne vedo un paio
ancora "in lavorazione" su un vecchio tavolo da falegname. Come
ti è nata questa passione? In fondo sei "figlio d'arte",
non trovi?
Pinocchio:
Infatti è una voglia che mi è nata proprio vedendo
il mio babbo lavorar di scalpello. Per me è come fare una
foto. Mi fermo vicino a un ruscello o a un vecchio ponte e con un
pezzo di legno cerco di ricopiare la forma di qualche animaletto
o alberello. Altre volte mi invento io una figura, una maschera
oppure anche qualche marionetta. Mi vorrei magari costruire un bel
teatrino di burattini. Poi stando in un così bel bosco, c'è
sempre tanta legna in giro e se sei il figlio di un bravo falegname,
com'era il mio babbo, ti viene proprio voglia di divertirti. Anche
gli animali mi aiutano. Magari qualche coniglietto vanitoso si mette
in posa per farsi più bello. Una lince una volta mi ha chiesto
se le potevo fare una bella scultura e gli alberi rinverdiscono
i rami quando voglio scolpire un bel paesaggio.
Sembra che tu
stia parlando di un bosco magico, incantato…
Pinocchio:
Perché io lo vedo così. Magari se ci passi di fretta,
senza guardarlo con attenzione, ti può sembrare un bosco
come tutti gli altri. Con gli alberi, le foglie, il laghetto, il
fiumiciattolo, gli uccellini e tutti i crismi che gli si confanno.
Ma se ti diverti a fissarlo bene, cercando di non guardarlo proprio
con gli occhi, scopri un sacco e una sporta di cose che nemmeno
te le immagini.
Prima di stabilirti
qui, a Manciano, hai viaggiato molto. Ci racconti dove sei stato
e quando hai deciso di fermarti?
Pinocchio:
Io non è che mi sono fermato qui. Ogni tanto ci vengo a stare.
Mi piace sempre andare in giro e non fermarmi mai e poi magari mi
accorgo che sono troppo lontano o che ho perso la strada e allora
mi diverto a ritovarla. Oppure lascio che si ritrova da sé.
Ho girato talmente tanto che non mi ricordo tutti i posti e i personaggi
buffi che ho conosciuto. Che se poi vado a vedere, ho girato solo
una regione. Che per uno grande come voi basta prendere la macchina
e se la gira in poco meno di una settimana, ma poi non si accorge
di quello che c'è dentro. E' come il fatto del bosco che
ci passi in fretta, lo stesso discorso.
Quindi potresti
ripartire da un momento all'altro? Dove vorresti andare?
Pinocchio:
Boh! Se mi prende il ghiribizzo me ne vo in giro oggi stesso. Ma
se ti devo dire dove, non lo so neppure io. A me la cosa che più
mi piace è andarmene per diritto, pigliare una strada e non
sapere dove mi porta. Io penso che è proprio quello il bello.
Andare dove non sai. Incontrare gente buffa che nemmeno te lo immaginavi.
E' proprio così che a me mi è capitato di finire in
tante avventure strambe, che se le racconto, nemmeno la gente ci
crede. Non ci crede perché non va mai a prendere le strade
per diritto. Chi lo sa, magari, su una di queste, un giorno di questi,
ci si rincontra.
[Leggi la recensione
di Povero
Pinocchio - Storia di un bambino di legno]
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