| GIUSEPPE
PALUMBO è un artista tra i più noti e apprezzati in Italia. Nato a
Matera il 24/7/1964, ha esordito nel 1986 sulle pagine del quotidiano
Reporter e sulla rivista Tempi Supplementari. In quasi 15 anni di
attività ha collaborato con tutti i principali editori italiani creando
personaggi di culto come Ramarro e Tosca la Mosca. Ha inoltre pubblicato
per alcune prestigiose case editrici estere: la giapponese Kodansha
e l’americana Dc Comics.
ULTRAzine: Cosa è per te il Fumetto?
PALUMBO: Croce e delizia. Non mi attarderò in definizioni da Accademia
della Crusca, né in "integralismi" di vario genere. Woody
Allen in "Manhattan" si chiedeva perché amava New York
e si rispondeva: amavo New York, perché era la mia città e lo sarebbe
sempre stata. Quando ami qualcosa è sempre meglio non chiedersi
perché... Per gli accademici, invece, rimando alle definizioni di
Scott McCloud (sempre valide...).
ULTRAzine:Puoi parlarci dei tuoi riferimenti grafici? Ci sono dei disegnatori che segui
tuttora con particolare attenzione?
PALUMBO: Andiamo per ordine. I miei modelli sono fin troppo evidenti,
Magnus sopra tutti. La mia naturale curiosità (nasco prima come
lettore e poi come autore, ovvio) mi porta a cercare un po' dovunque
la materia prima per la mia materia grigia. Ma una cosa è certa:
i miei riferimenti grafici li cerco un po' oltre l'orto fumettistico;
sarebbe un peccato altrimenti. Nutrirsi solo della stessa passione
alla fine ti rende sterile. La colpa più grande di un esordiente,
per quanto mi riguarda, è quella di fare un fumetto "con"
i fumetti di altri e basta, senza altro aggiungere di proprio, né
contaminare con differenti spunti o linguaggi: sono parti incestuosi.
A chi ama il mio disegno a china, consiglierei la visione delle
opere di Duilio Cambellotti, artista del periodo fascista, o Felix
Vallotton, sommo genio del disegno art nouveau. Cosa leggo? Chris
Ware, Charles Burns, Daniel Clowes ma anche Tezuka, Mignola, Munoz...
ULTRAzine:Tu
hai partecipato a riviste come Frigidare, Dolce Vita e Cyborg. Perché
lo spazio per pubblicazioni simili non esiste più? Sono semplicemente
cambiati gli scenari? E
ancora, dov’è finito il fumetto d’autore? O forse, dove sono finiti
gli autori?
PALUMBO: Dove sono finiti autori e riviste? Ci sarebbe da chiedersi dove
è finito il pubblico che quelle riviste acquistava. Forse legge
altro, forse i fumetti li va a cercare in libreria. Ci sarebbe poi
da chiedersi perché grossi editori di riviste, modello Espresso-Panorama,
quando c’è da parlare di fumetto fanno tanto di cappello (il fumetto
che si è emancipato di qua, il fumetto che si è emancipato di là)
ma poi non pubblicano più come in passato opere a fumetti sulle
loro pagine. Eccezion fatta per Manara o per brevi comparse di Altan
o Staino o Silver... E poi sarebbe ora di farla finita con la lagna
del fumetto d'autore. Quello che è sempre mancato al cosiddetto
fumetto d'autore è stata la figura dell'editor, colui che avrebbe
dovuto aiutare a dare una rotta produttiva e un argine di controllo
alla pletora di cazzate che per anni sono state strapagate e "straincensate"
in quanto fumetto d'autore. Se non ci sono più le riviste che hai
citato, la colpa è un po' di tutti: editori, distributori, autori,
pubblico (nel caso di Frigo ci aggiungerei una certa commissione
per l'editoria che bloccando certi congrui sgravi fiscali, bloccò
lo slancio di una rivista fondamentale... sic transeat gloria mundi).
Quelle furono riviste volute da gruppi di fumettari e di intellettuali
insieme, ma soprattutto da fumettari che volevano dare nuova dignità
al fumetto italiano e portare aria nuova nel panorama di idee e
di immagini italiano; questo livello dello scontro così volutamente
alto ha dato grossi risultati: dove sono ora autori capaci di questo?
Ma anche dove sono intellettuali capaci di dialogare con i fumettari
al fine di compiere imprese simili? E gli editori? Eccetera ecc...
ULTRAzine:Che cosa diresti ad un giovane esordiente che ti chiedesse consiglio su cosa
fare per pubblicare?
PALUMBO: Scegliere l'editore che gli è più vicino, come idee, come immaginario
e con lui edificare... Altrimenti fare il prezzolato per il miglior
offerente ma è un gioco che alla lunga forse non vale la candela
ed è sicuramente meno divertente!
ULTRAzine:Palumbo
e la Kodansha, come è successo? Che cosa pensi ci abbiano insegnato
i manga? Qual
è la tua spiegazione del loro grande successo presso i giovani?
PALUMBO: "Palumbo sei bravo, facce ride". Fatto. Vi rimando
alla lettura del mio catalogo "Jumbo" per ulteriori informazioni.
Cosa "mi" hanno insegnato i manga? Il gusto di sezionare,
smontare, ricomporre e sviluppare una sequenza con il solo uso delle
immagini; la velocità e il ritmo; il gusto del dettaglio. Credo
che tutto questo, unito a una immaginazione e a una sensibilità
dettate da una tradizione culturale radicalmente diversa dalle nostre,
porti a un livello di empatia altissima e che questo sia alla radice
del loro successo.
ULTRAzine:Come è stata la tua esperienza americana? Se non ricordo male hai chinato Sal
Velluto su un albo DC. Avendo creato Ramarro, pensi che l’icona del supereroe abbia ancora un senso?
PALUMBO: L'esperienza DC Comics è stata una esperienza sfortunata, a
causa soprattutto della situazione logistica in cui si è svolta,
ma anche a causa della cattiva organizzazione del lavoro da parte
della casa editrice. A parte questo, lavorare con Sal per me è stato
importante, perché mi ha portato a ragionare diversamente, in maniera
più professionale al mio modo di inchiostrare; peccato che l'impresa
non sia andata avanti, anche perché mi faceva piacere lavorare con
una persona amica come Sal con un oceano di mezzo...Ramarro: è sempre
stato un supereroe atipico, bizzarro, per definizione. Questo tipo
di supereroe è il supereroe che avrà sempre senso.
ULTRAzine:Un ricordo dell’esperienza in casa Bonelli. Dopo Martin Mystere ti piacerebbe
disegnare qualche altro personaggio bonelliano?
PALUMBO: No. Disegnare Martin Mystere significa disegnare tutto contemporaneamente.
Finora ho al mio attivo ho: Milano nel '400 e oggigiorno, Matera
oggigiorno e nel Neolitico, Australia, Egitto, Firenze, Twin Peaks
e la base di Altrove nell'800, dimensioni parallele e via così.
C'è un bel po' da divertirsi, non vi pare? Confesso che un numero
o due di Napoleone mi piacerebbe farli, ma il BVZM mi va bene.
ULTRAzine:Tu e Brolli un sodalizio di ferro. Come è lavorarci insieme? Quanto conta la passione nel mestiere del fumettista?
PALUMBO: Brolli oltre che un vero amico è l'editor di cui parlavo prima.
Se mi chiede di correggere qualcosa, l'80% delle volte non sbaglia.
Certo nessuno è perfetto, ma ce ne fossero...Daniele è anche l'editore
con cui ho costruito il maggior e il miglior numero di imprese personali
e alcune tra le migliori in "team". Scusate se è poco.
La passione? L'ho già detto: è tutto!
ULTRAzine:Fumetto
e Internet, qual è la tua opinione?
PALUMBO: La Kodansha ha utilizzato alcune delle storie di Cut (che sono
in uscita nella collana NoWords della Phoenix) per la rivista Morning
OnLine. Anche lì il mio editor, Yasuyuki Shin, ha fatto un gran
lavoro: effetti sonori, colonna sonora, montaggio serrato delle
singole vignette... Con editor simili e investimenti seri anche
Internet può essere un buon terreno di caccia per il fumetto.
ULTRAzine:Qualche
tempo fa Sergio Toppi ha dichiarato: “Molte volte fare l’artista
è più facile… Uno dice “Sono un’artista” e quindi… Mentre il fumettista
se disegna una cosa che non funziona, un aeroplano un po’ approssimativo
o un’auto fatta male, non se lo può permettere. L’artista può anche
cospargersi di vernice e mettersi su un piedistallo e dire: “Io
sono la statua di me stesso!”. Se io o gli altri miei colleghi
facciamo delle cose che non corrispondono a una precisa cosa, siamo
dei pessimi professionisti!”. Cosa ne pensi?
PALUMBO: Vorrei capire meglio il contesto in cui il maestro ha espresso
questo concetto che detto così mi lascia un po' perplesso. Sono
due contesti assolutamente non paragonabili l'elaborazione di un'opera
di arte contemporanea e la professionalità richiesta a un illustratore
o a un fumettista. Non capisco....
ULTRAzine:Per concludere puoi svelarci qualcosa sui tuoi progetti futuri? Hai un “sogno”
fumettistico che vorresti realizzare?
PALUMBO: I miei progetti futuri mi portano sempre più verso la multimedialità
(sto lavorando a un opera colossale in CD-Rom sulla Divina Commedia)
e verso l'illustrazione (sono copertinista della collana Junior
Gialli della Mondadori). Per i fumetti: Phoenix a tutta birra, Altrove
per la Bonelli, un tentativo in territorio francese e poi un progettone
segreto con un altro colosso del fumetto italiano... Per quanto
riguarda i sogni, ne ho fatto giusto uno che vorrei fare tanto a
fumetti... E poi sicuramente ho dimenticato qualcosa...
Quest'intervista
è apparsa originariamente sulla rivista Macchie d'Inchiostro
(Nuova Serie) #1.
Si ringrazia l'Associazione Chine Vaganti per l'amicizia
e il sostegno.
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