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Intervista
pubblicata sulla rivista inglese IDLER N. 28 (e disponibile anche
sul sito
omonimo) realizzata nel maggio 2001 da JONATHAN
ROSS, noto presentatore radiofonico e televisivo della BBC.
Lintervista appare su Ultrazine su autorizzazione degli aventi
diritto.
ROSS:
Si, penso che anche Lee lo possa ammettere adesso, no? Ovviamente
vi ha apportato molto di suo, non possiamo non considerarlo...
MOORE:
Si, intendo dire
Non so se sia per "The Sopranos"
[recente sceneggiato televisivo di notevole successo su una famiglia
mafiosa italo-americana, N.d.T.] ma recentemente mi sono ritrovato
molto attratto dall'argomento mafia...
ROSS:
Non ho ancora visto " The Sopranos", lo ammetto con imbarazzo,
perché mi sono perso l'inizio e non voglio vederlo a storia
iniziata, quindi mi sono procurato le registrazioni, e tutti ne
vanno matti...
MOORE:
È Shakespeare, sul serio. Voglio dire, sono molto molto critico
su tanti prodotti televisivi e cinematografici, ma "The Sopranos"
è come Shakespeare. I personaggi sono meravigliosi, la sceneggiatura
è incredibile. Ti invidio.
ROSS:
Beh, li ho tutti su DVD... Beh, vorrei chiederti degli aspetti commerciali
di ciò a cui stai lavorando. Mi preoccupo, come appassionato,
perché tu crei qualcosa che io adoro, come " The League
of Extraordinary Gentlemen" per esempio, e mi piacerà,
e ne comprerò probabilmente più copie perché
voglio disperatamente che continui ad essere pubblicata.
MOORE:
Beh, l'attuale situazione del settore è che tutti sembrano
pensare che il mondo stia per finire. Le testate chiudono intorno
alle 15000 copie, sai, i più venduti stanno intorno alle
100000 copie, sai questa è la fine del mondo... No, questa
non è la fine del mondo, questo è il 1982, quando
Daredevil stava a meno di 15000, e pensarono, beh, peggio di così
non è possibile, facciamo provare quel ragazzo che chiede
di scriverlo e disegnarlo, e come con Swamp Thing sotto le 17000,
diamolo a lui...
ROSS:
Quindi è questo il motivo per cui te lo assegnarono?
MOORE:
Si, perché erano sul punto di chiuderlo. Stessa cosa con
Daredevil, Ecco perché lo dettero a Frank [Miller], stava
sotto le 15000...
ROSS:
Incredibile...
MOORE:
Il più venduto era "X-Men", che vendeva circa 120000
quando la televisione arrivò negli anni '60. Fu allora che
le vendite di fumetti iniziarono a calare.
[Mentre
il cibo viene consumato e finiamo la portata principale vegetariana
- per lui un principio, per me il desiderio di impressionarlo -
la chiacchierata si sposta sul privato di Moore. Un paio di anni
fa le possibilità di sentirlo parlare consistevano solo nelle
grandi manifestazioni fumettistiche].
ROSS:
Non fumi, vero? [4]
MOORE:
Sono piuttosto felice in questo periodo. Sto cercando di smettere
di bere.
ROSS:
Davvero?
MOORE:
L'ho deciso perché ero stufo di bere, non mi divertiva più
ho provato la stessa cosa per il fumare...
ROSS:
Hai una vita sociale a Northampton? Esci spesso? O prevalentemente
stai a casa?
MOORE:
Se lo chiedessi a quella signora della radio [ho detto su Radio
Due che Northampton era la residenza del più famoso scrittore
di fumetti, con gran stupore della signora che aveva telefonato
dalla stessa città per vincere un CD di Ricky Martin], "Che
mi dice di Alan Moore?", lei potrebbe risponderti, "Oh
sì, quel tipo col bastone da passeggio e la barba, oh sì,
un tizio amabile, ho ricevuto un biglietto da lui l'altro giorno,
lo conosco molto bene..."
ROSS:
Non è un po' misantropico, questo desiderio di non mischiarsi...?
MOORE:
Probabilmente lo è, in parte perché sono parzialmente
sordo... quindi dovrai perdonarmi.
ROSS:
Cosa, ad entrambe le orecchie?
MOORE:
No, solo questa, e sono praticamente cieco in quest'occhio e praticamente
sordo in questo orecchio, così e' tutto bilanciato...Una
delle ragioni per cui ho smesso di bere è perché non
mi piacciono i pub, ed il rumore di sottofondo, e diventa un po'
difficile...
ROSS:
Sono parecchio rumorosi...
MOORE:
...e inoltre credo che durante gli anni '80, le convention
quello mi ha fatto un po' allontanare.
ROSS:
C'era un periodo in cui Watchmen era al massimo e tu eri come Dio.
Il gran Dio del Fumetto. Mi ricordo che tu apparivi e la gente impazziva.
Era un po' come con le rock-star, o le divinità, una specie
di insano livello di adulazione...
MOORE:
Già.
ROSS:
Deve essere stato strano comunque per te, ma i fan cosa ti chiedevano,
in cosa consisteva lo scambio?
MOORE:
Um, non lo so... voglio dire, sono una persona molto trasandata,
non mi importa di rasarmi per parecchie mattine. Comunque questo
sembra dia una certa parvenza messianica...
[Mi
fissa un po' alla Manson. Charles, non Marilyn, naturalmente].
ROSS: Soprattutto se fai così con gli occhi, Alan...
MOORE:
Sì!
ROSS:
No, mi piace, prosegui, va bene...
MOORE:
E' tutto fatto con innocenza, ma loro cospirano ...
ROSS:
Questo è dove entra in gioco la mitologia, immagino, perché
le persone come me che non ti conoscono, ma conoscono ed amano il
tuo lavoro, faremo e conserveremo sempre delle teorie e delle idee
personali su di te... ho sempre pensato che portassi i capelli così
perché non volevi perdere tempo... l'ornamento e la vanità.
MOORE:
Beh sì, non posso gingillarmi con tutto ciò...
ROSS:
...e stai diventando vecchio, perché quanti anni hai? 47?
MOORE:
Già...
ROSS:
Anche il processo di invecchiamento ti rende cosciente del limitato
tempo che ti rimane? È in qualche modo un fattore?
MOORE:
No, no davvero. Sono venuto ai patti con la morte da parecchio.
Ho avuto un periodo di tre settimane quando avevo 10 anni durante
il quale ho capito piuttosto bene che tutti moriamo.
ROSS:
Morì qualcuno, allora?
MOORE:
Umm, non ricordo. No, credo fosse solo l'idea che anche io potessi
morire.
ROSS:
Eri piuttosto giovane per pensare a questo...
MOORE:
...sai che ci saranno feste a cui non verrò invitato, avverranno
grandi cose e giorni assolati che io non vedrò, e come sarà
possibile?
ROSS:
È una fregatura, no?
MOORE:
E' lo stesso con la magia. Io non ho un credo religioso, al più
il contrario della religione. Religione significa che credi le stesse
cose a cui crede un gran numero di persone, e questo mi sembra innaturale,
abbiamo delle menti differenti.
ROSS:
Quando dici magia stiamo parlando di magia teatrale o stiamo parlano
di Magia?
MOORE:
Beh, stiamo parlando di tradizione della magia, che include John
Dee, ed include l'artista Vittoriano Austin Osman Spare. Include
anche Crowley, anche se inserire il suo nome probabilmente elimina
un sacco di altre associazioni...
ROSS:
La cosa si porta dietro del bagaglio in più.
MOORE:
Già, ci sono tanti di questi piccoli stronzi satanisti che
gironzolano e sono prevalentemente dei borghesi che vogliono circondarsi
con il fascino del male, e quindi dicono quanto è grande
William Burroughs come scrittore solo perché ha sparato alla
moglie e quanto doveva essere profondo Charlie Manson...
ROSS:
Quindi, qual'è la tua idea dell'aldilà? Voglio dire,
stai tirando fuori le tue energie riversandole nel tuo lavoro, così
che sopravvivrai comunque. Ti sei garantito un centinaio di anni
o più dopo che te ne sarai andato, Alan, se la gente continuerà
a stampare.
MOORE:
Beh, della posterità non mi importa granché ...
ROSS:
Ma in un certo senso sarai ancora in contatto con le persone.
MOORE:
Ma ciò sarà vero se ricorderanno il mio nome o no...
ROSS:
Se non ci fossimo incontrati oggi, io interagirei con te dopo la
tua morte nello stesso modo in cui ho sempre fatto durante la tua
vita...
MOORE:
Riguardo all'aldilà, la mia idea è che probabilmente
avrai una vita migliore se supponi che ce ne sia una sola.
ROSS:
Già...
MOORE:
È probabilmente meglio vivere come se la morte si trovi a
pochi passi...
ROSS:
Non solo è imminente, ma irrevocabile, e questo è
tutto
MOORE:
Ma riguardo a quel che succede dopo la morte: nel tipo di magia
che ho fatto, che è una specie di magia molto pratica, manuale,
c'è un po' di verità in ciò. Molti scienziati
suppongono che ci sia molto più nell'universo di quanto dicano
le nostre teorie. Gli spiriti ed il mondo oltre il nostro corpo
saranno sempre aldilà della verifica della scienza, ma voglio
puntualizzare che tra le cose che sono aldilà della scienza
è chiaro che in termini scientifici la mente è
un vero problema. I biologi sperano di essere capaci di provare
che la coscienza che sta dentro le nostre teste sia una sorta di
prodotto dei processi biologici, e questo li renderebbe molto molto
felici perché la coscienza di per se è intangibile.
Non possiamo riprodurla in laboratorio, non si può neppure
provare scientificamente che chiunque di noi è cosciente.
ROSS:
Non puoi spiegare scientificamente perché ognuno di noi ce
l'ha, perché ne hai bisogno...
MOORE:
Ancora meno puoi spiegare quel che produce, come la matematica,
da dove viene? Neppure gli scienziati lo capiscono, ma i biologi
pensano: sì, proveremo che la coscienza è spiegata
dalla biologia, e sarà bello perché la biologia è
una scienza basata sulla chimica, che è quel che fa spruzzare
tutte le ghiandole e gli enzimi. E sarà bello perché
la chimica è una scienza di base, e la ragione per cui la
chimica è vera è perché è basata sulla
fisica, che è il modo in cui le cose funzionano, e la fisica
è vera perché è tutta basata sulla fisica quantistica.
Sfortunatamente la fisica quantistica dice che la mente incide sugli
eventi su un livello quantico, quindi non puoi liberarti della mente,
è sempre presente.
ROSS:
Una volta scesi a quel livello...
MOORE:
Esattamente, è sempre lì.
ROSS:
Non possono davvero spiegarlo.
MOORE:
E quindi, tendo a pensare, non so, non credo che la cosa che chiama
se stessa Alan Moore sopravvivrà alla morte, credo sarebbe
piuttosto orribile se lo facesse, perché questa è
la personalità che funziona qui, questa è la personalità
che ho sviluppato essendo in questo posto, e l'idea che resista
per sempre...
ROSS:
Mette un po' i brividi...
MOORE:
La personalità, l'intelletto, le emozioni, i sogni, il corpo:
tutto questo è la personalità inferiore. Penso che
la porzione di noi che sopravvive è la parte superiore. Penso
che, sì, ci sia un'anima, ma penso che ce ne sia una sola,
e che siamo tutti una parte di lei, siamo tutti tributari dello
stesso oceano, e che forse quando questo tributario si asciuga c'è
ancora l'oceano. Tu hai perso la tua identità individuale
che dopotutto è solo di una vanità fugace.
ROSS:
Già.
MOORE:
Ma non so, Jonathan. Questo è quel che suppongo,
ROSS:
Naturalmente, ma in un certo senso questo è ciò che
è la fede, no?
MOORE:
Si, ma preferisco non aver fede nelle idee, quindi sono più
un agnostico. Credo in qualcosa se l'ho vista coi miei occhi...
ROSS:
Quindi in qualche modo queste tue esperienze, o le persone con cui
sei stato, ti hanno costretto in questa direzione.
MOORE:
Già, ed ho provato ad interpretarle e questo mi ha portato
a conclusioni differenti. E' una cosa in corso.
ROSS: Vediamo di ritornare ancora sulla mitologia di Alan Moore.
Sei sposato? O convivi con Melinda?
MOORE:
Mi sono sposato a circa vent'anni, ed io e mia moglie ci siamo divisi
circa nel 1989. Ho incontrato Melinda un anno dopo. Io e Melinda
non viviamo insieme perché lei è una artista ed io
sono uno scrittore, entrambi troppo mentali. Ma ci vediamo molto.
La incontro soprattutto perché
voglio fare un fumetto erotico, pornografico [il fumetto in questione
è Lost girls, N.d.T.], e l'idea di farlo con dei tizi...
ROSS:
Ha ha.
MOORE:
Questa è la cosa più ovvia, perché io molto
raramente lavoro con delle donne, penso che Melinda sia la prima
donna con cui ho lavorato...
ROSS:
Non ce ne sono molte nel fumetto, vero?
MOORE:
No... e certamente non ce ne sono molte che possono disegnare bene
come Melinda, quindi questo da una vibrazione totalmente differente.
Se lo avessero fatto due maschi, avrebbe inevitabilmente un sapore
di spogliatoio...
[Abbiamo
parlato di un sacco di altre cose, e di fumetti ed autori troppo
oscuri per infliggerveli. Ho lasciato Alan alla stazione e sono
tornato a casa per rileggermi ognuna delle sue pubblicazioni che
sono riuscito a trovare. Rileggendo la trascrizione del nostro incontro
ho realizzato che avrei potuto fargli un migliaio di domande migliori
- avrei potuto sondare e affrontare il suo intimo, avrei potuto
esporre le sue speranze ed i suoi sogni, soffermarmi sui suoi rimpianti.
Ma fanculo! Era Alan Moore! Siete fortunati che sia riuscito ad
articolare anche una sola frase semi-coerente.
Ora, se solo "Idler" mi potesse organizzare un incontro
con Elvis, morirei felice domani stesso].
NOTE
- a cura di Marcello Albano
[4]
"Non fumi, vero?" Bah, forse prima
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