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Di Sinatra e d'altro

a cura di Massimiliano Turco

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James Kochalka

L'orribile verità sui Fumetti

 

 

 

 

 

 

 

SinatraIGORT è uno degli artisti italiani più apprezzati nel mondo ed ha visto i propri lavori tradotti in ben sette lingue. Con un'attività ventennale alle spalle e una instancabile voglia di sperimentare e di innovare ha pubblicato su tutte le più importanti riviste italiane. Recentemente ha fondato la casa editrice Coconino Press proponendo una scelta intelligente di volumi che spaziano tra Europa, Giappone e America e che mostrano il fumetto come "forma contemporanea di romanzo".

Parliamo di Sinatra, uno dei tuoi lavori più recenti. Come è nata questa storia e cosa rappresenta per te?

Come molte delle storie che ho fatto negli ultimi dieci anni, nasce dai miei viaggi. È la storia di un loser, un perdente, un italo-americano che si trova immischiato in una vicenda molto più grande di lui da cui uscirà in maniera abbastanza drammatica. È un noir e rappresenta personaggi italiani come tutta una serie di personaggi che racconto da diverso tempo. È anche una considerazione sulla vita della nostra comunità, o di un suo esponente, in una città tentacolare e gigantesca come New York.

SinatraDa dove deriva l'originale e poetica scelta grafica di utilizzare solo tre colori - il bianco, nero e campiture d'azzurro?

L'idea di utilizzare la bicromia è una dichiarazione d'amore nei confronti della stampa nella sua versione più povera. Negli anni '50 c'erano in Italia i fumetti dell'Uomo Mascherato o di Mandrake che avevano questa caratteristica ed usavano il rosso come colore aggiunto. Per me è invece l'azzurro perché rappresenta la notte ed è un elemento di suggestione. Il bianco e nero è il fumetto classico nella sua versione più semplice e anche più comunicativa. Amo questo genere di cose ed aggiungere un colore è un modo per lavorare sull'atmosfera della storia. L'idea del racconto per atmosfere, per situazioni è uno degli aspetti che più mi interessano in questa fase del mio lavoro a vent'anni dai miei esordi.

Hai collaborato con case editrici di tutto il mondo. Quanto hanno influito concepire la narrazione per immagini i Suoi soggiorni in Francia, Giappone e i contatti con l'America?

Dal Giappone ho sicuramente imparato delle cose che mi piacciono riguardo la qualità del racconto intesa come dilatazione dei tempi che sono sicuramente diversi dai nostri. Sono tempi più lenti e cadenzati. Mi interessa utilizzare i meccanismi del noir e dilatarne delle fasi, dei momenti che di solito sono invece sincopati.

Dall'America ho preso l'amore per la cultura pop, per il fumetto delle origini, quello degli anni '30 e '40.

Dalla Francia e dall'Europa in generale, ho preso la sensibilità. Credo d'essere profondamente europeo, nonostante sia un viaggiatore che ama mischiare le proprie radici con culture aliene.

SinatraChe cosa significa per te fare Fumetto?

Fare fumetto significa raccontare storie. Per me il fumetto è la forma contemporanea di romanzo, un romanzo che sposa un linguaggio visivo molto forte con uno letterario che può essere però centellinato. Lavoro molto per sottrazione: mi interessano poche parole, un buon rito e delle immagini che parlano.

La Coconino Press: perché una tua casa editrice?

Nei miei viaggi ho notato dei lavori molto belli, che mi sono piaciuti e mi domandavo perché non venissero pubblicati anche qui da noi. Partendo da questa domanda, ho parlato con degli amici, tra cui Carlo Barbieri e Simone Romani, e abbiamo deciso di fondare la Coconino con l'intento di proporre alcuni di questi volumi perché sarebbe un vero peccato che non venissero conosciuti anche in Italia.

Si fa un gran parlare del Web e delle sue molteplici applicazioni: pensi che il futuro del Fumetto possa essere on line?

Non il futuro del fumetto, ma una faccia del fumetto sicuramente. Credo che la possibilità di lavorare anche con l'interazione del fruitore sia fondamentale. Dall'altra parte il fumetto si può dire sia videogenico e mostrarlo on line è un'idea molto bella. Non nascondo che anch'io sto sperimentando: mi interesserebbe affiancare della musica alla lettura, un elemento che non può essere presente nel fumetto su carta e che, a mio parere, può essere una buona strada.

 

Questa intervista è stata originariamente raccolta nel mese di Settembre 2000, in occasione della mostra bolognese delle tavole originali di Sinatra.

 
   

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