[Intervista
a Alessandro Bilotta]
[Intervista
a Pinocchio]
[Giulio Maraviglia:
il film]
Carmine
di Giandomenico è un disegnatore
straordinario, uno dei disegnatori italiani più esaltanti
che mi sia mai capitato di ammirare. Questo fin dai suoi esordi
su Examen, supereroe italiano di Nova Roma partorito dalla fertile
mente di Daniele Brolli per la Phoenix qualche anno fa.
Un segno dettagliato
senza mai essere eccessivo, equilibrio della tavola, dinamismo e
espressioni facciali perfette: nulla manca nel bagaglio tecnico
di questo talento italico. Misteri dell'editoria è sparito
per diverso tempo per ritornare, con i fuochi d'artificio delle
sue matite incantate, su un piccolo-grande progetto d'assalto: Montego
e Giulio
Maraviglia. Un
grande disegnatore con una dote rara: "raccontare" a fumetti.
Ricordo d'aver ammirato per la prima volta i tuoi disegni su Examen,
miniserie (di 4) edita dalla Phoenix. Era, credo, il 1994, ed Examen
era uno dei personaggi cardine di Italia XXII Secolo, progetto
d'universo supereroistico ambientato nel futuro del nostro Paese.
Un'idea interessante, con momenti riusciti, ma in definitiva un
po' pretenziosa. Nelle
note di presentazione dell'albo Daniele Brolli e Giorgio Lavagna
scrivevano di te: "Destinato a diventare un pioniere e un
maestro del nuovo fumetto di supereroi italiani […] non è
uno dei tanti imitatori dei supereroi americani … è una star
italiana che inaugura una nuova era del fumetto di supereroi…".
Un giudizio lusinghiero non c'è che dire.
Come è stata
l'avventura alla Phoenix? Cosa ti ha dato?
L'avventura con la
Phoenix è stata meravigliosa, è come il primo amore,
non lo si dimentica mai; le emozioni e le speranze di un esordiente,
che si ritrova di fronte a ciò che ha sempre sognato, lavorare
nel campo dei fumetti. La mia forgiatura è stata realizzata
da Daniele Brolli; il quale ha creduto in me, facendomi da maestro;
consigliandomi i punti in cui migliorare le mie qualità;
allora molto confuse. Oggi, pensando a quel periodo, posso dirti
con certezza che le emozioni lasciate sono di gioia, malinconia-tristezza;
le emozioni che prova un figlio che abbandona la sua famiglia per
vagabondare; senza perdere mai il rispetto e la gratitudine per
le persone senza le quali oggi non farei ciò che sto facendo…
fumetti.
Perché
è finita e, chiusura della casa editrice a parte, non fosti
tu a disegnare la seconda mini di Examen?
No. Non sono stato
io a disegnare la seconda miniserie di Examen in quanto la nostra
collaborazione era già finita. Posso dirti che forse non
c'è stato dialogo per potersi chiarire; inoltre forse sono
stati altri a parlare per nostro conto; alterando sia le vicende
che i rapporti personali. Questa potrebbe essere un'ipotesi. So
soltanto che ero in attesa di partire a disegnare la miniserie di
Protos; ma la sceneggiatura non è mai arrivata. Comunque
sia, ero molto giovane e i pezzi di vetro possono essere confusi
con diamanti. Non porto rancore, penso solo a essere il più
professionale possibile; e a non credere a nulla senza un fondamento
concreto.
Che
ne pensi dell'archetipo del supereroe? Che cosa significa per te?
Iniziando devo fare
una premessa. Oggi non farei fumetti, se non fossero esistiti i
supereroi. In quanto al loro archetipo; a mio giudizio vedo che
nelle maggiori produzioni sono troppo spesso ripetitivi; saturando
così le loro vere potenzialità narrative. Gli unici
che sono riusciti a non cadere a queste costrizioni dettate dai
loro stessi editor sono stati autori come Moore, Miller, Loeb e
pochi altri. Loro sono riusciti a dare a tutti i personaggi un'identità
rafforzando il simbolo del supereroe; rendendoli dei. Infatti, la
figura del supereroe è quella di un Dio! LUI CHE PUÒ
TUTTO… (non sempre) cogliendo il carisma e la bellezza dell'archetipo
classico; come gli dei dell'Olimpo. Infatti si può dire che
grazie alle figure dei Zeus, Apollo; Ade, Marte, Giunone, ecc… e
alle loro gesta narrate, oggi abbiamo la figura del supereroe. In
fondo questa figura non è che mito come lo è la stessa
mitologia. Essi scaturiscono lo stesso fascino e carisma degli dei
studiati a scuola. Senza dimenticare che comunque essi erano anche
fragili, con le stesse debolezze umane per quanto riguarda i rapporti
sociali. Questo tipo di influenza ha caratterizzato la figura del
supereroe rendendola eterna e innocente, dove solo i giovani e chi
lo è rimasto riescono ad incontrarli lasciandosi trascinare
dalla passione che possono suscitare. Quindi quando si parla di
supereroi "creandoli o interpretandoli", non bisogna pensare
che si stia realizzando o criticando una storiella di ventidue pagine,
ma che si sta delineando una nuova epica; la nuova MITOLOGIA.
Successivamente
hai lavorato per la Marvel Italia. Un tuo bilancio di quel periodo.
Con la Marvel Italia
sono stato bene; o forse sono stati loro a stare bene con me. All'inizio,
giustamente erano un po' come San Tommaso; ma poi l'iceberg si è
sciolto, e con loro ho realizzato vari progetti tra cui: i caratteri
dei personaggi "Gemini" della miniserie Europa; un set
di cards stile adventure una delle quali è stata utilizzata
come cover per l'Uomo Ragno Pocket e in ultimo un albo di 55 pagine
bianco e nero di Conan il barbaro, su sceneggiatura di Chuck Dixon
per la collana Conan il conquistatore (non capirò mai perché
non lo abbiano pubblicato in Italia). L'unica cosa di questo periodo,
è che devo ringraziare la Marvel Italia di avermi fatto lavorare
in tempi strettissimi facendomi così capire a che velocità
posso realizzare un albo. Poi comunque devo ammettere che non condivido
oggi come oggi, le loro scelte editoriali; ma questi non sono fatti
miei.
Poi, come scrive
Alessando Bilotta nel suo affilato editoriale di Giulio Maraviglia
II, sei "[…] scomparso dalla circolazione. Misteriosamente
ignorato dalle case editrici". Che
cosa è successo? Come
hai resistito a questo "silenzio" e continuato a credere
nelle potenzialità del Fumetto?
Che io sia scomparso
è dovuto al fatto che ho avuto altre esperienze nel campo
del cinema; ma soprattutto perché per tre anni e mezzo mi
sono dedicato a un progetto riguardante il cantante Claudio Baglioni.
Un'esperienza in cui tutte le mie energie sono state risucchiate…
Il progetto non è stato relizzato; ma non per volere di Baglioni,
il quale era entusiasta dell'idea e dell'opera; ma dei dirigenti
della Sony per ricerche di mercato. Comunque non ho mai cancellato
l'amore che ho per il fumetto; questo mezzo di espressione pura;
che i critici, lo vogliano accettare o no, non interessa; è
arte narrativa. Ripeto: arte! Prendiamo esempio dalla Francia.
Poi
c'è il periodo buio; dove ho cercato di ripropormi alle maggiori
case editrici italiane; sempre la stessa risposta "richiama
tra una settimana". In fondo li capisco, sono stato assente
all'appello e le mie produzioni fumettistiche erano minime. Ammetto
che stavo per mollare tutto… poi sulla mia strada MONTEGO e come
è andata… lo hai tra le mani… Come abbia resistito a quel
periodo non lo so…; ammetto che ho avuto delle crisi e, non mi vergogno
a dirlo, ho pianto e tanto. Era come se qualcosa si fosse rotto,
come se fosse finito un amore; lo so la definizione è forte,
ma solo chi disegna può capirmi… Ma c'è qualcosa dentro
è come un fuoco che devi controllare senza mai scottarti;
quello è il tuo io e devi lasciarti guidare. Lo so forse
sembro un santone a parlare così ma è quello che ho
vissuto sulla mia pelle; e delle volte mi piace paragonarmi al primo
Rocky, nella scena dell'incontro; dove viene riempito di botte e
cade al tappeto; ma alla fine, SI RIALZA sempre… finché ne
ha la forza… e come lui non mi importa di diventare un mito che
non sono e non voglio essere. Voglio solo far bene il mio lavoro:
"disegnare"; soprattutto narrare; narrare storie fumetti.
E
arriviamo all'oggi: la tua collaborazione con Alessandro Bilotta
e l'idea di Giulio Maraviglia.
Cosa ti ha colpito in questo piccolo-grande progetto? Qual
è stato il tuo contributo all'ideazione della storia? Come
è il tuo rapporto con Bilotta "sceneggiatore" ?
Mettendoti per un momento
dalla parte del lettore, quale credi sia la qualità più
importante di una operazione come Giulio Maraviglia sia a livello
narrativo che di proposta editoriale?
Ciò che mi
ha colpito subito del progetto Giulio Maraviglia è stata
senza dubbio l'innocenza e la freschezza, sia dello scenario che
dei personaggi, che nello stesso tempo sono complessi come un cubo
magico dove puoi incrociare e creare milioni combinazioni; di situazioni;
personaggi; uno schema perfetto per raccontare qualsiasi storia.
Il mio contributo all'opera è quello di dare supporto grafico,
cercando di focalizzare al meglio le visioni di Alessandro rispettandole
al massimo. Ma il rapporto tra noi due, non è solo di lavoro;
ma bensì legato da un'amicizia nata dalle nostre passioni
in comune; un'amicizia come quella di Batman e Superman, che ci
permette di lavorare con un'intesa rara da trovare. Infatti noi
dialoghiamo molto; è questo il nostro segreto; venirsi incontro
per CAPIRE; come AGIRE; INTERVENIRE… per dare il massimo; e questo
il pubblico lo ha capito. Infatti la forza di Giulio Maraviglia
è che sia Alessandro che io prima di realizzare la storia
pensiamo proprio come dei lettori appassionati. Editorialmente la
Montego garantisce una qualità che oggi pochi possono offrire
al fumetto ITALIANO, e sia i critici che i lettori hanno apprezzato;
li ringrazio di tutti i complimenti rivolti a questo piccolo mondo
che Alessandro in prima persona ed io abbiamo presentato; promettendo
che le sorprese non si fermeranno soltanto con il numero tre.
Facciamo un passo
indietro. Quali sono gli autori e le opere, non solo in campo fumettistico,
che ti ispirano?
Il fumetto è
già qualcosa che colpisce-ispira; poi bisogna vedere chi
lo realizza; senza dubbio Moore è la persona più visionaria
e ricercatrice, anzi è meglio definirlo così… lui
è l'ANALISI. Poi c'è Miller; il viaggio introspettivo
della personalità; la ricerca dei sentimenti del personaggio;
lui è la PASSIONE. Per quanto riguarda graficamente tutto
ciò che mi attrae per la maggior parte deriva dai disegnatori
americani; e si vede dall'influenza avuta nel mio tratto; senza
mai dimenticare i grandi francesi come Moebius, Gimenez, Hermann,
ecc. Mentre per il mercato italiano il mio mito è il disegnatore
Corrado Mastantuono; lui è il DISEGNO italiano; lui è
il disegnatore per eccellenza, basta vedere come passa da un genere
all'altro; il suo eclettismo è sconvolgente; lui è
il disegnatore italiano completo. Inoltre però prima di tutto
ciò a dare ispirazione, secondo me, è la MUSICA in
genere, l'unica forza ispiratrice per chiunque; perché tocca
corde intime con le sue vibrazioni che prendono tutto il tuo essere;
non solo gli occhi.
Quali
fumetti leggi attualmente e perché?
Attualmente non seguo
molto i fumetti visto gli impegni, ma ammetto che il richiamo all'edicola
mi ha sempre accompagnato; ma ciò che ho di fronte spesso
non mi attrae; è molto raro, e l'unica cosa che sto attendendo
con ansia è la miniserie "Daredevil: Yellow" che
a mio avviso va oltre a qualsiasi altra interpretazione di questo
personaggio a cui il lettore sia stato abituato fino ad oggi.
Cosa significa
essere un "disegnatore di fumetti"?
Domanda da un MILIONE
di dollari… e tu, ad essere Smoky Man? Scherzo… a dirti il vero
cerco di essere solo me stesso; tengo presente da dove sono partito,
e dove sono arrivato da SOLO; senza nessunissima pretesa di divismo
che purtroppo oggi vedo in alcuni. Non dimentichiamo mai le ORIGINI
perché poi è difficile compiere un BORN AGAIN, io
l'ho già fatto per modo di dire… e dico che è dura.
Adesso sono solo contento che il mio lavoro e quello di Alessandro
siano apprezzati e di vedere persone appassionate che mi ricordano
il mio esordio. Vi ringrazio tutti perché se esisto ora è
merito vostro. GRAZIE.
Prima
o poi ti vedremo nei panni di autore completo?
"Autore completo"
mi piacerebbe molto; per dimostrare che ho qualcosa da raccontare
anch'io; e soprattutto di non essere considerato una semplice macchina
operaia… Infatti sto lavorando ad una mia storia di circa novanta
pagine; senza alcuna pretesa nei confronti di grandissimi sceneggiatori;
sarà dura. Sarà una storia semplice e complessa; per
tutti e per "Nessuno".
Hai un sogno "a
fumetti" che vorresti prima o poi realizzare?
Sogni da realizzare
ne ho molti ma i primi due più grandi, sarebbero di disegnare
una miniserie per due personaggi opposti, Superman è il primo
e Devil è il secondo. Ma sto fermo con i sogni perché
spesso restano tali; ma chissà forse un giorno, un colpo
di fortuna…
Molti
autori utilizzano anche software di grafica, tipo Photoshop, per
realizzare i loro lavori? E tu? Credi che siano uno strumento in
più a disposizione dell'artista o invece si tratta di una
moda di cui spesso si abusa?
Innanzitutto non
è una moda; è una realtà! Il computer è
utilissimo. Per valorizzare l'INVENTIVA di un disegnatore; ripeto
inventiva… perché a mio avviso nonostante i milioni di programmi
utilizzati ci vuole sempre il classico polso umano… io personalmente
non ne faccio uso; e forse è un freno; ma il tutto (mano
e macchina) deve essere miscelato nella giusta misura. Non bisogna
frenare questo nuovo modo di lavorare perché ricordiamoci,
l'Arte non ha freni.
Per finire, qual
è la tua opinione sull'annosa questione della "crisi"
del Fumetto italiano? Da parte mia vedo un proliferare di case editrici
che propongono solo materiale estero di tutti i generi, le edicole
sempre più vuote o con i fumetti relegati in qualche angolo
e le fumetterie che scoppiano di albi, e "roba" orripilanti
come Jonathan Steel e Gregory Hunter che hai i suoi lettori mentre
serie intelligenti come Hammer non le ha mai sentite nessuno… che
fare?
Il potere di cambiare
la situazione del NOSTRO mercato non dipende da uno sceneggiatore,
disegnatore o casa editrice; certo se quest'ultima ha un capitale
notevole è avvantaggiata; ma a decidere le sorti di questa
situazione sono i lettori come me e te che a mio avviso dovrebbero
farsi sentire fortemente nei confronti dei prodotti non apprezzati;
non dimentichiamo comunque anche chi li distribuisce e vende. Per
questi ultimi molto spesso ci sono persone non competenti. Quindi
siete voi a decidere, quindi iniziate ad esprimervi sempre dando
giudizi su ciò che comprate; e vedrete che se alzerete la
voce le cose cambieranno; spero; questa è una mia ipotesi
perché se oggi mi trovo qui sulla nave Montego è grazie
a voi lettori appassionati, siete voi a decidere chi sale e chi
scende; non solo con gli autori e case editrici, ma bensì
anche con il mercato.
smoky thanks per
il tuo tempo e disponibilità!
Ringrazio te per
esserti ricordato dei miei esordi. Ti faccio i miei migliori complimenti
per Ultrazine, spero di poterti incontrare presto e scoprire la
faccia dietro alla sigaretta!

[Ammira il Miracleman
disegnato da di Giandomenico nello
speciale dedicato ad Alan Moore!]
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