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L'intervista
è stata raccolta il 1° agosto a Cagliari durante un informale
incontro tra alcuni componenti e amici di Ultrazine e sei protagonisti
dell'attuale scena fumettistica: IGORT, LEILA MARZOCCHI,
DAVID B, GIOVANNA ANCESCHI e STEFANO
RICCI (fondatori della rivista Mano), OTTO
GABOS.
Allegati all'intervista, alcuni degli sketch realizzati dagli artisti
presenti durante la serata.
| David
B. (David Beauchard) |
Nato
a Nimes nel 1959, dopo un primo momento in cui crede opportuno
di orientarsi verso la pubblicità, David Beauchard
opta definitivamente per il fumetto. Alcuni suoi lavori da
soggettista vengono pubblicati in raccolta dall'editore Glénat
e a metà degli anni ottanta il suo nome figura nei
sommari di importanti riviste del settore.
Ormai affermatosi a livello nazionale, nel 1990 adotta il
diminutivo di David B. ed è tra i membri fondatori
de L'Association. Sotto questa etichetta lavora alla
rivista "Lapin" e firma "La bombe familiale",
una piccola raccolta della collezione "Patte de Mouche",
e "Le Cheval Blême", che riceve una nomination
all'Alph'Art Coup de Coeur del Festival di Angoulême
(opera nella quale traspone in forma di fumetto i suoi incubi
più personali). Autore prolificissimo, attualmente
i suo lavori continuano senza sosta ad apparire per le maggiori
case editrici del settore.
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10
anni dell'Association, qual è il suo bilancio?
Un
bilancio? Non saprei
L'Association fa lavorare più
di 50 disegnatori, abbiamo pubblicato oltre 100 libri e autori di
molti paesi diversi. Abbiamo anche fatto un lavoro di riscoperta
di autori che erano stati dimenticati, come Gebert, Forest, Mattioli
L'Association funziona molto bene e il suo successo è andato
al di là delle nostre stesse aspettative. Abbiamo successo
nonostante noi stessi: non abbiamo un servizio stampa, non facciamo
alcuna pubblicità e
i libri si vendono da soli.
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L'Association
venne creata a Parigi nel mese di marzo del 1990 ad opera
di Jean-Christophe Menu, Stanislas, Matt Konture, Killofer,
Lewis Trondheim, David B e Mokeït. Ha
pubblicato regolarmente la rivista Lapin e numerosi titoli
di opere a fumetti. Si tratta di una delle più grandi
case presso i piccoli editori. Il loro catalogo è oggi
vastissimo.
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Quando
siete partiti con l'Association pensavate che ci sarebbe stato un
pubblico interessato ai vostri lavori?
L'Association
ha visto tornare a sé quei lettori che avevano abbandonato
il Fumetto negli anni '80 perché non trovavano più
alcun interesse per i lavori che venivano pubblicati. Ci dicono:
"Grazie ai vostri lavori troviamo finalmente dei fumetti che
abbiamo voglia di leggere".
E allo stesso tempo abbiamo attirato dei giovani lettori che grazie
all'Association
hanno scoperto il Fumetto.
Che
cosa è il Fumetto per David B?
Il
Fumetto è una forma di scrittura che funziona con i disegni
e il testo. Per me la storia ha molta importanza. Non sono un grande
fan degli autori che dedicano molta attenzione al disegno. Del fumetto
con una tendenza estremamente estetizzante. Per me l'importante
è raccontare storie. Il fumetto permette di raccontarne di
tutti i tipi e con l'Association cerchiamo di andare in direzioni
inedite e inesplorate.
Ho
amato molto il suo Cronaca del Grande Male, uno dei pochi
libri - tra la sua poderosa produzione - pubblicati in Italia. È
una storia forte, intensa. Quanto tempo, quanta riflessione c'è
voluta per realizzare un'opera così importante?
Circa
20 anni dal momento in cui ho lasciato la casa dei miei genitori
per andare a studiare disegno a Parigi. Ho sempre pensato che quella
vicenda fosse un soggetto perfetto per una storia.
La nascita dell'Association è stata la molla decisiva. Ha
permesso che prendessi finalmente la decisione di realizzarla a
fumetti; finalmente c'era l'editore ideale per pubblicare un lavoro
simile.
Quali
sono i progetti a cui sta lavorando? So che non sono solo progetti
autobiografici
Scriverò
una storia per Igort, il più grande disegnatore del mondo
[ridiamo]
ho molti progetti nel cassetto sia sceneggiature
per altri disegnatori - oltre ad Igort, Stefano Ricci, Mezzo, lo
svizzero Thomas Ott - che progetti personali, non solo autobiografici,
anche di fiction. Mi piace lavorare contemporaneamente su più
progetti prima di disegnarli.
Ha
un metodo di lavoro molto particolare. Può raccontarcelo?
Dedico
molto tempo alla sceneggiatura e lavoro su più progetti contemporaneamente.
Prendo appunti e faccio diversi dossier per ciascun progetto. Questa
fase può durare 2, 5, 10 anni
dipende. A un certo punto
il soggetto da affrontare è pronto nella mia testa. Gli appunti
mi servono come traccia. Non ho l'abitudine di scrivere una sceneggiatura
dettagliata in precedenza ma inizio a disegnare delle scene e nel
frattempo continuo ad elaborare lo script. Come ho detto prima,
per me il Fumetto è una scrittura che fonde testo e disegno.
Non posso prima scrivere e poi disegnare ma faccio le due cose nello
stesso momento. Disegno subito delle vignette, ci metto i testi
e poi faccio dei bozzetti per i personaggi. Lavoro per sequenze.
Faccio una sorta di story-board e se ho delle modifiche da fare
le faccio quando sono nella fase in cui definisco la matita, poco
prima di inchisotrare. Cerco di fare in modo che il mio lavoro non
sia mai del tutto terminato, per evitare la noia e la routine. Il
disegno non deve essere pura esecuzione, cerco di lasciarmi sempre
qualcosa da scoprire. Una volta terminata la matita inchiostro.
Cerco di lavorare evitando la noia e la routine.
In
tutto questo lavorare, ha ancora tempo per leggere fumetti? Quali
sono le letture che ultimamente l'hanno più colpita?
Visto
che sono in vacanza ospite di Igort ne approfitto per leggere i
fumetti della sua biblioteca: fumetti italiani degli anni '70 come
Alter, Linus o Eureka. Scopro anche albi americani
o manga.
Altrimenti rileggo sempre le stesse cose che mi piacciono, faccio
lo stesso anche per la letteratura.
Gli autori? Igort, Munoz e Sampayo, Guido Crepax, Hugo Pratt, Mezzo,
alcuni autori dell'Association.
Blueberry di Giraud e Charlier è una bella serie d'avventura.
Certe cose di Hermann come Comanche
le sceneggiature
di Greg all'inizio erano molto belle.
Lo Sconosciuto di Magnus. Maruo. Ikkyu di Sakaguchi
Clicca
nelle icone qui sotto per ingrandire gli sketch
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David
B
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Otto
Gabos
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Igort
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Stefano
Ricci
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