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L'immaginazione al potere

Intervista a
MARK CRILLEY

di Smoky Man
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UltraCOMICS

James Kochalka

L'orribile verità sui Fumetti

 

 

 

 

 

 

 

Mark Crilley è il creatore di AKIKO, l'acclamata serie pubblicata dalla Sirius Entertainment - a partire dal 1995 - che vede protagonista una bambina e la sua banda di amici a spasso per lo spazio in mille meravigliose avventure.
Il fumetto è attualmente una delle migliori letture del panorama fumettistico americano con un irresistibile mix fatto di fanciullesco sense of wonder - che richiama classici come Il Mago di Oz e Alice nel Paese delle Meraviglie - , raffinate tecniche narrative e un disegno leggero e accattivante.
Akiko ha ricevuto numerosi premi e ha generato una serie di libri per ragazzi - edita da Random House con notevole successo - che adattano in forma di romanzo le vicende a fumetti.
Ulteriori informazioni su Mark Crilley e la sua serie su:
http://www.geocities.com/athens/olympus/6912/ [la sua homepage]
http://www.comicsworthreading.com/comics/akiko.html [Akiko Fan Site]

Per un'anteprima di Akiko clicca qui o sull'immagine sotto e… buona Ultra-lettura!!!

 

Akiko sul pianeta Smoo

 

AKIKO NEL PAESE DEI FUMETTI
LIBERTÀ DI FUMETTO

AKIKO NEL PAESE DEI FUMETTI

Quando hai avuto l'idea di Akiko? È vero che tutto iniziò quando vivevi in Giappone? Sei stato influenzato dai manga?

L'idea di Akiko è nata quando insegnavo Inglese in Giappone, nel 1992.
Era solo un qualcosa per rendere le mie lezioni più interessati, sia per me che per gli studenti. Creavo una pagina alla volta, di solito una alla settimana, e le portavo in classe perché venissero lette e assimilate. Con Akiko avevo intenzione di realizzare qualcosa di pubblicabile, perciò non era pensato per essere un manuale d'Inglese, piuttosto cercavo di raccontare una buona storia. Mi è venuta abbastanza bene. Spesso mi domando se qualcuno dei miei studenti si sia mai imbattuto in uno degli albi di Akiko in Giappone e abbia detto: "Hey, me lo ricordo questo!"
Devo confessare che non sono diventato un fan dei manga mentre vivevo in Giappone, e anche oggi sono colpevolmente ignorante riguardo i manga e - a dire la verità - sui fumetti in generale! Ho una buona familiarità con i lavori di animazione di Miyazaki e dello Studio Ghibli, sebbene l'abbia acquisita dopo il mio ritorno piuttosto che durante la mia permanenza in Giappone.

Akiko viene spesso definito come un incrocio tra "Alice nel Paese delle Meraviglie" e "Guerre Stellari". Pensi sia una buona descrizione?

Akiko è senza dubbio modellata su classici della letteratura per ragazzi come "Alice nel Paese delle Meraviglie" e "Il Mago di Oz". Nella tradizione di queste due opere ho scelto una bambina come personaggio principale, e ho messo un po' di fantascienza nell'idea del Paese delle Meraviglie e di Oz mandandola in giro per lo spazio. Anche "Guerre Stellari" è una grande influenza per me, perciò riassumere la mia serie come un incrocio tra il "Il Mago di Oz" o "Alice" con "Guerre Stellari" è una descrizione calzante.

Qual è la tua definizione di Akiko?

Dal mio punto di vista non è altro che una grande tela bianca su cui posso inserire ogni tipo di idea e su cui posso dar vita a qualsiasi tipo di creatura o ambiente abbia voglia di disegnare. Akiko, nel bene e nel male, sono io e tutte le cose che mi interessano.

Puoi descrivere i personaggi del gruppo di Akiko, dando qualche dettaglio sul loro concetto originale e le loro peculiarità?

AKIKO: Akiko è la "ragazzina qualunque" della serie. È un po' timida in certe situazioni, molto coraggiosa in altre. E tende a fare il ruolo della "mamma" nei confronti degli altri personaggi, fermandoli quando litigano tra loro.

MR. BEEBA: Mr. Beeba è la mia parodia dell'accademico, il tipo di persona che usa la conoscenza per impressionare la gente, non per chiarire le cose. Ma il suo cuore è al posto giusto, ed è un sicuro amico per Spuckler malgrado tutte le loro dispute.

SPUCKLER: Spuckler viene spesso accostato ad Han Solo, ma non è minimamente così astuto ed egoista. È solo l'opposto di Beeba: tutto fisico e azione piuttosto che intelletto e cautela. Vede il mondo in bianco e nero, bene e male; si sente frustrato quando la gente cerca di rendere le cose "troppo complicate".

GAX: Gax è il robot di Spuckler, e in questo modo è il personaggio del "maggiordomo", un servo che sembra sapere d'essere più intelligente del suo stesso padrone. Solitamente è molto ossequioso, ma occasionalmente affronta Spuckler e lo mette al suo posto.

POOG: Poog è il personaggio del saggio misterioso. È quello tra tutti volontariamente meno caratterizzato. Voglio che rimanga del tutto imperscrutabile, perciò do poche informazioni sul suo conto, infatti io stesso so quasi nulla su di lui.

Nelle sue prime avventure Akiko va su Smoo su incarico del re del pianeta, Re Froptoppit, per cercare lo scomparso principino. Si tratta di un ribaltamento delle fiabe tradizionali dove è il principe a dover salvare la dama in pericolo. È stato questo un modo per caratterizzare la tua ragazzina come un personaggio forte?

Originariamente pensavo di ribaltare il concetto delle favole tradizionali, ma presto mi sono allontanato da quell'idea e l'intera storia del ritrovamento del principino è diventato una sorta di pretesto per raccontare un lungo viaggio irto di ostacoli. Volevo che Akiko partisse come un personaggio un po' debole, ma lei ha acquisito forza prima del tempo.

Poog è una creatura davvero misteriosa. Rivelerai in futuro i suoi segreti o credi che il mistero sia la vera essenza del personaggio?

Come ho fatto intendere prima, credo che meno viene detto su Poog meglio è. Credo che qualcosa rivelerò in futuro, ma non molto.

In Akiko si trovano un sacco di invenzioni, strani mostri, bizzarri nomi dei personaggi, ambienti meravigliosi… e ogni cosa trova la giusta collocazione nella narrazione. È un vero piacere fuggire dalla realtà andando nella tua terra dei sogni!
Come lavori alla creazione di un ciclo di storie? Scrivi una sceneggiatura completa o fai direttamente i thumbnails e poi fai i dialoghi?

Cerco, per quanto posso, di fare le storie di Akiko durante la loro stessa creazione. Penso a un soggetto di base, ho un'idea su dove voglio andare e su come la storia dovrebbe finire e poi vado, semplicemente, creando la storia letteralmente pagina per pagina. Raramente so di preciso cosa i personaggi diranno fino a che non sto lavorando sulle tavole finali. È uno strano approccio, ma rende le cose fresche e spontanee… vedendola sotto un'altra prospettiva, è come la vita, che può essere pianificata solo fino ad un certo punto.

Una domanda impegnativa: da dove prendi le idee?

Molte delle mie influenze sono non-fumettistiche: Guerre Stellari, i Monty Python, Il Mago di Oz. Le idee provengono un po' dappertutto. Faccio un esempio. Nel film "Monty Python e il Santo Graal" un personaggio dice nervosamente, "Qualsiasi aiuto tu possa dare sarà davvero... um... d'aiuto!". Ho pensato che fosse una cosa simpatico e l'ho rielaborata per Mr. Beeba che dice, in un contesto completamente diverso, "Ero quasi sul punto d'avere un'intuizione davvero… um… intuitiva".
Penso che molte idee siano così: concetti di base che hai visto e apprezzato e che sei in grado di adattare per i tuoi scopi.

Escludendo poche apparizioni a colori, Akiko è sempre stato in bianco e nero. È solo un modo per rende il processo di produzione più semplice o è una preferenza artistica?

È stata una decisione presa principalmente per limitare I costi, ma con il passare degli anni credo che il look a toni di grigio di Akiko sia diventato una aspetto importante della serie e non credo che cambierei per passare al colore anche se potessi permettermelo. Comunque, è una bella cosa da fare di tanto in tanto.

Puoi dirci le tue influenze fumettistiche? I romanzi, i film?

Sono influenzato da fumetti di tutti i tipi, di solito vecchie cose come "Little Nemo" e "Popeye". "Calvin & Hobbes" è un'altra grande fonte d'ispirazione. Più di recente sono stato influenzato dal lavoro di amici come Stan Sakai, Jeff Smith e Linda Medley.
Molte influenze, come detto, sono al di fuori del fumetto: Guerre Stellari, Monty Python, Il Mago di Oz. Inoltre qualche volta l'architettura che ho visto visitando la Thailandia o l'India la ritrovi nel modo in cui disegno gli edifici nel mio fumetto.

Ho letto da qualche parte che hai scritto la prima storia di Akiko senza avere alcuna idea su cosa fosse popolare in quel momento nel mercato americano. Hai detto: "Se avessi saputo come era trendy, in quel momento, per i fumetti essere "truci e violenti", non so se avrei avuto il fegato di sviluppare qualcosa di così non-trendy come Akiko." Oggi penso tu sia piuttosto felice di quella tua decisione "non-trendy", no? Che cosa pensi dello stato attuale del mercato fumettistico?

Di sicuro non ho rimpianti su Akiko, specialmente perché il mio fumetto non-trendy si è diventato una serie "per ragazzi" di successo. Penso che se mi concentrassi potrei fare un fumetto molto più attraente per la maggior parte del lettori, ma non ho alcuna energia da dedicare ad una serie simile in questo momento.
Non so abbastanza sull'industria fumettistica per fare commenti sul suo stato attuale. È chiaro che ci sono seri problemi a sostenere l'industria anche ad una frazione della sua dimensione originaria. Suppongo di saperne a sufficienza per dire che non c'è una soluzione veloce e semplice al problema.

Akiko è un fumetto per tutte le età che piace a lettori molto eterogenei: adulti, bambini, appassionati di fantasy e fantascienza, collezionisti di libri per ragazzi. È sulla stessa direzione di pochi altri titoli come Castle Waiting di Linda Medley, Bone di Jeff Smith e Scary Godmother di Jill Thompson. Pensi che il medium necessiti di maggior varietà e più fumetti come quelli citati?

Penso che più varietà c'è meglio è… questo vale per qualunque forma artistica, sia essa il fumetto o la musica pop. Quello di cui si ha bisogno con i fumetti è che arrivino nelle librerie generiche, idealmente fianco a fianco con le loro versioni in romanzo. Se qualcuno vede i miei libri di Akiko e può trovare a fianco i fumetti di Akiko ci sono buone possibilità che li prenda entrambi.

Nel 1998 Entertainment Weekly Magazine ha inserito il tuo nome nella loro lista dei "100 Migliori Creativi nell'Intrattenimento". E tu eri il solo autore di fumetti nominato. Come ti sei sentito? Pensi che il fumetto abbia bisogno di più considerazione dai mass-media?

Devo fare un'importante correzione. Nella lista di Entertainment Weekly io ero uno dei due autori di fumetto citati, l'altro era Chris Ware il creatore di Acme Novelty Library. Per me è stato un grande onore essere selezionato insieme a lui, visto che penso che il suo lavoro sia molto, molto meglio del mio.
Penso che ora i media diano al fumetto molta più attenzione, sebbene questa non sarà mai quella che l'industria fumettistica vorrebbe. Sfortunatamente una notizia televisiva, ad esempio, su un fumetto benefico su fatti dell'11 settembre non genera una folla di persone che escono per correre in fumetteria. L'apparizione di Akiko su Entertainment Weekly non ha portato un sensibile incremento sulle vendite dell'albo. Penso che il fatto che i fumetti non siano venduti nelle librerie generaliste sia il più grande ostacolo perché la gente li compri.

Che fumetti leggi attualmente? Perché?

Devo confessare che non leggo molti fumetti. Strano a dirsi, mi piace leggere biografie prese dalla locale biblioteca, più di ogni cosa!
Forse la mia vita come creatore di opere di fantasia mi porta ad abbracciare il mondo reale delle storie biografiche quando sono "fuori servizio"!
Detto questo, leggo di sicuro tutti i fumetti del vecchio gruppo "Trilogy": Jeff Smith, Linda Medley, Charles Vess, Stan Sakai e Jill Thompson. I loro, secondo me, sono i migliori fumetti sul mercato. Sono grandi narratori, ognuno di loro. Un altro grande fumetto è "Finder" di Carla Speed McNeil. Il suo lavoro è quasi geniale; merita molta più attenzione di quella che ha.

Nel 2000 le avventure di Akiko sono diventate una serie di libri per ragazzi che adattano in forma di romanzo il fumetto [e vengono pubblicate da Random House]. Come è stata questa esperienza?

Mi sto molto divertendo scrivendo e disegnando i libri di Akiko, con il risultato che Akiko è stata scoperta da un gruppo di persone molto più vasto. Un romanzo è naturalmente molto più gravoso in termini di scrittura pura e semplice. Devo prestare attenzione nel mettere ogni cosa a posto e nell'evocare le scene in modo che siano vivide nella mente del lettore. In più Random House sottopone ogni cosa che faccio a due o tre passaggi editoriali, perciò ho una sensazione generale di dover anticipare il tipo di domande che l'editore o il copy editor mi faranno. E questo è davvero molto buono per uno scrittore.

Prima o poi scriverai un romanzo originale che esplori altri aspetti del mondo e della compagnia di Akiko?

Il quinto libro, "Akiko e lo Zoo Intergalattico" è una storia originale che non è mai stata raccontata prima; contiene diversi nuovi personaggi, e un intero nuovo pianeta che non è mai stato nominato prima in Akiko! Il libro uscirà nel 2002, in aprile.

Parlando di altri media, ti piacerebbe vedere dei cartoni animati basati su Akiko? Saresti interessato ad un progetto simile o preferisci concentrati su fumetti e romanzi in cui puoi avere il controllo dell'intero processo creativo?

Akiko è stata opzionata due volte per essere sviluppata [come cartone animato] ma sfortunatamente non è venuto fuori nulla di concreto. Sarei contentissimo nel vedere Akiko come cartone ma sono felice di aspettare molti anni per questo se è necessario. Ho sempre pensato di dovermi "guadagnare" un appropriato progetto di sviluppo facendo di Akiko, il fumetto o il libro per ragazzi, un grande successo.

Hai avuto qualche proposta dall'Italia per pubblicare i tuoi lavori?

Ci sono dei contratti firmati con editori in Italia, Spagna e persino Cina, ma purtroppo nessuno di questi ha raggiunto il punto d'essere in stampa. I diritti per l'Italia del libro per ragazzi sono stati negoziati e c'è speranza di vedere l'edizione italiana del primo libro entro il prossimo anno o simili. Credo che i diritti per l'Italia riguardo il fumetto di Akiko siano, al momento, ancora disponibili per cui chi sa che succederà. [up]

LIBERTÀ DI FUMETTO

Qualche tempo fa la Sirius ha pubblicato 32 Pages, un tuo strano "one shot" dall'azzeccato sottotitolo di "Il lato più oscuro di un fumettista felice e contento". In quell'albo c'erano alcune brevi storie davvero anomale e disegni molto diversi dallo stile solare di Akiko. Avevano un forte richiamo underground e un bel po' di rabbia e violenza. Quando l'ho letto ho subito pensato a Crumb. Mi sono piaciute un sacco "Man attacked by his own neck tie" (Uomo attaccato dalla propria cravatta) e la surreale "I only have eyes for you" (Ho occhi solo per te). Da dove vengono quelle storie? Hai davvero un "lato oscuro"?

32 Pages è in realtà una specie di "capsula del tempo", dal momento che tutte le storie che si trovano nell'albo sono state realizzate tra l'autunno e l'inverno del 1995, nel periodo tra la firma con la Sirius per la pubblicazione di "Akiko on the Planet Smoo" (che ho scritto e disegnato nel 1992-93) e il primo numero della serie di Akiko che ho fatto all'inizio del 1996.
È il risultato di un blocco per schizzi che portavo con me mentre andavo in qualche caffetteria o in posti simili e su cui scarabocchiavo in libertà. Certamente c'è parecchia influenza di Crumb (in quello stesso periodo ho visto un documentario su di lui) così come di parecchi altri. Non concepisco l'albo come un qualcosa di unitario, è un po' più orientato verso un pubblico adulto rispetto ad Akiko, e con un approccio molto più casuale e del tipo "flusso di coscienza". Penso che probabilmente rimarrà un'esperienza unica ma mai dire mai!
Il mio lato "oscuro" è comunque molto più lieve di quello dell'ambiente fumettistico in generale!

Recentemente ti sei misurato con il genere supereroistico, realizzando due storie per Bizarro Comics, lo splendido volume della DC con un sacco di autori della scena alternativa alle prese con i loro supereroi preferiti. Tu hai disegnato "Wonder Girl vs. Wonder Ton", con una folle sfida aerea e hai anche scritto il divertente "First Contact" con The Atom impegnato ad aiutare Wonder Woman a ritrovare la sua lente a contatto perduta. Che cosa ti piace nei supereroi?

In tutta onestà, in questi tempi non vado particolarmente pazzo per i supereroi, ma penso che il genere sia stato, negli anni passati, il punto di raccolta per così tanti talenti che non si può negare che sia una specie di museo del Louvre del Fumetto americano.

Qual è il tuo supereroe preferito? Perché?

I miei fratelli ed io leggevamo fumetti negli anni '70 come qualsiasi altro bambino. Eravamo dei veri fan della DC. The Atom è sempre stato il mio preferito perché ero affascinato dall'idea di poter rimpicciolire.

Ti piacerebbe ripetere quella esperienza, magari facendo una storia "più seria"?

Sarebbe bello lavorare ad una storia per una delle grandi case editrici, sia di supereroi che d'altro genere. Una storia "seria" sarebbe interessante, ma non sono schizzinoso!

Il progetto dei tuoi sogni.

Il progetto dei miei sogni sarebbe essere pagato per girare il mondo e realizzare dei fumetti basati su quella esperienza. Hey, hai detto "progetto dei sogni", no?

Fai il nome di un artista o di uno scrittore con cui ti piacerebbe lavorare.

Sarebbe un bel divertimento collaborare con Stan Sakai. Se Jeff Smith scrivesse una storia e pensasse a me come una buona scelta per illustrarla, la farei immediatamente senza pensarci.

Quale futuro immagini per il fumetto?

Ho la sensazione che sia destinato a diventare qualcosa di simile, ad esempio, all'industria della musica classica: una forma artistica poco apprezzata che sopravvive grazie ad un piccolo numero di devoti appassionati. Mi piacerebbe davvero assistere ad una rinascita d'interesse per il fumetto tra il grande pubblico, in America, ma è una prospettiva davvero difficile da immaginare in questo momento. [up]

Tutte le immagini sono © Mark Crilley


[dicembre 2001]


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