ULTRAPAROLE

Archivio interviste

Intervista a
MARCO CORONA

di Marco Milone

Scrivi qui il tuo indirizzo e-mail per ricevere la nostra NewsLetter

Vota questo sito su 100Links.it

UltraCOMICS

James Kochalka

L'orribile verità sui Fumetti

 

 

 

 

 

 

 

Nato a Carmagnola (To) nel 1967, Marco Corona ha pubblicato sia in Italia (Frida Kahlo - una biografia surreale; Cadavre Exquis) che all'estero (32 Coups De Tou, Comix 2000, Bestiaire). Alcuni suoi racconti brevi sono apparsi su numerose riviste (Blue, Mondo Mongo, Interzona, Schizzo, Black, Fetus); ha partecipato a varie edizioni dell'HIU ed esposto in diverse mostre (Treviso, Leoncavallo di Milano, Biennale emergente dell'arte di Torino).

È imminente la pubblicazione della sua ultima opera "Bestiario padano" per la Coconino Press. Può parlarcene?

Il Bestiario prende origine dalle mie passeggiate per le campagne di Pianfei quando porto a spasso il mio cane. Sarà che il cane si ferma davvero ad ogni arbusto, sarà il letame che i buoni villani sparpagliano nei campi, o più semplicemente che io cammino piano piano, ma queste passeggiate sono sempre state un'ottima occasione per capire queste terre, la loro atmosfera crudele e avvolgente. Ho cercato di rendere quegli aromi, quei sapori. Anche il fascino di questa buona gente scavata nella pietra. Quasi tutti i personaggi del Bestiario li ho incontrati davvero all'osteria di Pianfei, compresi i carabinieri. Volevo parlare della mia terra come Fenoglio e Pavese avevano fatto, ma la continua compagnia del mio cane pulcioso ha diminuito di molto l'afflato epico.

L'opera è già stata pubblicata in Francia, un paio di mesi fa. È difficile trovare editori italiani pronti a pubblicare autori dell'Underground nostrano?

Francamente non so i problemi che affrontano gli autori underground perché non sono uno di loro. Io sono l'autore commerciale e convenzionale di una società a venire, o meglio, di un prossimo livello di coscienza del mondo attuale. In questi termini, gli editori nostrani sono in effetti un po' restii a pubblicare storie senza trama ma con tante budella. Chissà perché non fanno tante storie per Maruo.

Oltre a questo svolge altri lavori o riesce a mantenersi con la sua sola vena artistica?

La mia vena artistica prende varie forme. Il disegno è quella che mi diverte di più, ma non potrei mai mantenere i miei cari solo con quella. Allora lavoro come tatuatore, che mi da comunque grandi soddisfazioni. Il cliente è più come un committente rinascimentale: sulla sua pelle devi rispettare le sue esigenze, ma pure devi continuare a esprimere te stesso altrimenti tatuare diventa puro meccanismo e tanto vale imbiancare i soffitti (che forse si guadagna anche di più).
Il tatuaggio non è certo il luogo dello sperimentalismo, ma certo vi posso applicare alcuni dei trucchi dell'illustratore o fumettista. Inoltre, avere a che fare con la pasta del corpo altrui ti spinge alla sfida: aggirare una cicatrice, far passare un ghirigoro tra le pieghe di una trippa, adattare un pupazzetto al deltoide di un atleta di modo che quando l'atleta cammina il pupazzo faccia ciao ciao: sono esercizi di rappresentazione che diventano preziosi anche quando sei davanti alla tua tavola bianca. Cioè, direi che c'è continuità tra le due cose. Inoltre arrotondo un po' facendo i mercatini dell'usato in giro per i paesi, e anche lì trovo a volte occasione di pescare del materiale interessante che poi riciclo nel mio lavoro.

Le sue opere sono apparse soprattutto in riviste. Pensa che le riviste italiane riescano ad eguagliare il livello artistico delle riviste straniere?

Non credo che esistano vere e proprie riviste italiane, ma quelle che ci sono mi paiono fatte bene, almeno al livello di quelle europee. Forse costano un po' troppo care.

Un tempo Alter Alter e Frigidaire erano diventati quasi dei circoli intellettuali tra gli autori; oggi invece sembra mancare un movimento unitario.

Questa particellizzazione (quasi disintegrazione) del lavoro collettivo e' senza dubbio un riflusso dei più generali cambi culturali di questi anni. In effetti, si fa fatica a trovare un qualsiasi minimo punto comune da condividere con qualcuno.

Lei quali riviste segue?

IL MESSAGGERO SARDO, che mi arriva gratuitamente ogni mese.

Al momento sta dirigendo una rivista per Medicina nucleare; lascia molto spazio ai nuovi autori?

Se così fosse non avremmo una rivista ma una fanzine fotocopiata che i liceali si scambiano tra di loro e si fanno i complimenti a vicenda. Naturalmente è essenziale una finestra ai nuovi autori per accaparrarsi questa fetta di mercato, ma non bisogna lasciare che questo abbatta le vendite... no, sto scherzando, i nuovi autori sono importantissimi, sono il nostro futuro. Tra di loro si trovano alcune delle cose più fresche che ci siano in circolazione. Cerco di tenere un equilibrio, diciamo, in modo che il lettore ritrovi ogni volta quello che si aspetta e pure abbia modo di confrontarsi con diversi stili espressivi.

Come altri autori d'avanguardia, anche lei ha cercato di sfruttare appieno le potenzialità del fumetto per narrare quanto non era mai stato raccontato prima attraverso l'utilizzo di questa forma d'arte; in particolare, emerge dalle sue opere uno stile caricaturale, spogliato dei suoi effetti grotteschi, che mantiene comunque una forza espressiva maggiore di quella che avrebbe raggiunto attraverso una rappresentazione realistica. Il suo stile grafico mi ricorda ed il tuo modo di narrare mi ricordano molto i seguenti autori: Mattotti, Dast, Munoz e Sampayo. Apprezza le loro opere? E quali altri autori l'hanno influenzato?

Sì, sono autori molto importanti per me, soprattutto Dast. Altre influenze... per molto tempo sono rimasto mesmerizzato da Scozzari e vi ho attinto molto più di quanto io stesso credessi. Mi incazzavo persino se gli amici mi facevano notare "Ma questo è puro Scozzari!". Suppongo fosse un periodo di naturale assestamento creativo prima di trovare una mia nuova misura. Adesso maneggio Scozzari come mi pare, e se me ne servo è solo sporadicamente, coscientemente, e per un'elegante citazione. Di recente preferisco ispirarmi ai materiali bruti che trovo intorno piuttosto che ad altri fumettisti: ad esempio le immagini che pesco a caso da internet sui motori di ricerca mi sono molto utili. Poi tutto si rifonde nella mia ottica, ma la varietà imprevedibile degli stimoli di partenza mi riempie di idee. Tra gli autori veri, credo che il genio egli ultimi anni sia David Cooper, della Fantagraphics. Per certi versi ha molti punti in comune con quello che faccio.

Ha qualche progetto per il futuro?

Sì, sto lavorando su una sceneggiatura di Marco Arnaudo, una storia molto bella sugli acquari. In pratica è la storia di un'ossessione per gli acquari, con visioni mistiche, meduse perverse e mostri abissali. E' una cosa a metà tra Melville, Ballard, Goya e Skipper Delfino Intelligente.

 
   
[aprile 2003]

ULTRAZINE è un'idea di SMOKY MAN
Realizzazione grafica di Angelo Secci
Supervisor Fabrizio Lo Bianco

ULTRAZINE è dedicata ad ALAN MOORE

TUTTI I PERSONAGGI, I MATERALI E LE IMMAGINI NOMINATI O MOSTRATI NEL SITO ULTRAZINE SONO
© COPYRIGHT DEGLI AVENTI DIRITTO
ED UTILIZZATE SOLO A SCOPO DI RECENSIONE E SENZA FINI DI LUCRO.
© ULTRAZINE 2000-2002 All rights reserved